Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo: Stati Uniti indice Philadelphia a 26

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a marzo è previsto a 26 da 23,1 di febbraio, con indicazioni generalmente positive per l’attività, pur in presenza di freni derivanti da colli di bottiglia dal lato dell’offerta.

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Ordini e occupazione dovrebbero essere in ulteriore ripresa e segnalare espansione nei prossimi trimestri. Come per le altre indagini, sarà importante vedere se i trend verso l’alto degli indici di prezzo proseguono o se registrano rallentamenti.

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. La seconda lettura conferma un’inflazione stabile a +0,9% a/a. L’indice core BCE al netto di alimentari freschi ed energia è sceso a +1,2% a/a da +1,4% a/a precedente, in linea con la stima preliminare.

Sul mese, i prezzi sono cresciuti del +0,2% m/m, spinti al rialzo dal rincaro dell’energia (+0,9% m/m), dei servizi (+0,3% m/m) e degli alimentari freschi (+0,4% m/m); calano i prezzi dei beni manufatti (-0,2% m/m) per via dell’estensione dei saldi invernali in alcuni paesi. Sul dato di febbraio pesano ancora problemi di rilevazione dei prezzi. Nel 2021, l’indice dei prezzi è atteso all’1,4% in media annua ma sulla previsione insistono rischi al rialzo. L’evoluzione in corso d’anno dovrebbe vedere un primo picco tra aprile e maggio, e un secondo a settembre, entrambi su livelli attorno all’1,8%.

Area euro. In gennaio, la produzione nelle costruzioni è cresciuta di 0,8% m/m (+0,1% a/a). Il dato di dicembre è stato oggetto di una ampia revisione da -1,6% m/m a -0,1% m/m, a seguito della quale ora si prospetta nel primo trimestre 2021 una variazione positiva circa pari a quella del 2020Q4 (ora indicata in +1,0% t/t).

Olanda. Le elezioni politiche anticipate si sono concluse con una vittoria dei partiti di governo, secondo quanto indicano gli exit polls. Il VVD del premier Rutte dovrebbe aver ottenuto 35 seggi su 150 (+2), mentre D66 dovrebbe averne ottenuti 27 (+8) e CDA 14 (in calo). In calo di 3 seggi la destra anti-europea del PVV. I risultati non sono ancora ufficiali.

Stati Uniti. La riunione del FOMC si è conclusa come atteso, senza modifiche alle indicazioni di politica monetaria, nonostante significative revisioni verso l’alto dello scenario economico.

Il comunicato è poco variato. Le uniche modifiche riguardano la valutazione congiunturale, in cui si afferma che gli “indicatori di attività economica e di occupazione hanno svoltato verso l’alto recentemente”, anche se i settori colpiti dalla pandemia restano deboli e l’inflazione continua a rimanere sotto il 2%. Per il resto, i rischi sono ancora concentrati sull’evoluzione del virus e la guidance su tassi e acquisti resta invariate.

Il focus a questa riunione era la revisione delle proiezioni macroeconomiche. Come atteso, le variazioni sono marcate per il 2021, con un netto miglioramento delle previsioni per crescita e occupazione e rialzi dell’inflazione (v. tabella). Il livello del tasso di disoccupazione di più lungo termine è stato abbassato ancora, a 4% da 4,1%. Da notare un messaggio importante sull’inflazione, che vista in rialzo sopra il 2% nel 2021, senza determinare reazioni sui tassi, per poi rientrare al 2% nel 2022. Nel 2023, l’inflazione è prevista a 2,1%, con un segnale di volontà di mantenere condizioni finanziarie compatibili con un modesto overshooting dell’inflazione.

Invece, senza sorprese, il sentiero mediano dei tassi rimane stabile fino al 2023 ma aumenta il numero di “punti” che vedono rialzi nel 2023 e, soprattutto, si inseriscono alcuni rialzi anche nel 2022. In contrasto con le proiezioni di dicembre, dove c’era unanimità per tassi fermi, l’anno prossimo ci sono 4 punti (su 17) in rialzo (tre punti fra 0,25% e 0,5%, e un punto a 0,5%-0,75%). Per il 2023, rispetto a 5 punti che indicavano rialzi nel grafico di dicembre, ora ce ne sono 7 (due a 1-1,25%, tre a 0,75%-1%, uno a 0,5%-0,75% e uno a 0,25%-0,5%). La maggioranza dei partecipanti al FOMC è ancora “convinta” dello scenario di tassi fermi, che ha ancora un ampio consenso, ma si apre una crepa crescente riguardo all’unanimità dello scenario dei tassi nel FOMC.

Nella conferenza stampa, Powell ha ribadito che “l’economia è molto lontana dai nostri obiettivi di occupazione e inflazione e probabilmente richiederà del tempo perché sia raggiunto sostanziale ulteriore progresso” e ha riaffermato che la Fed continuerà a fornire all’economia il supporto necessario fino a quando ce ne sarà bisogno” (“for as long as it takes”). Questa è la versione discorsiva della guidance su tassi e acquisti: la Fed è lontana da una svolta sui tassi e ci vorrà ancora “del tempo” per discutere di modifiche al ritmo degli acquisti. Powell ha notato che mancano 9,5 mln di posti rispetto a febbraio 2020, di cui 3 mln nei settori dei servizi aggregativi. Sull’inflazione, Powell ha ribadito l’impegno a raggiungere un livello di inflazione moderatamente al di sopra del 2% “per un certo tempo” e ha sottolineato che “ci aspettiamo di mantenere una stance accomodante fino a quando questi obiettivi di occupazione e inflazione non saranno raggiunti”.

Riguardo ai movimenti dei punti nelle proiezioni dei tassi, Powell ha affermato che una “forte maggioranza” nel Comitato prevede tassi fermi su tutto l’orizzonte previsivo e ribadito che i punti non sono “promesse”. Riguardo alla definizione del tempo che manca alla discussione del tapering, Powell ha ribadito che se ne parlerà solo quando i dati daranno indicazioni di miglioramento. I dati dei prossimi trimestri, relativi alla crescita e all’occupazione saranno cruciali per determinare il via al dibattito. Il messaggio è invariato: la Fed non è più pre-emptive e reagirà di fronte a effettivi miglioramenti su occupazione e inflazione, non più sulla base di aspettative. Riguardo al rialzo dei rendimenti, Powell ha ribadito che la Fed controlla l’andamento di un insieme di condizioni finanziarie, che devono restare accomodanti e non mettere a rischio il perseguimento degli obiettivi. Secondo Powell, la Fed reagirebbe in caso di cambiamento delle condizioni finanziarie o di fronte ad andamenti disordinati del mercato, in linea con le sue affermazioni di qualche settimana fa e con indicazioni di attendismo di fronte al recente trend.

Nell’insieme quindi, la conferenza stampa non ha modificato il messaggio generale del FOMC: prima di qualsiasi svolta, la Fed vorrà “vedere per credere”. I rischi per le previsioni di politica monetaria, a nostro avviso, riguardano la possibilità che la crescita, l’occupazione e l’inflazione siano anche più forti di quanto previsto ora, con eventuali tempi più rapidi per la svolta dei tassi (che noi prevediamo in autunno 2023). Per il tapering, difficilmente c’è spazio per anticipare il dibattito all’estate. Infine, riguardo al Supplementary Leverage Ratio, le cui modifiche sono in scadenza il 31marzo, Powell ha affermato che una decisione verrà annunciata nei prossimi giorni.

Stati Uniti. I nuovi cantieri residenziali a febbraio calano a 1,421 mln da 1,584 mln di gennaio, con una correzione di -10,8% m/m, ma un rialzo di 17% rispetto a febbraio 2020. Le licenze sono in calo di -10,3% m/m (-9,3% a/a), a 1,682 mln da 1,886 mln di gennaio. I dati di febbraio risentono pesantemente del maltempo, particolarmente inusuale soprattutto negli stati meridionali, come appare dalle correzioni particolarmente marcate di licenze e cantieri nel Sud. Al contrario, negli stati occidentali, unica area del paese non colpita da condizioni climatiche avverse il mese scorso, i cantieri sono in rialzo. La contrazione delle licenze potrebbe avere un impatto negativo sui cantieri a marzo, ma la normalizzazione del clima dovrebbe permettere un recupero dell’attività nel settore nei mesi successivi, pur in presenza del freno derivante dal trend verso l’alto dei tassi sui mutui.

Fonte: BondWorld.it


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