Intesa Sanpaolo – Nell’area euro la settimana entrante si prospetta povera di dati macroeconomici. In Germania l’indagine ZEW di marzo dovrebbe riportare un forte calo del morale degli analisti sotto il peso del conflitto in Ucraina.
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Per l’area euro vediamo una produzione industriale all’incirca stagnante a gennaio (i dati nazionali hanno mostrato un aumento in Germania e Francia ma un ampio calo in Italia). In calendario anche le stime finali d’inflazione di febbraio in Francia, Italia e nel complesso dell’Eurozona.
Il Consiglio Europeo del 10-11 marzo (v. qui per la dichiarazione finale) ha concordato un “sostanzioso incremento delle spese per la difesa”, focalizzato a colmare i divari strategici in tale ambito. Sul fronte energetico, ha confermato l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, impegnandosi a una più rapida riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, allo sviluppo di biogas e mercato dell’idrogeno, a un’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili. Entro fine marzo, la Commissione Europea presenterà un piano per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e prezzi sostenibili dell’energia, e saranno esaminate le opzioni per ridurre l’impatto della crisi energetica su cittadini e imprese. Il documento non fa cenno agli obiettivi (troppo) ambiziosi di riduzione della dipendenza dal gas russo comunicati dalla Commissione l’8 marzo.
– La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti, ma il focus sarà sulla riunione del FOMC che dovrebbe iniziare un nuovo ciclo dei tassi, con un rialzo di 25pb e indicazioni di interventi consecutivi alle prossime riunioni, per contrastare le pressioni inflazionistiche amplificate dalla guerra in Ucraina. Le prime indagini del manifatturiero di marzo dovrebbero confermare l’espansione del settore, riportando anche crescenti pressioni su prezzi e salari. Fra i dati di attività di febbraio, le vendite al dettaglio dovrebbero essere ancora in netto aumento, pur in presenza di una contrazione nel comparto auto dovuto a vincoli dall’offerta, e la produzione industriale è prevista in rialzo. Nel settore immobiliare residenziale, le informazioni di febbraio relative a vendite di case e nuovi cantieri dovrebbero essere moderatamente positive. Infine, il PPI di febbraio dovrebbe registrare un altro ampio incremento spinto dalle materie prime, ma diffuso anche ad altri comparti.
Oggi non ci sono dati nell’agenda americana. Venerdì, Biden ha detto che gli USA agiranno per revocare lo stato di “most favored nation” alla Russia, aprendo la strada a un significativo aumento dei dazi sulle importazioni russe. La revoca richiede un voto in Congresso che potrebbe avvenire entro pochi giorni. La fiducia dei consumatori rilevata a marzo (prel.) dall’Univ. of Michigan ha registrato un nuovo calo, a 59,7, da 62,8, toccando il minimo da settembre 2011. La correzione è particolarmente marcata per l’indice aspettative, in flessione a 54,4 da 59,4, mentre l’indice delle condizioni correnti è scivolato marginalmente a 57,8 da 58,2. Le aspettative di inflazione a 1 anno sono balzate a 5,4% da 4,9% di febbraio, sul massimo dal 1981; sull’orizzonte a 5-10 anni, le aspettative sono stabili a 3% per il secondo mese consecutivo.
Fonte: BondWorld.it
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