Intesa Sanpaolo – La BCE ha dato ieri una scossa alle curve dei tassi annunciando un’accelerazione nel processo di azzeramento degli acquisti netti di titoli, malgrado lo scoppio del conflitto russo-ucraino.
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Gli acquisti cumulati del 2° trimestre sono stati ridotti di 30 miliardi di euro: maggio e giugno sono stati ridotti rispettivamente a 30 e 20 miliardi. Riguardo al terzo trimestre, gli acquisti dipenderanno dall’evoluzione dei dati; se questi confermeranno l’aspettativa che la ripresa continuerà anche dopo la fine degli acquisti netti, allora anche l’APP sarà interrotto nel terzo trimestre. Riguardo ai tassi, la BCE segnala che saranno alzati “poco dopo” la fine degli acquisti netti, un indirizzo coerente con un rialzo dei tassi ufficiali a ottobre o dicembre 2022. Il rialzo dei tassi sarà “graduale”.
La BCE sembra ritenere che le ripercussioni del conflitto saranno modeste, e che la crescita resterà sostenuta. Nello scenario di base, la crescita del PIL è vista a 3,7% nel 2022 e 2,1% nel 2023: la revisione al ribasso rispetto a dicembre è sì significativa, ma ci appare troppo limitata alla luce degli sviluppi di inizio anno. Anche le stime di inflazione sembrano incorporare uno scenario relativamente ottimistico di andamento dei prezzi energetici. Che ci sia una netta asimmetria nei rischi della previsione è evidenziato dalla pubblicazione di due scenari alternativi entrambi peggiori rispetto a quello di riferimento.
– Oggi in Germania la stima finale ha confermato che a febbraio l’inflazione ha raggiunto il 5,1% a/a nazionale e il 5,5% a/a armonizzato. Ad ogni modo, il dato di febbraio non riflette ancora pienamente il forte rialzo delle quotazioni delle materie prime energetiche. Di conseguenza, gli effetti del conflitto in Ucraina dovrebbero spingere verso il 6% la media annua di inflazione nel 2022.
Ieri in Italia il PPI è cresciuto di 9,7% m/m a gennaio: è il quattordicesimo rincaro consecutivo, nonché la più ampia crescita mai registrata dall’inizio delle rilevazioni nel 1991; su base annua è stato raggiunto un nuovo massimo storico al 32,9% a/a. Le pressioni sui prezzi dovrebbero intensificarsi già a partire da febbraio spinte dagli effetti della guerra in Ucraina. Gli elevati costi di produzione potrebbero diventare insostenibili per le imprese.
– Oggi negli Stati Uniti sarà pubblicata la fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.), che dovrebbe correggere a 62 da 62,8 e mantenersi sui minimi da a causa delle crescenti preoccupazioni per il rialzo dell’inflazione. Ieri, Il CPI di febbraio ha mostrato un rialzo di 0,8% m/m (7,9% a/a) per l’indice headline e di 0,5% m/m (6,4% a/a) per quello core. e l’indice core è aumentato di 0,5% m/m. La benzina spiega circa un terzo della variazione mensile totale. I beni core hanno prezzi in rialzo di 0,4% m/m (12,3% a/a). Per i servizi ex-energia, l’accelerazione a 0,5% m/m (dopo 0,4% m/m di gennaio) è preoccupante, ma non sorprende.
Il principale contributo al rialzo viene dall’abitazione, in aumento di 0,5% m/m, dovuto a 0,6% m/m per gli affitti, 0,4% m/m per gli affitti figurativi e a un rimbalzo delle tariffe alberghiere (2,5% m/m). I trasporti sono un rialzo di 1,4% m/m, con tariffe aeree e del noleggio auto in continua ripresa. l’inflazione a marzo dovrebbe superare l’8% a/a: i dati confermano l’urgenza della svolta di politica monetaria attesa alla prossima riunione del FOMC.
– In Giappone, i consumi delle famiglie a gennaio sono aumentati di 6,9% a/a in termini reali. Su base mensile i consumi reali a inizio anno sono in calo di -1,2% m/m in seguito alle restrizioni attuate per contrastare la nuova ondata di contagi. Con il miglioramento del quadro sanitario la spesa delle famiglie dovrebbe rimbalzare nella parte finale del 1° trimestre.
Fonte: BondWorld.it
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