Intesa Sanpaolo – Oggi l’agenda nell’area euro non ha dati né eventi di rilievo, in attesa della riunione della BCE di domani.
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In Italia, il dato sulle vendite al dettaglio di luglio dovrebbe mostrare un ulteriore incremento dopo la crescita di +0,7% m/m (+7,7% a/a) vista a giugno.
– Ieri, in Germania l’indice ZEW è calato oltre le attese di consenso nel mese di settembre, con l’indicatore sulle aspettative che è passato a 26,5 da 40,4 di agosto. Di contro, la valutazione sulla situazione corrente è cresciuta per il settimo mese consecutivo, passando a 31,9 punti da 29,3 precedente. L’indagine di questo mese conferma, quindi, che il picco della ripresa è ormai alle spalle. In area euro la crescita del PIL nel 2° trimestre è stata rivista verso l’alto di due decimi a 2,2% t/t (14,3% a/a).
Il ritmo della ripresa dovrebbe aver toccato un picco nei trimestri centrali dell’anno: durante l’estate la crescita dovrebbe essersi mantenuta solida, su ritmi simili a quelli registrati durante la primavera. Tra le principali economie, la ripresa potrebbe accelerare nel 3° trimestre in Francia e Germania e decelerare in Italia e Spagna.
– Negli Stati Uniti, è in uscita il Beige Book preparato per la riunione del FOMC di settembre. Il rapporto potrebbe dare informazioni nuove sullo stato del mercato del lavoro, dopo il deludente employment report di agosto, con possibili indicazioni relativi a mancanza di offerta di manodopera e pressioni verso l’alto sui salari.
Verrà anche pubblicato il rapporto mensile della Jobs and Labor Turnover Survey di luglio, dove si dovrebbero continuare a rilevare livelli record di posizioni aperte, coerenti con il proseguimento di una fase di domanda di lavoro molto solida. Dalla Fed, Williams (NY Fed) e Kaplan (Dallas Fed) aprono l’agenda dei discorsi, molto fitta durante il resto della settimana, e inizieranno a dare segnali riguardo alle possibili implicazioni dell’employment report di agosto per le discussioni e l’attuazione del tapering.
– In Giappone, la seconda stima del PIL del 2° trimestre ha registrato una revisione della crescita a 0,5% t/t (1,9% t/t ann.), da 0,3% t/t (1,3% t/t ann.) della lettura preliminare, grazie a variazioni più forti per gli investimenti fissi non residenziali e per i consumi pubblici.
La previsione per il 3° trimestre rimane di quasi-stagnazione, sulla scia della persistenza dell’ondata pandemica della primavera.
– Da segnalare oggi anche la riunione di politica monetaria della Bank of Canada. Non si attendono variazioni dei tassi ufficiali, ma la decisione sugli acquisti di titoli è più controversa: una nuova riduzione potrebbe infatti essere rinviata dopo i dati deboli del Q2.
Da verificare anche se la guidance confermerà che la BoC si aspetta di non alzare i tassi prima della seconda metà dell’anno prossimo.
Fonte: BondWorld.it
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