Intesa Sanpaolo – La settimana entrante nell’area euro si prospetta povera di dati congiunturali rilevanti.
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La produzione industriale italiana è attesa in lieve recupero a febbraio dopo il calo del primo mese dell’anno. Le stime finali di inflazione di marzo in Germania e Francia dovrebbero confermare il rallentamento visto nella lettura preliminare. Per l’intera Eurozona a febbraio si dovrebbe registrare il secondo incremento consecutivo per la produzione industriale. Questa mattina le vendite al dettaglio dovrebbero tornare a calare di -0,8% m/m dopo la modesta crescita di gennaio.
In base alle recenti dichiarazioni di Knot e De Cos, nella BCE sembra ancora prevalente l’orientamento ad alzare i tassi ufficiali, sebbene con diverse sfumature. I tassi impliciti negli OIS sono già conformi a tale impostazione, scontando un rialzo di 25pb con probabilità 86% e un rialzo di 50pb con probabilità 14%.
In Italia, il Governo dovrebbe approvare oggi pomeriggio il Documento di Economia e Finanza , che secondo indiscrezioni di stampa dovrebbe vedere una revisione al rialzo della stima sul PIL 2023 e viceversa una limatura delle proiezioni di crescita per il 2024. Il deficit per quest’anno potrebbe essere confermato al 4,5% del PIL, ed è atteso rimanere sopra il 3% il prossimo anno. Dovrebbe infine proseguire il calo del rapporto debito/PIL, con un punto di arrivo al 140,9% nel 2025.
Negli Stati Uniti, oggi non ci sono dati in agenda. La settimana sarà dominata dalla pubblicazione del CPI e dei verbali della riunione del FOMC di marzo. Dalla Fed, Williams (NY Fed) ha detto di non essere preoccupato per la divergenza fra lo scenario dei tassi della Fed e quello del mercato. A suo avviso, le aspettative di tassi in calo scontate dal mercato potrebbero dipendere da due fattori, uno scenario più pessimistico per via dell’incertezza generata dalla recente turbolenza del sistema bancario, e un maggiore ottimismo sul calo dell’inflazione.
Venerdì, i dati del mercato del lavoro di marzo hanno mostrato un rallentamento della dinamica occupazionale, con una variazione di 236 mila posti dopo 326 mila di febbraio e 472 mila di gennaio. Il tasso di disoccupazione è tornato a 3,5%, con il tasso di partecipazione a 62,6%, in aumento per il quarto mese consecutivo. I salari orari sono cresciuti di 0,3% m/m e di 4,2% a/a, mentre l’indice delle ore lavorate è calato di -0,1% m/m.
Sul fronte del sistema bancario, i dati stanno confermando una stabilizzazione dello stress scatenato dai fallimenti di SVB e Signature. Le informazioni dal bilancio della Fed al 5 aprile hanno mostrato una marginale correzione dei prestiti di emergenza, a 148 mld da 152 mld della settimana precedente. Le “altre estensioni di credito”, utilizzate per gestire le banche fallite hanno registrato una flessione di circa 5,5 mld. Anche i flussi verso i fondi di mercato monetario istituzionali mostrano un trend in rallentamento, con un incremento di 28 mld al 5 aprile.
In Giappone, il nuovo governatore della BoJ, K. Ueda , ha affermato che la banca centrale “proseguirà con la politica monetaria accomodante della precedente leadership” e ha segnalato che intende mantenere in vigore gli elementi principali della strategia ora in atto, inclusi i tassi a breve negativi e il controllo della curva.
In Cina l’inflazione dei prezzi al consumo è scesa da 1% a/a in febbraio a 0,7% a/a in marzo, rispetto ad attese di stabilità. La discesa è stata guidata principalmente da alimentari e trasporti. L’inflazione core ha registrato un marginale aumento da 0,6% a/a in febbraio a 0,7% a/a in marzo, guidata dal comparto dell’abbigliamento e dai servizi. La deflazione dei prezzi alla produzione si è invece ampliata, da -1,4% a/a in febbraio a -2,5% a/a in marzo. Nonostante le attese di un aumento, in particolare nella seconda metà dell’anno, le rilevazioni molto basse dei primi mesi dell’anno contribuiranno a mantenere contenuta l’inflazione dei prezzi al consumo in media annua, ben al di sotto del target del 3% indicato dal Governo.
Fonte: BondWorld.it
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