Intesa Sanpaolo – Oggi negli Stati Uniti la riunione del FOMC dovrebbe concludersi con un rialzo di 75pb e tassi sui fed funds a 3,75- 4%, e segnalare che entro un paio di riunioni la Fed dovrebbe essere pronta a fermarsi per valutare gli effetti della restrizione attuata.
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L’impegno a riportare l’inflazione sotto controllo resterà centrale, ma emergeranno anche i temi della calibrazione dei rialzi, della valutazione degli effetti della restrizione già implementata e dei rischi più bilanciati fra rialzi insufficienti ed eccessivi. Il messaggio dovrebbe restare hawkish, ma meno che nelle ultime riunioni. Powell dovrebbe anche indicare che, con l’emergere di rischi bidirezionali, la forward guidance avrà un ruolo più limitato, e la determinazione dei tassi avverrà “riunione per riunione”.
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati è prevista dal consenso a 193 mila, con indicazioni di dinamica occupazionale sempre positiva, ma in rallentamento, in linea con le indicazioni delle indagini e con le crescenti preoccupazioni delle imprese per le prospettive della domanda.
Ieri, l’ISM manifatturiero a ottobre è calato a 50,2 da 50,9 di settembre, segnalando attività circa invariata nel settore e toccando il minimo da maggio 2020. I sotto-indici segnalano indebolimento della domanda e, soprattutto, l’indice dei prezzi è calato a 46,6, da 51,7, entrando finalmente in territorio di correzione per la prima volta da maggio 2020, con indicazioni favorevoli a una riduzione significativa delle pressioni inflazionistiche. I dati della Job Openings and Labor Turnover Survey di settembre hanno registrato una modesta ripresa delle posizioni aperte a 10,7 mln ma conferma il trend di riduzione dell’eccesso di domanda dal picco di marzo, anche se il mercato per ora resta sotto pressione. La spesa in costruzioni a settembre ha registrato un incremento di 0,2% m/m.
Nell’area dell’euro, per quanto riguarda i dati di oggi, ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione tedesco sia rimasto invariato al 5,5% in ottobre. Le stime finali dovrebbero confermare l’ampio calo del PMI manifatturiero nell’area dell’euro in ottobre, a 46,6 da 48,4 del mese precedente. In Italia, stimiamo una flessione del PMI manifatturiero a 47,5 da 48,3 precedente. Poco fa in Germania i dati destagionalizzati e corretti per gli effetti del calendario sul commercio internazionale di settembre hanno evidenziato una contrazione sia delle esportazioni (-0,5% m/m) che, in maggior misura, delle importazioni (-2,3% m/m).
Lunedì il PIL italiano ha sorpreso al rialzo, con una crescita di 0,5% t/t (2,6% a/a) nel 3° trimestre, da un precedente 1,1%, che lascia l’economia dell’1,8% al di sopra dei livelli pre-Covid; la crescita è stata trainata dalla domanda interna e dai servizi. Il PIL nell’area dell’euro è aumentato di 0,2% t/t nel 3° trimestre, in linea con le nostre previsioni. L’inflazione nell’area euro è salita al 10,7% a/a in ottobre (1,6% m/m); anche l’indice core ha registrato una accelerazione (al 6,4% a/a).
Sul fronte BCE, sia Lagarde che Visco hanno ribadito che i tassi aumenteranno ancora nei prossimi mesi, anche se Visco ha avvertito che il ritmo dovrà essere graduale. Nagel (Bundesbank) vorrebbe avviare a inizio 2023 la riduzione del portafoglio APP, mentre De Cos (Spagna) ritiene necessario su tale fronte un approccio cauto e graduale.
In Cina, l’indice PMI manifatturiero rilevato da Caixin-Markit è salito a 49,2 in ottobre; continua la flessione di produzione e nuovi ordini, anche se risulta meno diffusa rispetto a un mese fa.
Fonte: BondWorld.it
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