Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Il focus di oggi in area euro sarà sui dati d’inflazione di gennaio

Intesa Sanpaolo – Il focus di oggi in area euro sarà sui dati d’inflazione di gennaio. La stima flash di gennaio per l’eurozona dovrebbe vedere un calo solo moderato a 4,7% a/a, dal massimo di 5% toccato in dicembre.

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


Il contributo principale arriverà ancora dalla componente energia, mentre la misura core è attesa moderare al 2% a/a. In Italia l’inflazione potrebbe salire ancora, al 4,4% a/a dal 3,9% precedente sul NIC, e al 4,6% dal 4,2% armonizzato.

Ieri in Francia i prezzi al consumo sono cresciuti più del previsto a gennaio (0,3% m/m nazionale e 0,1% armonizzato); l’inflazione è quindi salita a sorpresa di un decimo al 2,9% a/a su base nazionale mentre quella armonizzata è calata solo marginalmente, al 3,3% da 3,4%. Nell’area euro il tasso di disoccupazione è calato più previsto a dicembre: al 7% da 7,2% precedente, un minimo dall’inizio delle rilevazioni nel 1995. Il tasso dei senza lavoro è sceso anche in Italia, al 9% da 9,1% di novembre: nel mese si registra una sostanziale stabilità degli occupati e degli inattivi, a fronte di un calo delle persone in cerca di occupazione. Il tasso di disoccupazione è calato anche in Germania a gennaio, di un decimo al 5,1%. Gli indici PMI manifatturieri di gennaio sono stati infine rivisti al ribasso in Germania (59,8 da 60,5) e nell’Eurozona (58,7 da 59). In Italia il PMI manifatturiero è calato a 58,3 da 62 mentre in Spagna è rimasto stabile a 56,2.

Secondo la Bank Lending Survey della BCE, le condizioni del credito applicate dalle banche alle imprese sono state marginalmente ristrette, mentre sono rimaste invariate quelle applicate alle famiglie sui mutui. Nel 4° trimestre 2021 la domanda di credito da parte delle imprese è aumentata, trainata da esigenze di finanziamento del capitale circolante e degli investimenti, ed è sempre meno legata alla presenza di garanzie pubbliche connesse alla crisi sanitaria.

– Negli Stati Uniti, la stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a gennaio è prevista a 207mila dal consenso, dopo 807 mila del mese precedente. La dinamica occupazionale di gennaio sarà frenata in misura significativa dagli effetti di Omicron: un dato ADP deludente non sarà da leggere come un’indicazione di peggioramento del mercato del lavoro.

Ieri, l’ISM manifatturiero ha mostrato un calo contenuto a gennaio, da 58,8 a 57,6, con correzioni per gli ordini (a 57,8), la produzione (a 57,8), dei tempi di consegna (a 56,4). Invece gli indici di occupazione e dei prezzi sono aumentati a 54,5 e 76,1 (+7,9 punti), rispettivamente. Il settore rimane caratterizzato da una domanda forte e da un’offerta insufficiente, anche se emerge qualche segnale di miglioramento, sia per i tempi di consegna sia per gli occupati. L’indagine dei Job Openings and Labor Turnover di dicembre riporta 10,6 mln di posizioni aperte, in marginale calo da novembre e sempre superiori al numero di disoccupati. Le assunzioni sono poco variate, a 6,7 mln, mentre le dimissioni volontarie, a 4,3 mln, restano vicine al massimo storico di novembre (4,5 mln), segnalando persistente eccesso di domanda in molti settori. La spesa in costruzioni a dicembre è aumentata marginalmente (0,2% m/m) per via di una correzione nella componente pubblica. La spesa privata ha invece segnato un rialzo solido di 0,7% m/m, grazie alla variazione di 1,1% m/m dell’edilizia residenziale.

Dalla Fed, Harker (Philadelphia Fed) ha detto che per ora sarebbe favorevole a un rialzo di 25 pb a marzo, mentre è “un po’ meno convinto” di una possibile mossa di 50 pb, anche se dipenderà dai dati delle prossime settimane. Harker per ora prevede 4 rialzi nel 2022, ma sottolinea che c’è molto rischio intorno alla sua previsione e che la Fed deve essere flessibile. Bostic (Atlanta Fed), che prevede tre rialzi quest’anno, ha ribadito le preoccupazioni per l’inflazione elevata. A suo avviso sarà cruciale monitorare le variazioni mensili dell’inflazione nel prossimo paio di mesi, per vedere se rallenteranno stabilmente e successivamente determinare il sentiero appropriato per la rimozione dello stimolo monetario.

– Il PMI manifatturiero globale è sceso di oltre un punto a gennaio, a 53,2. Il calo riflette un brusco rallentamento degli ordini esteri (49,7) e della produzione (51,4). Per quanto riguarda i segnali di stress delle filiere produttive, non ci sono significativi miglioramenti: cala l’indice degli ordini da evadere e rallenta la crescita delle scorte di beni intermedi, mentre è circa stabile su valori ancora depressi l’indice dei tempi di consegna.

Fonte: BondWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.