Intesa SanPaolo Flash Macro Daily

Intesa Sanpaolo : Stati Uniti, oggi sul fronte dei dati dominerà l’employment report di ottobre

Intesa Sanpaolo – Negli Stati Uniti, oggi sul fronte dei dati dominerà l’employment report di ottobre. La dinamica degli occupati non agricoli dovrebbe accelerare, a 450 mila da 194 mila di settembre.

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Benché gli indicatori di attività siano in territorio ampiamente espansivo, le indagini di ottobre hanno registrato un rallentamento della crescita di occupazione nei servizi, mentre i segnali di eccesso di domanda restano su livelli record. Negli ultimi mesi la componente dell’istruzione pubblica è stata estremamente volatile per problemi di destagionalizzazione e potrebbe spingere verso l’alto il dato di ottobre, dopo l’ampio calo di settembre. Tuttavia, la difficoltà a reperire manodopera, sia nell’istruzione sia nella maggior parte dei servizi, dovrebbe continuare a frenare la crescita dell’occupazione in tutti i settori. Il tasso di disoccupazione è previsto in calo di un decimo a 4,7%, in parte sulla scia della quasi[1]stagnazione della forza lavoro. I salari orari dovrebbero aumentare di 0,4% m/m (4,9% a/a): questo è forse il dato principale da seguire, disaggregando la variazione per settore, come indicatore della scarsità di offerta. Sono in corso scioperi per il rinnovo di diversi contratti (auto, istruzione), un nuovo trend che testimonia le tensioni sul mercato del lavoro.

Oggi, dopo il lungo iter negoziale interno al partito democratico, la Camera potrebbe finalmente votare il pacchetto per le infrastrutture e il Build Back Better Act. Se approvati, il primo potrà andare alla firma del presidente domani (essendo già stato votato al Senato), mentre il secondo dovrà passare alla discussione in Senato, dove ci saranno probabilmente ulteriori modifiche.

Ieri, la bilancia commerciale di settembre ha registrato un significativo ampliamento del deficit a -80,9 mld, dovuto al (temporaneo) calo delle esportazioni causato dagli effetti degli uragani sul settore energetico. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione si sono mantenute sul trend verso il basso in atto dalla primavera, scendendo a 269 mila a fine ottobre. Il calo dei sussidi è in parte attribuibile a minori licenziamenti in alcuni settori e non implica necessariamente maggiori assunzioni.

– Ieri la riunione dell’OPEC+ si è conclusa, come previsto, con la decisione di incrementare la produzione di greggio di 400 mila barili al giorno a partire da dicembre nonostante la richiesta statunitense per un aumento di entità superiore.

– La Bank of England ha lasciato I tassi ufficiali invariati a 0,1% (con 2 voti contrari) e ha confermato a GBP 895 miliardi l’obiettivo per il programma di acquisti di titoli (in questo caso, con 3 voti contrari). La Banca centrale avvisa però che “sarà necessario nei prossimi mesi aumentare il Bank Rate per riportare l’inflazione CPI in modo sostenibile all’obiettivo del 2%”.

– Questa mattina in Germania la produzione industriale ha registrato un nuovo calo di -1,1% m/m a settembre; il dato di agosto è stato rivisto al rialzo (da -4% a -3,5% m/m). Rispetto a febbraio 2020 l’output risulta più basso di -9,5% (dato destagionalizzato e corretto per gli effetti del calendario). Il forte calo è imputabile alla persistenza di strozzature nelle filiere produttive. Nel manifatturiero la flessione è più ampia (-1,5% m/m), ed è dovuta soprattutto ai beni di investimento (-2,8% m/m).

In mattinata, sarà diffuso anche il dato di settembre sull’output industriale in Francia, visto correggere di -0,2% m/m dopo il rimbalzo registrato ad agosto. In calendario anche le vendite al dettaglio di settembre in Italia e nel complesso dell’Eurozona dove, alla luce dei dati nazionali già pubblicati, prevediamo una flessione di -0,5% m/m.

Ieri in area euro le stime finali dei PMI di ottobre hanno subito una revisione al ribasso dell’indice relativo ai servizi (54,6 da 54,7). La limatura non è però sintesi di una correzione per le stime preliminari in Francia e Germania ma dei cali registrati in Italia (52,4 da 55,5) e Spagna (56,6 da 56,9). Le indagini sono coerenti con un rallentamento della ripresa nel 4° trimestre, su ritmi di poco superiori allo 0,5% t/t. Nell’eurozona l’accelerazione dei prezzi alla produzione nell’industria a settembre (+2,7% m/m, +16% a/a) conferma la presenza di forti pressioni inflattive a monte della catena produttiva, ancora trainate da energia e beni intermedi.

Oggi, a mercati chiusi, Moody’s si pronuncia sul rating del debito sovrano dell’Italia, e Fitch su quello della Francia. Per l’Italia, l’attuale rating è “Baa3” con outlook stabile; il pronunciamento arriva dopo che DBRS venerdì scorso e S&P il 22 ottobre hanno migliorato entrambe l’outlook sul debito italiano (da negativo a stabile, e da stabile a positivo, rispettivamente).

Ieri in Portogallo il Presidente Rebelo de Sousa ha annunciato lo scioglimento del Parlamento e indetto elezioni anticipate per il 30 gennaio del prossimo anno dopo la bocciatura, da parte dell’assemblea, della scorsa settimana della legge di bilancio per il 2022.

– In Giappone, i consumi delle famiglie di settembre in termini reali hanno registrato una variazione di -1,9% a/a, dopo -3% a/a di agosto, e di 5% m/m, primo rialzo da marzo, con variazioni positive diffuse (inclusi i servizi ricreativi), grazie al netto miglioramento del quadro pandemico. I nuovi casi giornalieri in media nell’ultima settimana sono scesi a 806, sui minimi da novembre 2020.

Fonte: BondWorld.it


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