Intesa Sanpaolo – Oggi non sono in calendario dati macroeconomici di rilievo nell’area dell’euro. Ieri il dato di inflazione nell’Eurozona a ottobre è stato rivisto al ribasso di un decimo al 10,6% a/a, comunque in decisa accelerazione dal 9,9% di settembre.
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Oggi non sono in calendario dati macroeconomici di rilievo nell’area dell’euro. Ieri il dato di inflazione nell’Eurozona a ottobre è stato rivisto al ribasso di un decimo al 10,6% a/a, comunque in decisa accelerazione dal 9,9% di settembre. L’indice core BCE è stato invece confermato al 6,4% a/a (da 6% a settembre). A settembre la produzione nelle costruzioni ha mostrato un rimbalzo solo marginale dopo l’ampio calo di agosto, ed è attesa rimanere debole nei prossimi mesi.
In Italia i dati sul commercio internazionale di settembre hanno registrato un rimbalzo delle esportazioni a fronte del primo calo in 20 mesi delle importazioni; non solo si registra un deficit energetico senza precedenti, ma si amplia anche il saldo negativo per quanto riguarda i beni intermedi, un segnale di sostituzione di produzione interna con acquisti dall’estero.
Oggi in serata, dopo la chiusura dei mercati, è atteso il pronunciamento di Fitch sul rating sovrano dell’Italia (attualmente ‘BBB’ con outlook stabile). Ieri la diciottesima edizione del “BTP Italia” si è chiusa con un collocamento di quasi 12 miliardi (di cui 4,7 per gli istituzionali e 7,3 assegnati alla clientela retail).
Negli Stati Uniti , oggi sono in uscita le vendite di case esistenti di ottobre, previste in ulteriore calo a 4,35 mln, sulla scia del rialzo dei tassi sui mutui e in linea con le indicazioni dei contratti di compravendita, che non accennano a stabilizzarsi.
Ieri, i cantieri residenziali di ottobre hanno mostrato un’ulteriore contrazione, a 1,425 mln (-4,2% m/m), mantenendosi sul trend negativo inevitabile nel contesto attuale di vendite in continuo calo. Le licenze sono calate a 1,526 mln. L’attività di costruzione nel settore residenziale rimarrà in territorio negativo ancora per qualche trimestre. Le richieste di sussidi di disoccupazione al 12 novembre sono calate modestamente a 222 mila, da 225 mila della settimana precedente, con segnali persistentemente solidi e senza indicazioni (per ora) di svolta sul mercato del lavoro. L’indice della Philadelphia Fed a novembre ha mostrato un ulteriore peggioramento del settore manifatturiero, calando a -19,4 da -8,7 di ottobre, il terzo dato consecutivo in area recessiva. Anche gli indici a 6 mesi segnalano contrazione dell’attività.
Dalla Fed, Bullard (St Louis Fed), ricordando che la Fed è impegnata a raggiungere una stance della politica monetaria sufficientemente restrittiva da riportare l’inflazione al 2%, ha affermato che i tassi correnti non sono in linea neppure con la specificazione più generosa della regola di Taylor e dovrebbero essere portati almeno a 5-5,25%, anche alla luce del fatto che i rialzi già attuati hanno avuto effetti solo limitati sull’inflazione effettiva.
In Giappone, l’inflazione al netto degli alimentari freschi a ottobre ha registrato un balzo a 3,6% a/a, da 3% a/a di settembre, toccando il massimo da inizio 1982. I prezzi dei beni sono spinti dal deprezzamento dello yen, mentre per alcuni servizi si riscontrano incrementi sostenuti, probabilmente collegati all’accelerazione dei salari. Il trend verso l’alto dell’inflazione dovrebbe proseguire almeno fino a dicembre.
Fonte: BondWorld.it
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