Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Stati Uniti, oggi ci sono due eventi chiave

Intesa Sanpaolo – Negli Stati Uniti, oggi ci sono due eventi chiave: l’inflazione di marzo e i verbali dell’ultima riunione del FOMC. Il CPI di marzo è previsto in rialzo di 0,3% m/m (5,2% a/a, in calo da 6% a/a di febbraio), dopo 0,4% m/m. L’indice core dovrebbe registrare un aumento di 0,4% m/m (5,7% a/a).

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I verbali della riunione del FOMC di metà marzo dovrebbero segnalare che la decisione sui tassi è rimasta incerta fino all’ultimo e indicare che il Comitato ha discusso due alternative, rialzo di 25 pb e tassi invariati. I verbali dovrebbero mostrare un consenso diffuso riguardo all’aumento di restrizione creditizia in seguito alle tensioni bancarie. Tuttavia, si dovrebbero anche rilevare divergenze di opinione sulla durata e sulla profondità di tale restrizione aggiuntiva, con segnali incerti per il sentiero dei tassi.

Ieri dalla Fed, è emersa la presenza di visioni diverse riguardo ai rischi e alla strategia di politica monetaria all’interno del FOMC. Secondo Goolsbee (Chicago Fed), in situazioni di stress finanziario, l’approccio monetario corretto richiede “prudenza e pazienza” e la raccolta di ulteriori informazioni per valutare quanto i freni in atto stiano già facendo il lavoro della Fed. Harker (Philadelphia Fed) ha detto che la Fed deve seguire da vicino i dati per “determinare le eventuali azioni aggiuntive da intraprendere”. Williams (NY Fed) ha indicato che non ci sono segnali che le condizioni del credito stiano frenando la spesa di famiglie e imprese.

Il Financial Stability Report del FMI riporta che i rischi per la stabilità finanziaria sono aumentati rapidamente e stima che, in seguito alla recente crisi bancaria, il credito negli USA potrebbe contrarsi di circa l’1% nel 2023, con un effetto restrittivo sul PIL pari a 0,44 pp. Nel World Economic Outlook, il FMI prevede un rallentamento della crescita mondiale da 3,2% del 2022 a 2,7% nel 2023. Per gli Stati Uniti, la crescita attesa è rivista verso il basso di 0,2 pp a 1,6% nel 2023 e di 0,1 pp a 1,1% nel 2024.

Nell’area euro oggi non ci sono dati rilevanti in agenda. Nel WEO, il FMI vede una crescita dell’Eurozona di 0,8% nel 2023 e 1,4% nel 2024 (meno ottimistiche le stime per l’Italia, a 0,7% e 0,8% rispettivamente). Ieri le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono tornate a calare a febbraio, di -0,8% m/m: il dato lascia gli acquisti in rotta per una contrazione anche nel 1° trimestre (sarebbe la quinta consecutiva).

Il DEF approvato dal Governo italiano rivede al rialzo le stime di crescita del PIL per il 2023 e al ribasso quelle per il 2024 ma conferma i precedenti obiettivi sul deficit e configura un calo del rapporto debito/PIL più rapido che in precedenza. È prevista una manovra espansiva pari a circa due decimi di PIL a valere su quest’anno (con un taglio ai contributi sociali sui lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi) e il prossimo.

Il governatore di Banque de France, François Villeroy de Galhau , ha dichiarato ieri che “ora ci troviamo di fronte al rischio di un consolidamento dell’inflazione, che riflette la componente di fondo” e non più l’energia. I rialzi dei tassi stanno avendo un impatto sull’economia reale e ci si attende che il loro effetto aumenti nei prossimi mesi. Perciò, i rialzi dei tassi saranno ora più lenti e dipendenti dal flusso dei dati, e Villeroy de Galhau sembra ritenere opportuni altri rialzi.

Fonte: BondWorld.it


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