Intesa Sanpaolo – Oggi negli Stati Uniti la riunione del FOMC di giugno dovrebbe concludersi con tassi fermi al 5,25%, ma anche segnalare che probabilmente ci sarà un ulteriore rialzo a luglio, prima di una pausa prolungata per il resto del 2023.
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Ieri, il CPI a maggio è aumentato di 0,1% m/m (4% a/a, dal picco di 9,1% a giugno 2022), dopo 0,4% m/m del mese precedente. L’indice core ha registrato una variazione di 0,4% m/m, come ad aprile, segnalando una stabilizzazione dei rialzi da inizio 2023. La variazione tendenziale, a 5,3% a/a (da 5,5% a/a di aprile) indica persistenza dell’inflazione su livelli elevati. Nel complesso, i dati danno indicazioni di pressioni inflazionistiche in modesto ritracciamento nel comparto dei servizi core ex-abitazione.
Oggi nell’area euro la produzione industriale dovrebbe mostrare un rimbalzo solo parziale (0,4% m/m) ad aprile, dopo l’ampia flessione del mese precedente (-4,1% m/m). Il recupero dovrebbe essere in gran parte spiegato dal volatile dato irlandese, a fronte di una persistente debolezza per le altre principali economie.
Ieri in Germania l’indice ZEW è risalito lievemente a -8,5 da -10,7 precedente, rimanendo comunque in territorio negativo per via dei timori che l’economia globale non migliori nella seconda metà dell’anno. L’indicatore sulla situazione corrente, invece, è crollato a -56,5 da -34,8, tornando sui livelli di gennaio.
In Spagna la stima finale dei prezzi al consumo di maggio ha confermato il calo a 3,2% a/a da 4,1% dell’indice nazionale e a 2,9% a/a da 3,8% dell’IPCA.
Fonte: BondWorld.it
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