Intesa Sanpaolo – L’esito della riunione di politica monetaria della BCE appare scontato, con un rialzo dei tassi di 25pb già ampiamente anticipato.
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Il tasso sui depositi (DFR) salirà al 3,75%, il tasso sulle operazioni principali al 4,25%. Riteniamo però che l’indirizzo ufficiale sulla riunione di settembre sarà molto vago, lasciando intendere che saranno i dati estivi a determinarne l’esito.
Oggi in Italia le indagini Istat potrebbero evidenziare un recupero (sia pure più moderato del mese scorso) del morale delle famiglie a fronte di un’ulteriore flessione per la fiducia delle imprese. Poca fa, in Germania l’indice GfK di fiducia dei consumatori (dato preliminare di agosto) è tornato a salire dopo la battuta d’arresto di luglio, passando a -24,4 da -25,2 (rivisto da -25,4) precedente.
Ieri in Eurozona la crescita di M3 ha rallentato più del previsto a giugno, confermando le indicazioni di raffreddamento del credito emerse dalla BLS diffusa il giorno precedente. In Francia l’indice INSEE di fiducia dei consumatori è rimasto stabile a luglio, ancora al di sotto della media di lungo periodo ma su livelli superiori ai minimi toccati lo scorso anno.
Ieri sera, come ampiamente atteso, la riunione del FOMC si è conclusa con un rialzo dei tassi sui fed funds di 25pb, a 5,25-5,50% . La decisione è stata presa all’unanimità. Il comunicato è pressoché identico a quello rilasciato il mese scorso: l’unico cambiamento degno di nota è che la crescita economica è ora descritta come “moderata” anziché “modesta”. Nel complesso, i membri del FOMC mantengano per ora sul tavolo l’opzione di un ultimo rialzo dei tassi di 25 pb (a 5,50-5,75%). Riteniamo però che, da qui alla prossima riunione del FOMC del 19-20 settembre, i dati potranno evidenziare il prosieguo di una tendenza (in atto ormai da alcuni mesi) di rallentamento dell’inflazione core, in un contesto in cui anche il ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro si va facendo meno vivace; riteniamo pertanto che un ulteriore rialzo del tasso sui fed funds dopo quello di ieri sia tutt’altro che scontato, e anzi gli attribuiamo una probabilità inferiore al 50%.
Oggi negli Stati Uniti la stima advance del PIL del 2° trimestre dovrebbe mostrare una crescita di 1,8% t/t ann., dopo il 2% t/t ann. di inizio 2023, con un rallentamento dei consumi privati e governativi, dopo le ampie variazioni positive registrate nel primo trimestre, a fronte di un miglioramento per gli investimenti fissi non residenziali e di un contributo positivo delle scorte.
Ieri le vendite di case nuove a giugno sono calate a 697 mila unità (-2,5% m/m, +23,8% a/a), dopo il forte incremento di maggio a 715 mila (+6,6% m/m, rivisto al ribasso da +12,2%), in gran parte trainate dalla flessione delle vendite di unità completate (-65 mila), parzialmente compensata dalla crescita delle unità non ancora iniziate (+55 mila).
Fonte: BondWorld.it
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