Intesa Sanpaolo – Negli Stati Uniti, oggi i dati del mercato del lavoro dovrebbero confermare il proseguimento di una dinamica occupazionale robusta, ma in graduale rallentamento.
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Gli occupati non agricoli a ottobre sono attesi in aumento di 190 mila, dopo 263 mila di settembre. Il rallentamento della domanda e le indicazioni delle indagini puntano a un proseguimento del trend verso il basso della dinamica occupazionale. Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire a 3,6%, da 3,5% di settembre, con un modesto aumento della partecipazione dopo il calo di settembre. I salari orari dovrebbero mantenersi sul trend recente di aumenti mensili di 0,3% m/m.
Ieri i dati settimanali sulle richieste di sussidio hanno confermato un quadro di un mercato del lavoro sempre caratterizzato da eccesso di domanda. L’ISM dei servizi a ottobre è calato a 54,4 da 56,7 di settembre, sulla scia di un indebolimento della crescita per i principali sotto-indici. L’indagine presso le piccole imprese condotta dalla National Federation of Independent Business a settembre è salita a 92,1 (+0,3 p), mantenendosi per il nono mese consecutivo sotto la media storica di 98.
Questa mattina in Germania gli ordini all’industria di settembre hanno mostrato un crollo di -4% m/m (ottavo mese consecutivo di flessione). In calendario anche i dati di produzione industriale francesi e spagnoli di settembre. In area euro a settembre la crescita del PPI è attesa decelerare all’1,7% m/m (41,9% a/a). Le stime finali degli indici PMI servizi e composito sono attese ribadire il quadro di contrazione dell’attività economica diffuso a tutti i macrosettori. In Italia stimiamo un calo del PMI servizi a 48,3 da 48,8 di ottobre.
BCE: le numerose dichiarazioni di ieri mostrano ampio consenso a favore di nuovi rialzi dei tassi, sebbene con sfumature riguardo all’estensione degli stessi.
Oggi, in Italia, il Governo è atteso approvare la Nota di Aggiornamento al DEF completa del nuovo quadro programmatico di finanza pubblica, che secondo fonti di stampa potrebbe vedere un deficit 2023 al 4,5% (dal 3,4% previsto nel quadro a legislazione vigente), il che implicherebbe una manovra espansiva per quasi 21 miliardi.
Fonte: BondWorld.it
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