Intesa Sanpaolo – Negli Stati Uniti, la riunione del FOMC si è conclusa con il terzo rialzo consecutivo di 75pb per i fed funds e indicazioni di un sentiero di ulteriori aumenti rapidi dei tassi.
Intesa SanPaolo
L’elemento principale della comunicazione a questa riunione sono le proiezioni macroeconomiche aggiornate con l’estensione del periodo previsivo fino al 2025. Come atteso, lo scenario macroeconomico è rivisto in direzione negativa, con previsioni di 0,2% a/a a fine 2022, a 1,2% a/a nel 2023 e a 1,7% nel 2024, con un ritorno alla crescita di più lungo termine solo nel 2025, a 1,8%. Il tasso di disoccupazione è nettamente più elevato nella parte centrale dell’orizzonte previsivo, con un rialzo a 4,4% a fine 2023 e 2024 e un calo modesto a 4,3% nel 2025. Questo spostamento verso l’alto della disoccupazione è il principale segnale di una possibile recessione nello scenario del FOMC. L’inflazione è rivista di un paio di decimi verso l’alto fra il 2022 e il 2024, con l’inflazione core a 4,5% a/a a fine 2022, a 3,1% a/a nel 2023 e al 2,1% solo nel 2025. Il sentiero dei tassi è più elevato, con i fed funds a 4,4% a fine 2022 e a 4,6% a fine 2023, con una svolta a 3,9% nel 2024 e tassi ancora sopra il livello di più lungo termine nel 2025, a 2,9%. Questo implica un rialzo da 75pb a novembre e uno da 50pb a dicembre, seguiti da un ultimo intervento da 25pb a inizio 2023. La mediana per il 2022 è solo marginalmente a favore di 4,5%, con 10 punti sopra 4,5% e 9 punti sotto, e segnala incertezza concentrata fra tassi a 4,25% e a 4,5%. Ovviamente saranno le nuove informazioni a determinare se il prossimo rialzo sarà di 50 o 75pb. Tuttavia, le indicazioni di mercato del lavoro e prezzi per settembre puntano a dati simili a quelli della media degli ultimi mesi, quindi in linea con il mantenimento del ritmo attuale di rialzo anche alla riunione di novembre. Alziamo di 25pb le nostre previsioni per i fed funds, a 4,5% a fine 2022 e a 4,75% a inizio 2023.
Il messaggio della riunione è chiaro: la Fed intende proseguire con la strategia di anticipare i rialzi in modo da contrastare la possibilità che l’inflazione resti elevata a lungo e da evitare una riedizione degli anni ’70, anche a costo di una recessione. In effetti, a nostro avviso, una recessione sarà difficilmente evitabile nel 2023.
In termini di dati, ieri le vendite di case esistenti di agosto hanno segnato il settimo calo consecutivo, con una correzione di -0,4% m/m (-19,9% a/a), a 4,8 mln. Le scorte di case sono in flessione, su livelli storicamente bassi, pari a 3,2 mesi di vendite. Il prezzo mediano è in rialzo di 7,7% a/a, ma in modesto calo su base mensile. Il mercato immobiliare residenziale resterà sotto pressione per via della scarsità di immobili anche nei prossimi anni, secondo il Chief Economist della National Realtors Association.
– Oggi in area euro l’indice di fiducia dei consumatori della Commissione Europea è atteso tornare a flettere a settembre dopo il parziale recupero visto ad agosto, stimiamo a -25,6 da -24,9. In Francia prevediamo il terzo calo consecutivo dell’indice INSEE di fiducia manifatturiera a 102 da un precedente 104, solo moderatamente al di sopra della media di lungo periodo, penalizzato dall’aumento dei costi energetici e da aspettative più deboli sulla domanda.
Ieri in Italia la produzione nelle costruzioni a luglio è calata per il quarto mese consecutivo, mettendo a segno la flessione più pesante da dicembre 2020: -3% m/m da -2,3% di giugno. Dopo un robusto 1° trimestre, l’attività edilizia sembra essere entrata in una fase di rallentamento, come suggerito dalle indagini di fiducia. La presenza di commesse in completamento e degli incentivi fiscali lascia però supporre che nei prossimi mesi il settore delle costruzioni in Italia possa continuare a sovraperformare il resto dell’Eurozona.
Sul fronte BCE, il vicepresidente de Guindos e Schnabel hanno entrambi sottolineato la necessità di continuare con il rialzo dei tassi, come peraltro la BCE aveva segnalato nell’ultimo comunicato di politica monetaria, malgrado i segnali di rallentamento. Schnabel ritiene probabile una recessione in Germania. De Guindos ha sottolineato l’importanza dei mercati valutari. Secondo un precedente membro del comitato esecutivo BCE, Papadia, la BCE introdurrà un sistema di penalizzazione delle riserve in eccesso che superino un certo multiplo della riserva obbligatoria.
– Oggi sono in calendario le riunioni delle banche centrali svizzera, norvegese e della Bank of England, attese tutte alzare i tassi di riferimento per contrastare le spinte inflazionistiche. Per quanto riguarda la BoE, ci aspettiamo un incremento di 50 punti-base a 2,25%, con rischi verso l’alto.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


