Intesa Sanpaolo – L’esito della riunione di politica monetaria della Bank of England rimane altamente incerto: il consenso degli analisti, pur divisi sulla questione, è per tassi invariati, ma le attese di mercato (un po’ ridimensionatesi negli ultimi giorni) scontano un rialzo da 0,10% a 0,25%.
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L’incertezza sul timing del primo rialzo è circoscritta ad un intervallo temporale molto limitato – riunione odierna, prossima riunione di dicembre o riunione successiva di febbraio.
Vi è già un consenso interno a favore di un rialzo a breve, in quanto le aspettative di inflazione stanno già superando il limite di tolleranza, ma alla riunione di settembre era emersa anche una preoccupazione condivisa (seppure non unanime) riguardante in particolare il rischio di un ulteriore freno alla ripresa (già rallentata dall’aumento estivo dei contagi) derivante dall’evoluzione del mercato del lavoro, una volta chiuso a fine settembre il programma “furlough scheme”.
– Nell’area euro la giornata corrente prevede la pubblicazione della stima finale dei PMI servizi, attesa subire una revisione al ribasso ad ottobre per effetto di una possibile limatura del dato tedesco; in Italia l’indice PMI dei servizi di ottobre dovrebbe mostrare una correzione.
Questa mattina in Germania gli ordinativi industriali di settembre hanno registrato una crescita di +1,3% m/m, dopo il crollo del -8,8% m/m (rivisto al ribasso da -7,7% m/m) di agosto. Il recupero ha coinvolto anche il settore auto (+9,6% m/m), ma permangono difficoltà per via dei colli di bottiglia nella fornitura dei beni. Sempre in Germania, il fatturato nel comparto manifatturiero è sceso di -0,3% m/m.
Villeroy de Galhau, governatore di Banque de France, ha detto di ritenere che la BCE non avrà bisogno di alzare i tassi nel 2022. Secondo la presidente della BCE Lagarde, è molto improbabile che i tassi ufficiali possano essere alzati nel 2022.
De Cos, governatore della Banca di Spagna, ha dichiarato che l’analisi interna della BCE indica che le condizioni per un rialzo dei tassi non saranno soddisfatte né nel 3° trimestre 2022, né immediatamente dopo. In Italia, gli occupati a settembre sono tornati ad aumentare, dopo due mesi di calo (+59 mila unità); la crescita è stata più accentuate di quella delle forze di lavoro, causando una flessione di un decimo del tasso di disoccupazione, a 9,2% (rispetto a febbraio 2020, il numero di occupati è inferiore di oltre 300 mila unità, il tasso di occupazione e quello di disoccupazione sono più bassi di 0,4% e 0,6% rispettivamente, mentre il tasso di inattività è superiore di 0,9%). Anche nel complesso dell’Eurozona il tasso di disoccupazione è calato di un decimo al 7,4% a settembre.
– Negli Stati Uniti, la riunione del FOMC si è conclusa con l’avvio del tapering e con il riconoscimento che le pressioni verso l’alto sull’inflazione e le strozzature all’offerta potrebbero essere più persistenti del previsto. Il tapering inizia con una riduzione di 15 mld al mese, che potrebbe essere aggiustata in futuro in base all’evoluzione dello scenario economico. Powell ha riconosciuto che i rischi sull’inflazione sono verso l’alto e che la persistenza dei fattori considerati ora transitori potrebbe accelerare il ritmo del tapering, anche se per ora “è appropriato essere pazienti”. A nostro avviso, il messaggio della riunione è complessivamente hawkish e apre la strada a un possibile anticipo del primo rialzo dei tassi e alla possibilità di due interventi nel 2022.
Fra le informazioni in uscita oggi c’è il deficit della bilancia commerciale di settembre, che dovrebbe ampliarsi in misura significativa, a -81 mld, da -73,3 mld di agosto, come segnalato dai dati della bilancia preliminare dei beni. L’aumento deriva dagli effetti, probabilmente transitori, degli uragani sul comparto energetico. Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione dovrebbero proseguire sul trend in calo. Ieri, la stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati di ottobre ha sorpreso verso l’alto, con una variazione di 576 mila, di cui 113 mila nell’industria e 458 mila nei servizi. Il dato mette rischi verso l’alto per la previsione dei nonfarm payroll in uscita domani, anche se recentemente l’ADP ha sovrastimato i risultati effettivi dell’employment report. Anche l’ISM dei servizi di ottobre ha fornito una sorpresa positiva, toccando un nuovo massimo storico a 66,7 da 61,9 di settembre, con indicazioni di continuo aumento della domanda evidenti da attività e ordini, in presenza ulteriori rialzi dei tempi di consegna e prezzi. L’occupazione, pur in territorio espansivo, corregge a 51,6, segnalando difficoltà a soddisfare la domanda di manodopera. I risultati dell’indagine sono un’ulteriore conferma dell’eccesso di domanda che caratterizza l’economia USA, generando pressioni verso l’alto su prezzi e salari.
Fonte: BondWorld.it
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