Intesa Sanpaolo – Biden ha annunciato un pacchetto di sanzioni contro la Russia per rispondere all’“inizio dell’invasione russa dell’Ucraina”.
Intesa SanPaolo
Le sanzioni per ora sono limitate, colpiscono due istituzioni finanziarie, il debito pubblico russo e membri delle élite vicine al Cremlino, ma non includono misure che possano incidere sui flussi di petrolio e gas. Una prima serie di (limitate) sanzioni è stata annunciata anche dall’Unione Europea: sarà bloccato l’accesso ai mercati finanziari europei delle entità pubbliche russe, oltre a misure individuali mirate a esponenti del parlamento e di alte personalità pubbliche della Russia; inoltre, viene bloccato il commercio con le province separatiste e l’attività con le istituzioni finanziarie locali (misure, queste, di scarsissima rilevanza pratica). Secondo Reuters, come effetto delle misure dovrebbe essere vietata l’intermediazione di obbligazioni pubbliche della Russia. La Germania ha annunciato autonomamente la sospensione del processo autorizzativo del gasdotto NorthStream 2. Sanzioni finanziarie molto circoscritte sono state annunciate anche dal Regno Unito. Ulteriori sanzioni, più ampie e incisive, sono da attendersi nell’eventualità che la Russia innalzi ulteriormente il livello dello scontro, iniziando ad attaccare le forze militari ucraine nelle province orientali, di cui ha già dichiarato unilateralmente l’indipendenza.
– Il calendario macroeconomico di oggi prevede la pubblicazione delle indagini di fiducia Insee in Francia che dovrebbero mostrare una sostanziale stabilità per il manifatturiero (a 112) e una crescita di 2 punti, a 109, per l’indice aggregato. In agenda anche la stima finale del CPI per l’area euro, che dovrebbe confermare un’inflazione al 5,1%, in linea con la lettura preliminare; si tratta del massimo storico da quando esistono dati comparabili (ovvero almeno dal 1998). Questa mattina, in Germania, la fiducia dei consumatori diffusa da Gfk ha mostrato una correzione a -8,1 da -6,7 precedente; ad ogni modo, il miglioramento della componente delle aspettative (+1,3 punti, a 24,1) segnala una ripresa nel medio periodo.
Ieri, in Germania l’indice di fiducia Ifo è salito a 98,9 da 96 di gennaio. L’indice delle aspettative avanza ancora di 3,4 punti, a 99,2; il maggiore ottimismo non riguarda solo il futuro, dal momento che l’indice sulla situazione corrente è passato a 98,6 da 96,2 precedente. Il migliore quadro sanitario guida l’accelerazione della ripresa nei servizi e nel commercio mentre nel manifatturiero si confermano le indicazioni di allentamento dei colli di bottiglia all’offerta, a fronte di una domanda che rimane vivace. L’indagine, in ogni caso, non ha incorporato i rischi al ribasso dallo scenario internazionale. Per ora stimiamo una crescita del PIL dell’ordine dello 0,5% t/t nel trimestre corrente.
Sul fronte della politica monetaria, in un’intervista a un quotidiano svizzero Robert Holzmann (OeNB) ha detto che vorrebbe un percorso più rapido di rialzo dei tassi ufficiali, con 2 mosse entro fine anno – la prima in estate e la seconda nel quarto trimestre – anche senza attendere la fine degli acquisti netti. Tuttavia, ha ammesso che questa non è la posizione ufficiale della BCE, e che molti altri colleghi sono più cauti di lui. Holzmann si è anche espresso riguardo al punto terminale della fase di rialzo, quantificando la neutralità all’1,5% nominale, livello che ipotizza potrebbe essere raggiunto nel 2024.
– Negli Stati Uniti oggi non ci sono dati in uscita. Ieri gli indici PMI Markit flash di febbraio hanno mostrato una netta ripresa dell’attività dopo la frenata dovuta all’ondata pandemica del mese scorso. Nel manifatturiero, l’indice è salito a 57,5 da 55,5, spinto da un nuovo aumento dei tempi di consegna (indice di strozzature all’offerta), oltre che da produzione, ordini e occupazione, mentre la crescita dei prezzi rallenta. Nei servizi, il rialzo dell’indice è molto marcato, a 56,7 da 51,2, con segnali di accelerazione della domanda, dell’occupazione e dei prezzi. L’indice composito della produzione, a 56 da 51,1 testimonia il proseguimento dell’espansione della domanda dopo la frenata causata da Omicron, con un significativo contributo dai servizi. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a febbraio è calata per il secondo mese consecutivo a 110,5 da 111,1. L’indagine ha mostrato un rialzo delle condizioni correnti a 145,1 da 144,5, e una correzione a 87,5 da 88,8 delle aspettative, con una contrazione della percentuale di intervistati che programmano acquisti di case, beni durevoli e vacanze nei prossimi 6 mesi. Le preoccupazioni per l’inflazione sono di nuovo in rialzo, mentre le famiglie sono meno ottimiste sulle prospettive del mercato del lavoro e sulle condizioni finanziarie. L’indagine punta a una crescita dei consumi moderata a inizio anno. Dalla Fed, Bostic (Atlanta Fed) ha detto che, con l’economia in una situazione solida, è necessario ora muoversi da una stance di politica di emergenza verso una normalizzazione. Bostic ha però rilevato che l’incertezza collegata alla crisi ucraina genera rischi verso il basso per la crescita.
– La Reserve Bank of New Zealand ha alzato di 25 pb il tasso di policy per la terza volta, portandolo a 1%, e ha spostato verso l’alto il punto di arrivo dei tassi, previsto ora a 3,3% a fine 2023, dalla precedente previsione di 2,6%. La RBNZ ha detto che la decisione di alzare di 25 pb è stata ampiamente discussa, considerando l’alternativa di una mossa di 50 pb. La riunione ha portato anche un cambiamento della politica del bilancio, annunciando che le scadenze di titoli in portafoglio non verranno reinvestite e che da luglio verranno venduti 25 mld di titoli all’anno, con l’obiettivo di azzerare i titoli acquistati con il programma LSAP entro il 2027.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


