Intesa Sanpaolo – Oggi in area euro la seconda stima del PMI servizi è attesa confermare l’ampio progresso di marzo (55,6 da 52,7). L’Italia dovrebbe unirsi a Francia e Germania nel registrare un solido rialzo, stimiamo a 53 da 51,6 del mese precedente.
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In Francia la produzione industriale dovrebbe tornare a crescere a febbraio (1,5% m/m), dopo il sorprendente calo di -1,9% m/m di inizio anno. Poco fa in Germania gli ordini all’industria sono aumentati per il terzo mese a febbraio, di ben 4,8% m/m (1,2% al netto degli ordini su larga scala), pur rimanendo in calo di -5,7% su base annua.
Ieri nell’Eurozona il PPI è calato di -0,5% m/m; la seconda flessione consecutiva è ancora una volta spiegata dall’energia, al netto della quale i prezzi sono cresciuti di 0,2% m/m. La crescita tendenziale rallenta al 13,2% da un precedente 15,1% (10,2% da 11,1% escludendo l’energia). Nel 4° trimestre i prezzi delle case sono calati di -1,7% t/t da un precedente +0,8% (2,9% a/a da 6,6%).
Oggi negli Stati Uniti il deficit della bilancia commerciale di febbraio è previsto in modesto allargamento a -68,7 mld da -68,3 mld di gennaio, alla luce delle informazioni della bilancia commerciale dei beni (prel.). La stima ADP degli occupati non agricoli privati a marzo è attesa dal consenso a 200 mila, dopo 242 mila di febbraio. Infine, l’ISM dei servizi a marzo è atteso in aumento a 56 da 55,1, in linea con quanto suggerito dalle indagini di fiducia.
Dalla Fed, Mester (Cleveland Fed) ha detto che, a suo avviso, per riportare l’inflazione su un trend verso il 2% sarà necessario “muoversi ulteriormente in territorio restrittivo quest’anno e mantenere i fed funds reali in territorio positivo per un certo tempo”. Cook (Board Fed) ha indicato che una maggiore restrizione del credito derivante dalla turbolenza sul sistema bancario potrebbe richiedere un sentiero dei tassi più contenuto rispetto a quanto atteso in precedenza.
Ieri, la Job Openings and Labor Turnover Survey di febbraio ha mostrato un ampio calo delle posizioni aperte, a 9,9 mln, minimo da maggio 2021.
La Reserve Bank of New Zealand ha alzato il tasso ufficiale a 5,25% da 4,75%, contro attese di consenso per un rialzo di 25pb. L’intervento di 50pb è giustificato dal “significativo” eccesso di domanda, che mantiene elevate le pressioni sull’inflazione.
Fonte: BondWorld.it
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