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Intesa Sanpaolo S.p.A. – Mercati Flash del 17 maggio 2016

Da seguire: Il saldo della bilancia commerciale a marzo dovrebbe migliorare a 21,0 miliardi da 20,2 del mese precedente……


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Le esportazioni dovrebbero essere cresciute (0,5% m/m) per il 2° mese consecutivo, ma in ogni caso la dinamica trimestrale rimane penalizzata dalla debole entrata nell’anno. Le importazioni sono attese stabili sul mese. Le indagini di aprile hanno segnalato un modesto recupero degli ordini dall’estero, ma molto dipenderà dall’evoluzione dello scenario internazionale.

Stati Uniti

I nuovi cantieri residenziali ad aprile dovrebbero rimbalzare a 1.110 mila, dopo l’ampio calo di marzo a 1.089 mila (-8,8% m/m). Ad aprile l’occupazione nel settore delle costruzioni residenziali è migliorato (a fronte di una debolezza nel segmento dell’edilizia commerciale). Le licenze dovrebbero aumentare a 1.120 mila da 1.076 mila di marzo. Il trend degli investimenti residenziali rimane positivo e dovrebbe essere sostenuto dall’allentamento delle condizioni del credito segnalato dall’indagine dei Senior Loan Officers.

Il CPI ad aprile dovrebbe essere in rialzo dello 0,3% m/m; la variazione dell’indice core è prevista a +0,2% m/m (2,1% a/a). Il rialzo dell’indice headline sarà spinto dalla ripresa dell’energia, che dovrebbe segnare il secondo rialzo consecutivo. Per l’indice core, la dinamica delle voci particolarmente forti a gennaio e febbraio (sanità, abbigliamento) dovrebbe essere moderata; l’abitazione dovrebbe riaccelerare verso una variazione in linea con il trend di +0,2% m/m dopo lo 0,1% m/m a marzo. Il trend dei prezzi core dovrebbe rimanere in linea con variazioni medie dello 0,15% m/m, coerenti con il mantenimento di un’inflazione core intorno al 2%.

La produzione industriale ad aprile dovrebbe recuperare terreno con un aumento dello 0,6% m/m, dopo la correzione di -0,6% m/m di marzo. Nel settore manifatturiero l’output è previsto in crescita dello 0,2% m/m: l’employment report ha rilevato ore lavorate stabili nel settore ad aprile, ma gli occupati sono cresciuti e la componente produzione dell’ISM è rimasta sopra 50 ad aprile, per il quarto mese consecutivo. L’incremento complessivo della produzione industriale dovrebbe però essere spinto soprattutto dalla ripresa delle utility. L’estrattivo dovrebbe restare in calo, ma a un ritmo più contenuto rispetto ai mesi precedenti.

Ieri sui mercati

I mercati azionari americani hanno segnato chiusure in rialzo (S&P 500+1%), diffuso a tutti i settori. La principale spinta è venuta da un’altra giornata positiva per il petrolio (WTI a 47,7 USD/bl, massimo da novembre 2015), sulla scia del perdurare dei freni all’offerta (Nigeria, Canada). In Europa il quadro è stato misto, anche per via della scarsa liquidità dovuta alla chiusura di alcuni mercati (Francoforte e Zurigo): stabilità per il FTSE MIB e modeste correzioni in Francia e Spagna. Il Nikkei chiude in territorio positivo (+1%) anche grazie alla conferma di ripresa della produzione industriale ad aprile.

Seduta debole per il mercato dei titoli di Stato che, in una giornata avara di spunti sul fronte di dati macro o eventi economici, paga anche la chiusura di alcune piazze europee (Germania e Svizzera) per la festività della Pentecoste. I volumi di scambio ridotti condizionano ugualmente bond core e periferici, guidando nuovi flussi di vendita, soprattutto sulle scadenze medie/lunghe delle curve.

Mercato dei cambi pressoché fermo anche sul finale in Europa. Moderato indebolimento dello yen: attesa per il G-7, che si svolgerà in Giappone dove il governo ha sottolineato l’intenzione di intervenire sul mercato dei cambi per contrastare un eccessivo apprezzamento della valuta.

Area euro

Nell’ottava del 13 maggio il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 16,93 miliardi di euro ed è salito a 763,22 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered sono stati pari a 1,30 miliardi di euro, che aumentano il portafoglio a 175,30 miliardi, mentre gli acquisti settimanali di ABS al netto dei titoli scaduti sono stati pari a -28 milioni, portando il totale dei titoli in portafoglio a 18,951 miliardi di euro.

BCE  Continuano ad arrivare attacchi dalla Germania al programma di acquisto titoli BCE. Il Presidente dell’IFO Fuest ha dichiarato che l’ultimo taglio dei tassi non è giustificato. Weidmann ha ancora difeso l’indipendenza della banca centrale ma ha ricordato ai governi che è opportuno  usare questa finestra di tassi eccezionalmente bassi per implementare le riforme strutturali.

Stati Uniti

L’indice  Empire della NY Fed a maggio sorprende verso il basso, calando a -9,05 da 9,6, e tronando in territorio negativo dopo due mesi al di sopra dello zero. L’indagine è omogeneamente debole, con contrazioni in area negativa per tutte le componenti, con l’eccezione degli occupati, che rimangono poco sopra lo zero, in linea con il dato di aprile.  L’indagine a sei mesi invece rimane in territorio espansivo, con tutti gli indici vicini ai livelli dei mesi precedenti. L’Empire è molto volatile, pertanto l’ampia contrazione di maggio non è da sola un segnale di svolta nettamente negativa per il settore; per il momento appare più come un’indicazione di mancanza di un trend.

L’indice di fiducia dei costruttori di case a maggio è stabile a 58 per il quarto mese consecutivo: con indicazioni che il trend dell’attività nel settore immobiliare residenziale resta espansivo, senza segnali di accelerazione.

Lacker (Richmond Fed) ha detto che ci sono buoni argomenti per alzare i tassi il mese prossimo, affermando che il mercato del lavoro ha dato segnali di restrizione, l’inflazione si è mossa in modo chiaro verso il 2% e i rischi che si erano visti a inizio anno si stanno dissipando. Williams (San Francisco Fed) ha detto che potrebbe esserci ancora spazio per 2-3 rialzi dei tassi nel 2016 e che la Fed non dovrebbe preoccuparsi eccessivamente di sorprendere i mercati. Williams ha aggiungo che la Fed potrebbe dovere alzare di più nel 2017 se fa di meno nel 2016. I discorsi dalla Fed sono generalmente omogenei, indipendentemente dalla caratterizzazione fra falchi e colombe, nel segnalare che il FOMC ha un’opinione molto diversa da quella del mercato sul sentiero dei tassi nel 2016, e si mantiene un consenso diffuso per due rialzi quest’anno.

Fonte: BondWorld.it


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