Intesa Sanpaolo – Oggi negli Stati Uniti è in calendario il dato sul PPI di giugno, che è atteso in crescita di 0,2% m/m dopo il calo di -0,3% di maggio, che era dovuto all’ampio contributo negativo dell’energia.
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L’indice core dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m, come il mese precedente.
Ieri il CPI a giugno è aumentato meno del previsto, di 0,2% m/m (3% a/a, dal 4% di maggio, minimo da marzo 2021), dopo lo 0,1% m/m del mese precedente, trainato dal parziale rimbalzo dell’energia (+0,6% m/m). L’indice core ha registrato una variazione di 0,2% m/m (4,8% a/a da 5,3% di maggio, ai minimi da ottobre 2021), in frenata dallo 0,4% di maggio, con rallentamenti diffusi ai servizi e un calo dei prezzi dei beni core. I dati sul CPI di giugno non dovrebbero impedire un nuovo rialzo dei tassi ufficiali da 25pb alla prossima riunione del FOMC del 26 luglio, tuttavia, l’evidenza di minori pressioni inflazionistiche core, specie nei servizi al netto dell’abitazione, potrebbe ridurre l’eventualità di un ultimo rialzo successivo.
Il Beige Book preparato per la riunione del FOMC di luglio riporta un quadro di attività e mercato del lavoro in modesta crescita.
Barkin (Richmond Fed) ha dichiarato che la domanda e il mercato del lavoro rimangono ancora forti ed è “disposto a fare di più con la politica monetaria se i dati in arrivo non confermano che l’inflazione tornerà all’obiettivo”. Kashkari (Minneapolis Fed) ha sostenuto che le autorità di vigilanza dovrebbero adottare misure per garantire che le banche siano in grado di sopportare ulteriori aumenti dei tassi di interesse. Mester (Cleveland Fed) ha parlato di FedNow, il nuovo sistema di movimentazione di denaro in tempo reale della banca centrale statunitense.
Oggi in area euro vediamo un modesto incremento di 0,2% m/m (-1,4% a/a) della produzione industriale a maggio, frenata dal volatile dato irlandese (-4,9% m/m) e dalla flessione tedesca, nonostante i progressi registrati in Italia, Francia e Spagna.
In Francia la seconda lettura dovrebbe confermare che a giugno i prezzi al consumo sono rallentati al 4,5% (+0,2% m/m) dal 5,3% sul CPI e al 5,3% (+0,2% m/m) dal 6% sull’IPCA.
La BCE pubblica il resoconto della riunione di politica monetaria del 15 giugno. Nei verbali sarà importante valutare le opinioni dei membri sull’andamento dell’economia reale, dell’inflazione e dei rischi.
Fonte: BondWorld.it
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