Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : La giornata è piuttosto interlocutoria

Intesa Sanpaolo – La giornata è piuttosto interlocutoria, in attesa degli importanti dati ed eventi in calendario su entrambe le sponde dell’Atlantico nei prossimi giorni (tra i quali il FOMC che si riunisce oggi per concludersi domani).

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


– Nell’area euro, la crescita di M3 dovrebbe rallentare a 8,2% a/a a giugno, da 8,4% precedente. Nonostante il confronto sfavorevole con lo scorso anno, la dinamica dell’aggregato monetario dovrebbe continuare ad essere sostenuta dagli acquisti dell’Eurosistema.

In occasione della revisione della strategia di politica monetaria la BCE ha riconosciuto l’indebolimento della relazione tra aggregati monetari e inflazione, formalizzando il ridimensionamento dell’attenzione prestata dall’Istituto a M3.

– Negli Stati Uniti, gli ordini di beni durevoli a giugno (prel.) dovrebbero aumentare di 2,5% m/m dopo 2,3% m/m di maggio, grazie al comparto dell’aeronautica civile trainato da un nuovo balzo di ordini e consegne per Boeing.

Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare di 0,7% m/m, con indicazioni di proseguimento dell’espansione solida dell’attività nel manifatturiero nonostante le strozzature all’offerta e i problemi di logistica. Il settore auto dovrebbe segnalare un miglioramento dopo la debolezza di maggio.

– Infine, nel primo pomeriggio il Fondo Monetario Internazionale pubblica un update all’ultimo “World Economic Outlook”, che potrebbe vedere una revisione al rialzo delle stime di crescita e inflazione per le principali economie (per l’Italia, nel rapporto a conclusione della missione “Article IV” di inizio giugno, il FMI vedeva una crescita del PIL di 4,3% quest’anno e 4% il prossimo).

I dati e gli eventi di ieri

Germania. Dopo sei mesi di aumenti ininterrotti, l’indice Ifo a luglio è sceso a 100,8 da 101,7; il dato è circa in linea con le nostre previsioni. A cedere sono le attese, passate a 101,2 da un precedente 103,7, che però restano su valori elevati. L’indice sulla situazione corrente, invece, migliora a 100,4 da 99,7 punti. L’indagine di questo mese risente della presenza di colli di bottiglia dal lato dell’offerta e della maggiore incertezza legata alla diffusione delle varianti del coronavirus. Lo spaccato per comparto mostra una correzione dei servizi (indice in calo a 19,8 da 22,5), in contrasto con quanto segnalato dalle indagini PMI della scorsa settimana. La fiducia è calata nel manifatturiero, dove le attese per i prossimi mesi sono di moderazione. Le aziende tedesche lamentano la scarsità di prodotti intermedi e la mancanza di lavoratori qualificati. In peggioramento il morale anche nel commercio al dettaglio con l’indice per il comparto in calo a 10,3 da 12,6. Nel commercio all’ingrosso, le condizioni sono peggiorate meno con l’indice in calo a 19,1 da 20,8.

Di contro, le costruzioni segnano un’espansione, anche se il recupero nel settore appare rallentato dai rincari delle materie prime. L’indice Ifo rimane ben al di sopra della media di lungo termine e continua a segnalare una fase di crescita solida dell’economia tedesca. Il rallentamento del manifatturiero sembra essere una tendenza che difficilmente invertirà a breve. Altresì, riteniamo che, al di là della volatilità mensile, servizi e commercio possano compensare la debolezza dell’industria, dal momento che la spesa di famiglie e imprese dovrebbe crescere a ritmi solidi. In sintesi, il livello di entrata dell’indice Ifo nel trimestre estivo suggerisce una normalizzazione dell’economia tedesca, attesa toccare il picco del ciclo (intorno al 2,6% t/t). Prevediamo una crescita del PIL di 2,3% t/t nel 2° trimestre (i dati saranno diffusi il 30 luglio). Di conseguenza, la nostra previsione di crescita del PIL di 3,5% nel 2021 sembra essere soggetta a rischi verso l’alto.

Stati Uniti – Aggiornamento Covid. Le curve dei contagi e dei ricoveri continuano a salire (56635 nuovi casi ieri, +144% in due settimane, +33352, +68%, rispettivamente) mentre le vaccinazioni giornaliere si sono stabilizzate a un ritmo di circa 560 mila (da un picco di 3,8 mln a metà aprile). Il 97% dei pazienti ricoverati sono non vaccinati. a fronte di questi dati, si sta diffondendo uno spostamento dei datori di lavoro, sia privati sia pubblici, verso richieste di vaccinazione per i propri dipendenti. Lo Stato della California richiederà ai propri dipendenti e a tutti i lavoratori nel settore della sanità sia privati che pubblici, di vaccinarsi o di essere sottoposti a test almeno due volte la settimana. Il sindaco di New York ha annunciato una richiesta analoga per tutti i dipendenti della città, dopo aver richiesto la settimana scorsa la vaccinazione obbligatoria (o in alternativa test frequenti) per i lavoratori della sanità.

Requisiti analoghi sono stati imposti dalla città di San Francisco e altre città della Bay Area, oltre che dalla University of California. Più di 400 università ora richiedono a dipendenti e studenti prova di vaccinazione, per lo più in Stati a maggioranza democratica. Anche la Veteran Administration ora richiede ai propri dipendenti di essere vaccinati. in base alle leggi federali, una commissione competente sul tema ha dichiarato che i datori di lavoro possono richiedere ai propri dipendenti di vaccinarsi per ritornare al lavoro, tenendo conto di eventuali limitazioni per dipendenti con problemi specifici e alcuni casi sono stati discussi in sede giudiziaria, con pareri favorevoli ai requisiti di vaccinazione da parte di giudici federali.

Stati Uniti. Le vendite di case nuove a giugno calano a 676 mila (consenso: 796 mila) da 724 mila di maggio (-6,6% m/m, -19,4% a/a) e registrano la terza flessione consecutiva. La correzione delle vendite ha determinato un aumento delle scorte, a 6,3 mesi e un calo dei prezzi di -5% m/m, con un rallentamento della dinamica annua a +6% a/a, da 2% a/a di maggio. Il 2020 è stato un anno di boom immobiliare e a giugno le vendite sono tornate sui livelli pre-pandemici.

Nei mesi recenti le vendite sono state frenate dai prezzi elevati e dalla scarsità di case di metrature contenute, che ha lasciato fuori dal mercato le famiglie con redditi medio-bassi al loro primo acquisto. Nonostante le flessioni recenti, la previsione è di stabilizzazione e modesto trend positivo, in linea con le indicazioni della fiducia dei costruttori e con il significativo calo dei tassi sui mutui.

Fonte: BondWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.