Intesa Sanpaolo – Ieri l’Onu ha approvato a larga maggioranza (141 sui 193 membri dell’assemblea) una risoluzione che condanna l’attacco russo all’Ucraina, confermando l’isolamento internazionale di Mosca.
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Fitch e Moody’s hanno tagliato il rating del debito sovrano russo a “Junk”. Oggi è atteso un nuovo round di negoziati.
– Oggi nell’area euro il tasso di disoccupazione è visto in calo di un decimo al 6,9% a gennaio: nonostante il rallentamento ciclico a cavallo d’anno, la domanda di lavoro da parte delle imprese dovrebbe essere rimasta solida. Le stime finali degli indici PMI dei servizi di febbraio dovrebbero confermare le letture flash (55,8 in area euro); in Italia l’indicatore dovrebbe tornare in territorio espansivo (a 53 da 48,5 di gennaio) sulla scia del calo dei contagi. In calendario anche il dato sulla disoccupazione italiana di gennaio (attesa stabile al 9%) e i prezzi alla produzione di gennaio nell’area euro (visti in ulteriore accelerazione).
Ieri il Commissario UE agli affari economici Gentiloni ha dichiarato che alla luce dell’elevata incertezza a causa del conflitto in Ucraina la Commissione valuterà se effettivamente riattivare le regole del Patto di Stabilità e Crescita nel 2023. La decisione verrà presa in occasione della pubblicazione delle Spring Forecasts di maggio. Per quanto concerne i dati macroeconomici, ieri l’inflazione nell’area dell’euro ha toccato un nuovo massimo da quando esistono dati comparabili, a 5,8 a/a, in linea con le nostre previsioni ma ben al di sopra della stima di consenso (5,3%). Sulla variazione tendenziale, l’energia (31,7% a/a) spiega direttamente più della metà dell’inflazione osservata. L’inflazione core è salita al 2,9% dal 2,4% precedente, spinta sia dai beni che dai servizi. Il protrarsi del conflitto in Ucraina aumenta i rischi al rialzo sul profilo di inflazione nei prossimi mesi. In Germania, il tasso di disoccupazione è calato di un decimo a febbraio, al 5%.
Un altro avviso che la crisi ucraina dovrebbe modificare i piani della BCE è arrivato ieri da Philip Lane. Lane ha segnalato che la scadenza per la chiusura delle analisi dello staff è stata prorogata per consentire di includere i dati di inflazione di ieri e gli effetti della guerra. Inoltre, ha ricordato che “nel caso di uno shock avverso dell’offerta, l’orizzonte in cui l’inflazione ritorna al livello obiettivo potrebbe essere allungato per evitare cadute pronunciate dell’attività economica e dell’occupazione”.
Allo stesso tempo, però, la BCE vigilerà per evitare che si creino aspettative di inflazione eccessive, e che aggiustamenti una tantum nei livelli dei prezzi e dei costi si trasformino in inflazione permanente. Oggi la Bce pubblica il resoconto della riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo dello scorso 2-3 febbraio.
– Negli Stati Uniti, oggi è in agenda l’ISM dei servizi di febbraio che dovrebbe mostrare un aumento a 61,5 e confermare la ripresa dell’attività in seguito alla diminuzione dei contagi. Powell terrà l’audizione sulla politica monetaria di fronte alla commissione bancaria del Senato. Il testo sarà uguale a quello presentato ieri alla Camera, e probabilmente Powell darà lo stesso messaggio di ieri. Il presidente ha rilevato il forte aumento dell’incertezza causato dalla guerra Russia-Ucraina ma ha indicato che la Fed procederà con l’attuazione dei programmi formulati in precedenza, con un rialzo a marzo e mosse possibili a tutte le riunioni successive. La politica monetaria dovrà essere “agile nel rispondere ai dati in arrivo e allo scenario in evoluzione” e agire “con attenzione”. L’inflazione secondo Powell è “troppo elevata” e il mercato del lavoro è “estremamente sotto pressione”, ma la Fed si aspetta che il picco per i prezzi venga raggiunto nel 2022. Powell ha detto che proporrà un rialzo di 25 pb alla prossima riunione, e il sentiero dei tassi verrà rivalutato alla luce dell’andamento dell’inflazione rispetto alle previsioni. Dopo la dichiarazione di Powell a favore di un rialzo di 25 pb a marzo, modifichiamo le nostre previsioni, che ora vedono una mossa di 25 pb a marzo, con interventi consecutivi nelle riunioni successive, mantenendo invariato il rialzo atteso nel 2022, pari a 150 pb. Consideriamo possibili o rialzi di 25 pb fino a luglio o un aumento di 50 pb in primavera, alla luce dell’ulteriore probabile accelerazione dell’inflazione.
Evans (Chicago Fed) e Bullard (St Louis Fed, poco prima dell’audizione di Powell, hanno dato il loro supporto a una svolta alla prossima riunione, senza indicazioni sull’entità del rialzo. Evans ha detto che sarà opportuno “muoversi presto, alla prossima riunione e sicuramente a diverse riunioni successive”, con un sentiero dettato dai dati di inflazione.
Bullard ha ribadito di essere a favore di una “rimozione rapida dello stimolo”, visto che la politica monetaria sta “esacerbando il problema dell’inflazione”, ma non ha ripetuto il suo sostegno per rialzi di 100 pb entro giugno, probabilmente per non aprire una divisione esplicita con Powell.
Ieri, la stima ADP degli occupati non agricoli privati di febbraio ha registrato un aumento di 475 mila posti, dopo 509 mila di gennaio, concentrato nei servizi (417 mila), ma diffuso anche all’industria (57 mila di cui 30 mila nel manifatturiero, 26 mila nelle costruzioni e 2 mila nell’estrattivo). Le imprese riportano difficoltà a reperire manodopera, fronteggiati con rialzi salariali che però frenano l’occupazione nelle imprese piccole (-96 mila posti) non in grado di competere con le imprese di maggiori dimensioni.
– In Giappone, la fiducia dei consumatori a febbraio è calata a 35,3, minimo da maggio 2021, sulla scia della persistenza di contagi elevati e di restrizioni alle attività, con correzioni diffuse a tutte le componenti. Le aspettative di inflazione toccano un massimo storico, con il 91,7% degli intervistati che prevede prezzi in aumento.
– La Bank of Canada, come atteso, ha alzato il tasso overnight di 25 pb, a 0,5%, e ha detto che saranno necessari altri rialzi per riportare l’inflazione sotto controllo e contenere le pressioni sui prezzi esacerbate dal conflitto in Ucraina. n In Cina l’indice PMI dei servizi rilevato da Caixin Markit è sceso da 51,4 in gennaio a 50,2 in febbraio spinto al ribasso dal calo della componente ordini scesa in territorio di contrazione per la prima volta dopo cinque mesi (a 48,8 in febbraio a 51,1 in gennaio) a causa delle misure di contenimento dei contagi, mentre le componenti dei prezzi degli input segnalano una decelerazione dell’inflazione. Nonostante il rallentamento dell’attività le aspettative del settore sono salite da 59,6 in gennaio a 61,1 in febbraio, al di sopra del livello di dicembre. Il peggioramento dell’attività dei servizi ha compensato un miglioramento di quella del settore manifatturiero lasciando invariato il PMI composito a 50,1, il livello più basso da settembre 2021.
Fonte: BondWorld.it
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