Intesa Sanpaolo – Nell’area euro , la settimana è piuttosto povera di indicatori congiunturali.
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L’indice ZEW tedesco, prima indagine relativa al mese di gennaio, dovrebbe mostrare un ulteriore recupero delle aspettative sull’economia. La produzione delle costruzioni nell’Eurozona potrebbe aver registrato una contrazione nel mese di novembre. Infine, la seconda lettura dell’inflazione in Germania, Italia e nel complesso dell’area euro è attesa confermare la flessione registrata nelle stime flash. Gli unici dati odierni sono quelli italiani sul commercio estero in novembre. Oggi l’eurogruppo dovrebbe diffondere una dichiarazione sull’euro digitale, che richiederà nei prossimi anni anche interventi normativi.
I dati diffusi venerdì sulla produzione industriale di novembre hanno mostrato un rimbalzo di 1% m/m nell’Eurozona e viceversa un calo di -0,3% m/m in Italia. Se in area euro i dati manifatturieri suggeriscono la presenza di rischi al rialzo sui dati di PIL nel 4° trimestre (abbiamo recentemente rivisto al rialzo la nostra stima a -0,1% t/t da un precedente -0,3% t/t), in Italia il freno industriale dovrebbe risultare piuttosto marcato e coerente con una contrazione più ampia del PIL già a fine 2022. In Germania, la prima stima annua del PIL ha mostrato un andamento dell’attività economica migliore delle attese.
Oggi negli Stati Uniti i mercati sono chiusi per Martin Luther King’s Day. In settimana, si completerà il quadro dei dati di attività di dicembre e verranno pubblicate le prime indagini del settore manifatturiero di gennaio. L’indice Empire e quello della Philadelphia Fed di inizio 2023 dovrebbero mantenersi in territorio recessivo. Per dicembre, la produzione industriale, le vendite al dettaglio, i nuovi cantieri residenziali e le vendite di case esistenti dovrebbero mantenersi sui trend negativi in atto, in linea con un’elevata probabilità di recessione entro pochi mesi.
Venerdì, la fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (prel.) è risalita più delle attese, a 64,6 da 59,7 di dicembre. Le aspettative di inflazione a 1 anno hanno segnato un ulteriore calo a 4%, da 4,4%, mentre sull’orizzonte a 5 anni, restano a 3%, all’interno del ristretto intervallo di fluttuazione dell’ultimo anno e mezzo.
Il segretario del Tesoro Yellen ha comunicato che il 19 gennaio verrà raggiunto il limite del debito e il Tesoro procederà con le ormai consuete misure straordinarie, che dovrebbero permettere al Tesoro di finanziarsi solo fino a giugno, se non verrà alzato il limite.
Dalla Fed, Bullard (St Louis Fed) ha segnalato che i mercati potrebbero essere troppo ottimisti sull’inflazione, con il rischio che la dinamica dei prezzi rallenti meno di quanto atteso e la Fed debba reagire.
Fonte: BondWorld.it
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