Inflazione invariata a marzo, lievemente al di sopra delle attese L’inflazione italiana è rimasta invariata a marzo (1% sul NIC). Ai rincari di carburanti e comunicazioni si sono contrapposti i ribassi di alimentari e spese per il tempo libero……
Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
L’inflazione di fondo è risalita di un decimo, ma resta ben al di sotto dell’indice generale (0,5%).
Anche sulla scia del taglio delle tariffe atteso ad aprile, pensiamo che il trend dei prezzi per i prossimi mesi possa essere al ribasso, fino a un minimo in estate.
Successivamente ci aspettiamo un rimbalzo negli ultimi mesi dell’anno.
Ma per vedere un’inflazione stabilmente sopra l’1% bisognerà attendere il 2020.
L’inflazione è rimasta invariata a marzo, all’1% a/a secondo l’indice nazionale e all’1,1% in base all’armonizzato.
Nel mese i prezzi sono saliti di tre decimi sul NIC e di 2,3% m/m sull’IPCA (che tiene conto del rientro dei saldi invernali). I dati sono risultati lievemente superiori alle attese sia nostre che di consenso.
Nel mese, sull’indice nazionale, come atteso il maggior contributo al rialzo congiunturale dei prezzi (due decimi sui tre complessivi) è dovuto ai trasporti (+1,3% m/m, 1,2% a/a da 0,6% precedente), per via soprattutto dei rincari dei carburanti (gasolio +2,6%, benzina +2,4% m/m).
Inoltre, sono rimbalzati parzialmente, dopo il deciso calo del mese scorso, i prezzi delle comunicazioni (+1,3% da -2,6% m/m precedente).
In aumento anche bevande alcoliche e tabacchi, servizi ricettivi e di ristorazione, abbigliamento e calzature, altri beni e servizi.
Viceversa, hanno registrato una flessione deli listini gli alimentari e le spese per il tempo libero (entrambi -0,4% m/m), e, in minor misura, i servizi sanitari e le spese per la salute (-0,1% m/m).
L’inflazione di fondo è salita di un decimo a 0,5% a/a (i prezzi core nel mese sono cresciuti più dell’indice generale, di 0,4% m/m).
Tuttavia, è in ribasso il cosiddetto ”carrello della spesa” (-0,8% m/m, 1,3% a/a da 1,6% precedente), sulla scia degli alimentari.
In sintesi, il dato non cambia di molto le prospettive di inflazione.
Il mese prossimo, una spinta al ribasso sui prezzi verrà dal significativo calo delle tariffe di gas e luce (-9,9% and -8,5%, rispettivamente).
Pensiamo che l’inflazione possa toccare un punto di minimo a 0,5-0,6% ad agosto, prima di rimbalzare nei mesi successivi, tornando di poco superiore all’1% a fine anno. Insomma bisognerà aspettare il 2020 per vedere un indice stabilmente sopra l’1%.
Peraltro, a nostro avviso i rischi sullo scenario di inflazione sono verso il basso, anche per via della persistente debolezza del ciclo economico; in tal senso, l’inflazione italiana dovrebbe rimanere inferiore alla media dell’eurozona nell’orizzonte prevedibile.
Inoltre, non ci sono segnali di significativa risalita dell’inflazione di fondo, visto che il persistente eccesso di offerta nell’economia non genera pressioni al rialzo sul costo del lavoro delle imprese.
La nostra previsione per la media di quest’anno è un’inflazione inferiore di due-tre decimi rispetto al 2018, e non molto lontana dai valori correnti (0,8% sull’indice headline, 0,5% sul core).
Fonte : BondWorld.it
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