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Intesa Sanpaolo : Stati Uniti oggi il focus sarà sulla conclusione della riunione del FOMC

Intesa Sanpaolo – Negli Stati Uniti oggi il focus sarà sulla conclusione della riunione del FOMC. Fra i dati in uscita, la stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati di aprile è prevista dal consenso a 395 mila.

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L’ISM dei servizi di aprile è atteso a 58,6, da 58,3 di marzo. Le prime indagini del settore ad aprile hanno dato risultati misti, ma hanno segnalato omogeneamente espansione solida, nonostante le difficoltà a reperire manodopera e i persistenti rialzi dei costi.

La riunione del FOMC dovrebbe imprimere alla politica monetaria una netta accelerazione in direzione hawkish, dopo la svolta tiepida a marzo. Il Comitato dovrebbe alzare i tassi di 50pb e annunciare un programma di rapida riduzione del bilancio, con l’obiettivo esplicito di portare “speditamente” i tassi verso la neutralità. Per quanto riguarda il bilancio, i verbali di marzo avevano indicato che a regime i limiti al riacquisto di titoli dovrebbero essere pari a un totale di 95 mld di dollari (60 mld di Treasury e 35 mld di MBS). L’inizio del programma dovrebbe avvenire con limiti inizialmente modesti, in rialzo relativamente rapido (circa tre mesi) verso il livello obiettivo. È possibile che già per le settimane successive alla riunione di maggio venga annunciata una sequenza di limiti, inizialmente pari a circa 20 mld per i Treasury e 10 mld per MBS a maggio, in aumento successivamente a 60 mld e 35 mld nei mesi successivi. La riduzione del bilancio nel 2022 dovrebbe essere pari a circa 650 mld di dollari, prevalentemente accompagnata, dal lato del passivo, da una correzione delle riserve. La conferenza stampa di Powell sarà dedicata a suggellare la svolta verso un modello di Fed “à-la-Volcker”, che implica una determinazione assoluta a perseguire il controllo dell’inflazione a qualsiasi costo. Il sentiero dei tassi a nostro avviso dovrebbe arrivare in area neutrale, al 2,5%, in autunno, con la possibilità di entrata in territorio restrittivo già entro fine 2022 e un punto di arrivo intorno al 3,5% nel 2023. I rischi sono verso l’alto sia per il 2022, sia per il 2023, con un possibile punto di arrivo per i Fed Funds oltre il 4%.

Ieri, la Job Openings and Labor Turnover Survey ha dato un’ulteriore conferma del boom della domanda di lavoro, con posizioni vacanti in rialzo a 11,5 mln e dimissioni volontarie a 4,5 mln, entrambi record per le rispettive serie, e incrementi diffusi alla maggior parte dei settori. Il rapporto posizioni vacanti/disoccupati tocca così 1,9, e segnala un nuovo aumento dell’eccesso di domanda e della difficoltà delle imprese a reperire e trattenere manodopera, nonostante il trend verso l’alto di salari e benefit.

– Oggi nell’area euro prevediamo un calo delle vendite al dettaglio di -0,5% m/m a marzo, sulla scia dei rincari dei prezzi, della maggiore incertezza e dello spostamento di parte della domanda dai beni verso i servizi. In calendario anche le stime finali dei PMI dei servizi di aprile. In Italia, il PMI servizi è visto salire a 54 da 52,1 di marzo, sostenuto dal recupero postpandemico dell’attività. Questa mattina in Germania i dati destagionalizzati e corretti per gli effetti del calendario sul commercio internazionale di marzo hanno evidenziato un calo delle esportazioni (-3,3% m/m) ed una crescita delle importazioni (+3,4% m/m). Il saldo commerciale è risultato pari a 3,2 mld (in termini destagionalizzati) in marzo, da 11,1 mld a febbraio.

Ieri nell’Eurozona il PPI è cresciuto di ben 5,3% m/m a marzo, in accelerazione da 1,1% precedente: è il rialzo mensile più ampio mai registrato, che ha spinto l’inflazione dei prezzi alla produzione ad un record di 36,8% a/a (da 31,5% precedente). Nei prossimi mesi vediamo un graduale ridimensionamento della crescita dei costi ma le pressioni a monte della filiera produttiva dovrebbero comunque confermarsi robuste. Il tasso di disoccupazione è calato al 6,8% a marzo dopo che il dato di febbraio è stato rivisto verso l’alto di un decimo al 6,9%. I dati di marzo probabilmente non riflettono ancora l’impatto del conflitto in Ucraina; le indagini congiunturali sembrano confermare una buona tenuta del mercato del lavoro; non possiamo escludere dei riflessi nei prossimi mesi ma riteniamo che l’impatto risulterà complessivamente modesto. In Germania ad aprile il tasso dei senza lavoro è rimasto stabile al 5%.

Un nuovo segnale a favore di un possibile rialzo dei tassi BCE a luglio è stato lanciato da Isabel Schnabel in un’intervista a Handelsblatt. Secondo Schnabel, la BCE sarà nelle condizioni di sospendere gli acquisti netti APP già a fine giugno e “un rialzo dei tassi a luglio è possibile”. Riguardo alla velocità e all’estensione dei rialzi, Schnabel ha detto che il consiglio non ha ancora discusso la questione di dove si collochi il livello di neutralità dei tassi ufficiali. Nulla di nuovo riguardo agli strumenti che la BCE può dispiegare per contrastare un’eventuale frammentazione del mercato: la prima linea di difesa in caso di “movimenti non giustificati dai fondamentali” è costituita dai reinvestimenti PEPP; la seconda, da strumenti ad hoc che saranno disegnati in base alle necessità specifiche.

Fonte: BondWorld.it


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