Intesa Sanpaolo: Italia, inflazione ai minimi dal 2009

Nel mese di gennaio, i prezzi al consumo sono saliti di due decimi (il doppio delle attese) – come a dicembre – secondo l’indice NIC, mentre sono calati del 2,1% m/m (dal +0,3% m/m di dicembre) in base all’indice armonizzato UE (per via dei saldi invernali…...


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Commento di Paolo Mameli, Senior Economist, Servizio Studi Intesa Sanpaolo


su abbigliamento e calzature, di cui, come noto, l’indice NIC non tiene conto). L’inflazione annua è rimasta allo 0,7% sull’indice nazionale ed è scesa di un decimo allo 0,6% sull’armonizzato. In entrambi i casi si tratta di un minimo dal 2009.

Il dettaglio per prodotto (secondo l’indice NIC) mostra che i rincari sono concentrati sugli alimentari (+0,4% m/m, peraltro in linea con la stagionalità di gennaio; da notare il +4,2% m/m dei vegetali freschi) e sulle spese per la casa (com’era prevedibile visto l’aumento dello 0,7% della tariffa dell’elettricità). Superiore alla stagionalità del mese e in aumento di un decimo i prezzi nei capitoli più “sensibili” alla domanda come alberghi/ristorazione e cultura/tempo libero.

Da notare il rincaro del 3,6% m/m di pedaggi e parchimetri (dovuto ai rialzi dei pedaggi per gran parte della rete autostradale) e l’aumento dei prezzi delle spese bancarie e finanziarie (+1,9% m/m), dovuto all’aumento dell’imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche relative ai prodotti finanziari.

Continuano a calare (-0,3% m/m) i prezzi nelle comunicazioni (come accaduto in 5 degli ultimi 6 mesi); da notare anche la flessione, di natura però tipicamente stagionale, dei servizi di trasporto (-0,5% m/m).

Poche novità dalla revisione annuale del paniere dei prezzi al consumo: entrano nel paniere nuove tipologie di prodotti (formaggio grattugiato in confezione, formaggio spalmabile in confezione, caffè in cialde o capsule, macchina da caffè in cialde o capsule, sacchetti ecologici per rifiuti organici, sigaretta elettronica e ricariche); soprattutto, aumenta il peso di alimentari e spese per la salute a fronte di un calo dell’importanza di trasporti e abbigliamento/calzature.

In sintesi, il dato conferma la tendenza assai moderata dell’inflazione, ma non segnala veri e propri rischi deflazionistici (il NIC ha sorpreso lievemente verso l’alto; “confortante”, in tal senso, il rimbalzo dei prezzi nei capitoli più sensibili alla domanda).

Nel nostro scenario, il mese di gennaio potrebbe rappresentare il punto di minimo per l’inflazione, che in ogni caso rimarrà bassa (inferiore all’1%) sino alla prossima primavera.

Fonte : BondWorld.it

 


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