Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Riunione del FOMC si è conclusa con un rialzo di 75pb

Intesa Sanpaolo – Ieri la riunione del FOMC si è conclusa con un rialzo di 75pb, votato all’unanimità, l’indicazione di ulteriori aumenti dei tassi e la sospensione della fase di forward guidance relativamente dettagliata in atto da maggio.

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Secondo Powell, con i tassi sulla soglia del livello neutrale, “è ora di muoversi riunione per riunione e non offrire il tipo di indicazioni chiare che abbiamo fornito sulla strada verso la neutralità”. In particolare, per quanto riguarda settembre, “un altro aumento inusualmente ampio potrebbe essere appropriato, ma non è una decisione che prendiamo ora; è una (decisione) che prenderemo sulla base dei dati che vedremo”. In sostanza, il FOMC non esclude un’altra mossa da 75pb, ma lascia la strada aperta a un intervento più contenuto, possibilmente di 50pb, senza vincolarsi in anticipo.

L’inflazione rimane il focus della banca centrale e richiede “continui (ongoing) aumenti” dei fed funds. Il messaggio della Fed rimane relativamente hawkish, sempre preoccupato dalla dinamica dei prezzi e dal mercato del lavoro sotto pressione. Nella discussione sulla politica monetaria, Powell ha ribadito che nonostante i recenti segnali di rallentamento dell’attività, l’economia è ancora in una fase di eccesso di domanda che richiede una politica monetaria almeno “moderatamente restrittiva” accompagnata da un ulteriore rallentamento della crescita e un indebolimento delle condizioni del mercato del lavoro. Manteniamo la previsione di un rialzo di 50pb a settembre e a novembre, prima di una transizione, attesa per dicembre, a rialzi di 25pb, con un punto di arrivo intorno a 4% nei primi mesi del 2023.

– Negli Stati Uniti, oggi è in uscita la stima advance del PIL del 2° trimestre, prevista solo marginalmente positiva, in rialzo di 0,6% t/t ann., dopo -1,6% t/t ann. del 1° trimestre. La debolezza attesa per la crescita in primavera è in larga misura da attribuire alle scorte, che dovrebbero dare un ampio contributo negativo, oltre che alla probabile contrazione degli investimenti residenziali. La domanda finale domestica dovrebbe comunque evidenziare una relativa debolezza dei consumi, causata ancora da scarsità di offerta nel comparto auto, ma amplificata dagli effetti dell’inflazione in aumento e dei tassi in rialzo. Il FOMC aveva già i dati che usciranno oggi e non li ha ritenuti tali da fermare il rialzo di 75pb attuato ieri, confermando la valutazione secondo cui l’economia non è in recessione. Oggi saranno pubblicati anche i sussidi, ormai da monitorare costantemente per valutare in tempo reale l’evoluzione del mercato del lavoro in questa fase di transizione. Ieri, gli ordini di beni durevoli di giugno hanno sorpreso verso l’alto, con una variazione di 1,9% m/m, spinta dal balzo nel comparto dell’aeronautica militare e segnali positivi anche per l’aggregato dei beni capitali al netto di difesa e trasporti, in aumento di 0,5% m/m.

– Oggi in area euro le indagini della Commissione Europea di luglio dovrebbero confermare un generalizzato rallentamento del ciclo. La fiducia nell’industria è attesa calare a 4,2 da 7,4 e correggere a 12,5 da 14,8 nei servizi. La stima finale del morale dei consumatori dovrebbe confermare la lettura preliminare e potremmo assistere a un calo piuttosto marcato della fiducia nel commercio. Vediamo quindi l’indice composito ESI flettere a 102 da un precedente 104; alla luce dei risultati dell’indagine IFO in Germania e Istat in Italia dei giorni scorsi, non escludiamo sorprese al ribasso. In Germania a luglio i prezzi al consumo dovrebbero mostrare una crescita di tre decimi sull’indice armonizzato UE e di quattro sull’indice domestico; la tendenza annua è attesa rallentare al 7,1% dal 7,6% precedente sulla misura nazionale e all’8% dall’8,2% di giugno su quella armonizzata, per effetto delle misure calmieranti decise dal governo. In Belgio vediamo una stagnazione del PIL nel 2° trimestre, dopo lo 0,5% t/t registrato a inizio 2022. In Italia, la Camera dovrebbe votare oggi la Relazione al Parlamento presentata dal Governo dimissionario, che, come illustrato dal Ministro Franco, evidenzia un deficit inferiore al previsto, nei primi sei mesi dell’anno, di circa 14,3 miliardi (lo 0,8% del PIL), grazie interamente alle maggiori entrate. Tali spazi finanziari saranno destinati al nuovo decreto aiuti.

– Ieri in Italia la fiducia di famiglie e imprese è scesa più del previsto a luglio, evidenziando crescenti rischi al ribasso per l’attività economica nel secondo semestre dell’anno. Il morale dei consumatori è calato a 94,8 da 98,3 di giugno: dal 2014, solo nel maggio 2020 sono stati registrati livelli più bassi. L’indice composito Istat del clima di fiducia delle imprese è diminuito a luglio, a 110,8 da un precedente 113,4: il morale è sceso nel manifatturiero e nei servizi, mentre è aumentato per il quarto mese di fila nel commercio al dettaglio, e ha raggiunto un nuovo massimo storico nelle costruzioni. Sempre in Italia a giugno le retribuzioni contrattuali sono cresciute dello 0,3% m/m (1% a/a): nel 2° trimestre si è registrata una accelerazione delle dinamiche salariali (a 0,9% da 0,6% a/a), per effetto, tra l’altro, dei primini rinnovi relativi al triennio 2019-21 nel settore pubblico; nel secondo semestre, sulla base dei contratti in vigore, è attesa una ulteriore accelerazione a 1,2%; le pressioni salariali in Italia restano comunque di gran lunga inferiori al ritmo di crescita dell’inflazione e alle altre principali economie dell’area euro. In Francia la fiducia dei consumatori è calata per il settimo mese a luglio, a 80 da un precedente 82, un minimo da maggio 2013 e la seconda lettura più bassa mai registrata dall’inizio delle rilevazioni nel 1987. Il deterioramento del morale è risultato diffuso a tutte le principali componenti e anticipa una marcata frenata dei consumi nei prossimi mesi.

Fonte: BondWorld.it


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