Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Stati Uniti, l’agenda della settimana ha pochi dati

Intesa Sanpaolo – Negli Stati Uniti, l’agenda della settimana ha pochi dati, ma con l’employment report di settembre in agenda venerdì 8, l’attenzione del mercato è garantita.

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La variazione degli occupati dovrebbe essere poco più solida rispetto al dato relativamente deludente di agosto, ma non dovrebbe ostacolare l’avvio del tapering previsto per novembre. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere ulteriormente, a 5,1%, mentre i salari orari dovrebbero essere in rialzo sostenuto, sulla scia dell’eccesso di domanda che caratterizza il mercato del lavoro. L’ISM dei servizi a settembre dovrebbe correggere, confermando un moderato rallentamento della crescita, sempre positiva, in seguito alla diffusione della variante Delta.

Il deficit della bilancia commerciale di agosto, previsto in allargamento, dovrebbe registrare gli effetti restrittivi dei colli di bottiglia all’offerta sulla dinamica del commercio internazionale. Il focus della settimana sul fronte degli eventi sarà sull’evoluzione del quadro politico con il limite del debito e i pacchetti fiscali in discussione.

Oggi è in pubblicazione soltanto la seconda lettura degli ordini di beni durevoli di agosto, che dovrebbe confermare una variazione mensile solida, e un gap sempre più ampio fra ordini e fatturato, per via dei colli di bottiglia all’offerta.

Anche i dati usciti venerdì testimoniano il quadro di eccesso di domanda e pressioni sui prezzi. La spesa personale di agosto ha sorpreso verso l’alto con una variazione di 0,8% m/m, accompagnata però da un’ampia revisione verso il basso per luglio, con segnali di rallentamento della crescita del 3° trimestre, sulla scia di consumi frenati dalla scarsità di offerta, soprattutto di auto. Il deflatore dei consumi core di agosto, in aumento di 0,3% m/m (3,6% a/a), ha mostrato le persistenti pressioni sui prezzi dei beni. Infine, l’ISM manifatturiero di settembre ha segnato un inatteso rialzo a 61,9 da 59,9, spinto però dall’allungamento dei tempi di consegna, dovuto alle strozzature all’offerta, con l’indice dei prezzi in ulteriore rialzo.

– Nell’area euro, la settimana è piuttosto povera di indicatori congiunturali. La produzione industriale di agosto in Germania e Francia potrebbe risultare poco variata, confermando la debolezza del comparto manifatturiero, in difficoltà per il protrarsi delle strozzature lungo le filiere produttive. Sempre per il mese di agosto, gli ordini tedeschi sono attesi in lieve flessione.

Nello stesso mese, le vendite al dettaglio nell’Eurozona dovrebbero essere rimbalzate dopo il calo di luglio. Infine, la lettura finale delle indagini PMI relative al mese di settembre dovrebbe confermare che il picco della ripresa è oramai alle spalle.

I dati di venerdì sull’inflazione europea sono stati ancora superiori alle attese: 3,4% a/a e 0,5% m/m in settembre. La variazione tendenziale è la più alta dal settembre 2008.

La componente energetica spiega direttamente circa metà dell’inflazione osservata, ma il rialzo del mese scorso riflette anche un effetto riaperture nei servizi. L’indice sottostante senza alimentari freschi ed energia ha accelerato da 1,6 a 1,9% a/a.

– Il PMI manifatturiero globale di settembre ha mostrato una crescita della produzione circa invariata, più ordini da evadere, pressioni ancora intense sui prezzi dei beni intermedi e allungamento dei tempi di consegna, in particolare in Europa e Nord America. Il miglioramento dell’indice di attività è stato trainato dal rimbalzo dei Paesi emergenti.

Nell’area euro, le stime finali hanno riportato una revisione al ribasso delle letture preliminari in Germania (58,4 da 58,5), Francia (55,0 da 55,2) e nel complesso dell’area euro (58,6 da 58,7), dopo che le stime flash avevano già evidenziato una flessione rispetto al mese precedente. In Italia l’indice PMI manifatturiero a settembre è sceso a 59,7 da un precedente 60,9.

Fonte: BondWorld.it


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