Intesa Sanpaolo – La settimana vedrà la pubblicazione delle prime indagini di fiducia di aprile nell’Eurozona: lo ZEW tedesco e gli indici INSEE in Francia, nonché i PMI flash e la fiducia dei consumatori nel complesso dell’area euro, attesi confermare il miglioramento in corso dell’attività economica.
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In agenda in Eurozona anche la stima finale d’inflazione di marzo, che non dovrebbe offrire sorprese; la produzione nelle costruzioni, attesa in espansione per il secondo mese; e i dati sul commercio internazionale di febbraio.
Oggi in Italia la stima finale dei prezzi al consumo dovrebbe confermare che a marzo l’inflazione è calata all’8,2% a/a sull’indice armonizzato e a 7,7% a/a su quello nazionale. Anche la dinamica di fondo non dovrebbe registrare revisioni, confermando l’incremento di un decimo, a 6,4% a/a.
Venerdì in Francia la crescita dei prezzi al consumo è stata rivista al rialzo di un decimo a marzo sia sull’indice armonizzato che su quello nazionale (rispettivamente a 1% e 0,9% m/m). Si conferma comunque il calo dell’inflazione su base annuale rispetto a febbraio (6,7% a/a l’armonizzato e 5,7% il nazionale). In Spagna la stima finale dei prezzi al consumo di marzo ha confermato il calo su base annua a 3,3% a/a sul CPI e a 3,1% a/a sull’IPCA. Anche l’indice core è lievemente sceso a 7,5% da un precedente 7,6%.
Secondo fonti BCE anonime raccolte da Reuters, i reinvestimenti APP potrebbero essere sostanzialmente azzerati nel secondo semestre.
Negli Stati Uniti, questa settimana, sono in uscita le prime indagini di settore relative ad aprile, che dovrebbero confermare la debolezza del manifatturiero e una moderata espansione dei servizi. Le vendite di case esistenti e i nuovi cantieri residenziali di marzo sono attesi circa stabili.
Oggi l’indice Empire della NY Fed ad aprile è previsto a -20 da -24,6 di marzo, confermando il trend verso il basso in atto dal 2022. L’indagine dovrebbe mostrare persistente debolezza degli ordini, dell’attività e dell’occupazione.
Dalla Fed, Waller (Board Fed) ha detto che l’inflazione è troppo alta e la politica monetaria deve essere più restrittiva. Waller ritiene che fino a quando non ci saranno segni di moderazione della domanda e di riduzione persistente dell’inflazione verso il 2%, ci sia ancora lavoro da fare per la Fed, nonostante l’aumento dell’incertezza.
Venerdì, le vendite al dettaglio di marzo hanno registrato una contrazione più ampia delle attese, calando di -1% m/m, dopo -0,2% m/m di febbraio, rivisto verso l’alto. Anche al netto delle auto la flessione è significativa (-0,8% m/m). Su base trimestrale, i consumi dovrebbero comunque essere in solida riaccelerazione, grazie all’entrata forte di gennaio: la stima nowcasting dell’Atlanta Fed è di 4,2% t/t ann.
La produzione industriale di marzo ha registrato un aumento di 0,4% m/m, grazie a un rimbalzo di 8,4% m/m delle utility, che ha più che compensato correzioni di -0,5% m/m sia nel manifatturiero sia nell’estrattivo.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) è risalita a 63,5 da 62 di marzo, con un miglioramento sia delle condizioni correnti sia, in misura minore, delle aspettative, indicando che la crisi bancaria non ha influenzato le valutazioni delle famiglie. Le aspettative di inflazione a 1 anno sono balzate a 4,6% da 3,6% di marzo, toccando il massimo da novembre, ma quelle a 5 anni sono rimaste stabili a 2,9%. Il rialzo delle aspettative a breve è probabilmente collegato alla ripresa dei prezzi della benzina vista ad aprile.
I dati settimanali dei bilanci bancari al 5 aprile hanno mostrato una ripresa dei depositi di 60 mld, con rialzi diffusi sia alle banche grandi sia a quelle di più piccole dimensioni. La voce che include i prestiti di emergenza (“borrowings”) ha registrato una correzione, mentre i prestiti industriali e commerciali sono in aumento, segnalando che la fase di crisi sembra rientrata.
Fonte: BondWorld.it
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