Intesa Sanpaolo – Nell’area euro la settimana entrante si prospetta ricca di dati rilevanti. Le prime stime sul PIL dovrebbero evidenziare un’economia sostanzialmente stagnante in Germania, Francia e nel complesso dell’Eurozona nel 1° trimestre.
Intesa SanPaolo
Potrebbero essersi invece contratte l’economia italiana e quella spagnola. Le rilevazioni sui prezzi al consumo di aprile dovrebbero riportare un modesto rallentamento dell’inflazione in Germania e in media nell’area euro, e un’accelerazione in Italia e Francia; i rischi per i prossimi mesi restano ovunque al rialzo. Gli indici Istat in Italia e le indagini della Commissione Europea per l’area euro dovrebbero evidenziare una nuova flessione del morale ad aprile, in scia alle tensioni internazionali.
In una nota di agenzia pubblicata domenica 24, Koranyi di Reuters sostiene che 9 anonimi “policymakers” della BCE, presumibilmente membri del consiglio direttivo, vorrebbero concludere gli acquisti netti il 30 giugno o il 1° luglio, in modo da poter alzare i tassi ufficiali il 21 luglio. “Quasi tutti” puntano a due rialzi dei tassi entro fine 2022, ma alcuni ne vorrebbero tre. Il mercato monetario sconta già più di tre rialzi dei tassi quest’anno. La relativa tenuta delle indagini congiunturali a inizio primavera, malgrado la crisi energetica, e il livello modesto delle tensioni sul debito sovrano potrebbero favorire un nuovo anticipo del processo di normalizzazione.
Ieri in Germania l’indice di fiducia Ifo è salito a 91,8 da 90,8 di marzo. L’indice delle aspettative è cresciuto di 1,8 punti, a 86,7, mentre è rimasto circa stabile l’indice sulla situazione corrente, a 97,2. Lo spaccato per settore segnala una ripresa nei servizi e, sorprendentemente, nell’industria; invece, l’indice è calato nel commercio e nelle costruzioni (al minimo dal 2010). L’indagine, in ogni caso, conferma la persistenza dei colli di bottiglia all’offerta e pressioni al rialzo sui prezzi finali. Una contrazione del PIL nel trimestre corrente resta probabile.
Venerdì in area euro l’indice PMI composito di aprile è salito a sorpresa a 55,8 da 54,9, grazie ad un inatteso miglioramento nei servizi (57,7 da 55,6) e a una correzione meno ampia del previsto nella manifattura (55,3 da 56,5). Gli indici relativi ai prezzi di vendita hanno toccato nuovi massimi storici in entrambi i settori. Le indagini mostrano quindi come a inizio trimestre siano i servizi a sostenere la crescita, a fronte di un progressivo deterioramento dello scenario per l’industria in un contesto di forti pressioni inflattive. La tenuta della domanda rispetto all’inflazione e la dinamica futura dei servizi saranno gli elementi chiave per la sostenibilità della ripresa durante la primavera.
Domenica in Francia si sono concluse le elezioni presidenziali con la vittoria di Emmanuel Macron (58,5%), sulla candidata di destra Marine Le Pen (41,5%). L’esito finale è risultato più favorevole al Presidente uscente rispetto ai sondaggi della vigilia. Occorrerà ora attendere le legislative del 12 e 19 giugno per capire se lo scenario parlamentare sarà meno favorevole a Macron rispetto alla passata legislatura.
– Negli Stati Uniti, i dati in uscita nel resto della settimana dovrebbero dare informazioni positive sullo scenario congiunturale. La spesa e il reddito personale di marzo sono previsti in aumento, con un’accelerazione dei consumi di servizi. Il deflatore core di marzo dovrebbe essere in rialzo di 0,3% m/m, con rallentamento della dinamica mensile solo transitorio. Infine, la prima stima del PIL del 1° trimestre, con una variazione attesa di 1,1% t/t ann., dovrebbe essere frenata da contributi negativi di scorte e canale estero, a fronte di una crescita solida per consumi e investimenti.
Oggi, gli ordini di beni durevoli (prelim.) di marzo sono attesi in rialzo di 1,2% m/m, spinti dall’aeronautica civile, ma anche dal settore auto. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare di 0,5% m/m. I dati dovrebbero riflettere la riaccelerazione dell’attività nel manifatturiero stimolata dalla riduzione delle strozzature all’offerta. Le vendite di case nuove sono previste in modesto calo a 0,750 mln, con segnali di stabilizzazione del trend sulla scia di effetti contrastanti dal rialzo dei tassi sui mutui. Da un lato, con tassi al di sopra del 5%, gli acquisti sono sempre più fuori dalla portata dei potenziali acquirenti, dall’altra, l’aspettativa di ulteriori aumenti spingono a chiudere in tempi rapidi nuovi contratti. La fiducia dei consumatori rilevata ad aprile dal Conference Board è attesa in rialzo a 109,5 da 107,2, in linea con le indicazioni positive delle altre indagini e grazie al continuo miglioramento del mercato del lavoro e delle prospettive salariali.
Venerdì, i PMI Markit flash di aprile hanno confermato il proseguimento dell’espansione in tutti i settori, ma anche il rafforzamento delle pressioni sui prezzi. Il PMI manifatturiero è salito a 59,7 con indicazioni positive da produzione, occupazione e ordini, anche dall’estero, pur in presenza di manodopera insufficiente e prezzi in ulteriore rialzo per tutti gli input. Le previsioni delle imprese sono positive per i prossimi 12 mesi, ma segnalano la necessità di aumentare la forza lavoro. L’indice dei servizi invece è calato a 54,7, pur in presenza di rialzi di occupazione e ordini. Le imprese sono ottimiste riguardo alle prospettive dell’attività, nonostante le difficoltà a reperire manodopera e le pressioni sui prezzi a livelli record. L’indagine sul mercato del lavoro condotta dalla NY Fed presso i consumatori dà segnali positivi, con un aumento degli occupati e della permanenza nella forza lavoro, e indica ulteriori incrementi attesi dei salari.
– In Giappone, il tasso di disoccupazione a marzo è calato a 2,6%, da 2,7%, toccando un minimo da 1 anno, con correzioni sia per gli occupati sia per i disoccupati. Il jobs-to-applicant ratio è salito di 1 decimo a 1,22, segnalando che la domanda di lavoro rimane sostenuta.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


