Intesa Sanpaolo – Oggi, i mercati finanziari non potranno non essere condizionati dalla nuova escalation sul fronte russo-ucraino:
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ieri sera, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato il riconoscimento dell’indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, e ha successivamente ordinato l’invio di truppe nella regione del Donbass (formalmente, come forze di pace). Stati Uniti e Unione europea hanno condannato la decisione annunciando sanzioni.
– Questa mattina in Germania l’indagine IFO di febbraio dovrebbe evidenziare un miglioramento delle attese a 95,8 da 95,2, mentre l’indicatore sulla situazione corrente è visto crescere di mezzo punto (a 96,6). L’indice sintetico è atteso quindi passare da 95,7 a 96,2 punti. Sempre oggi, l’Istat pubblicherà la seconda lettura dell’inflazione di gennaio, che dovrebbe confermare la stima preliminare (4,8% a/a sul NIC e 5,3% sull’armonizzato).
Ieri nell’area euro le stime flash dei PMI di febbraio hanno evidenziato una riaccelerazione della ripresa in scia al calo dei contagi (PMI composito a 55,8 da 52,3, sui massimi da settembre 2021) dopo la frenata subita a cavallo d’anno. L’indice dei servizi è salito a 55,8 da 51,1 mentre il PMI manifatturiero ha frenato a 58,4 da 58,7. La correzione manifatturiera è però imputabile ad un allentamento delle strozzature all’offerta mentre riaccelerano produzione e ordinativi. L’attenuamento dei colli di bottiglia industriali si riflette in un ridimensionamento della crescita dei costi degli input, ma i prezzi degli output toccano un nuovo massimo storico.
– Negli Stati Uniti, il PMI manifatturiero Markit flash di febbraio dovrebbe mostrare un rialzo a 56,1, da 55,5 di gennaio, grazie a moderati miglioramenti per occupazione e output, pur in presenza di vincoli sulle scorte e ulteriori pressioni verso l’alto sui prezzi. Il PMI dei servizi dovrebbe segnare un aumento più significativa sulla scia del calo dei contagi, salendo a 53,5 da 51,2 di gennaio e recuperando circa metà del terreno perso da dicembre. La fiducia dei consumatori di febbraio rilevata dal Conference Board è prevista in ulteriore calo, a 109 da 113,8, alla luce dell’ampia correzione registrata dagli altri indici di fiducia questo mese. I timori per gli effetti dell’inflazione continuano a prevalere sulla situazione favorevole del mercato del lavoro. Ieri, Bowman (Board Fed) ha detto che sosterrà “un’azione rapida e incisiva” per ridurre l’inflazione, valutando i dati “da vicino” per decidere la dimensione appropriata del rialzo alla riunione di marzo. Bowman prevede che livelli di inflazione “spiacevolmente elevata” prevarranno fino alla parte centrale dell’anno e ritiene che ci siano rischi significativi di prosecuzione del trend attuale anche successivamente. Bowman conferma che nel Comitato non si è ancora formato un consenso sulla dimensione del rialzo da attuare a marzo.
Fonte: BondWorld.it
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