Intesa Sanpaolo – Gli Stati Uniti stanno preparando nuove sanzioni contro circa 400 individui in Russia, fra cui 328 membri della Duma. L’annuncio delle nuove sanzioni dovrebbe arrivare domani ed essere coordinato con l’UE e il G-7.
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– Oggi nell’area euro è in calendario il dato preliminare di marzo sulla fiducia dei consumatori diffuso dalla commissione europea: il conflitto in Ucraina e lo shock sui prezzi dovrebbero causare un brusco calo a -13,5 da un precedente -8,8, riportando l’indice al di sotto della media di lungo periodo. Negli ultimi mesi la fiducia delle famiglie è risultata più volatile di quella delle imprese.
Ieri i dati di gennaio hanno registrato un aumento della produzione nelle costruzioni nell’eurozona, di 3,9% m/m (4,1% a/a). I dati sull’edilizia sono tipicamente volatili e soggetti alle condizioni meteo (particolarmente favorevoli a gennaio); in ogni caso, il dato lascia l’output in rotta per un’espansione anche nel 1° trimestre. Nello stesso mese il saldo delle partite correnti ha registrato un surplus di 23 miliardi di euro, stabile rispetto al mese precedente. Nel mese l’avanzo si è ampliato nei beni (14 miliardi da 11 di dicembre) e ridimensionato nei servizi (16 miliardi da 18). Tuttavia, già a partire da febbraio, il saldo corrente dovrebbe deteriorarsi significativamente per effetto dei rincari dei prodotti energetici importati.
Secondo Villeroy de Galhau (Banque de France), la BCE deve “continuare con la graduale normalizzazione della politica monetaria per mantenere ancorate le aspettative di inflazione – è davvero il momento di togliere il piede dall’acceleratore dell’inflazione”; però “dovremmo concentrarci di più sull’inflazione core e sul medio termine”, senza reagire “eccessivamente” alla volatilità a breve termine dei prezzi energetici. Per il governatore di Banque de France, Next Generation EU deve accelerare sulla transizione energetica, e in più si dovrà mobilizzare nella stessa direzione l’eccesso di risparmio privato. Intanto, la BCE ha quasi completato la riduzione degli acquisti netti al livello target indicato per il mese di aprile (10 miliardi di acquisti netti APP), post chiusura PEPP: la media degli acquisti netti PEPP delle ultime 4 settimane è scesa a 6,1 miliardi, mentre gli acquisti netti totali sono stati pari a 10,6 miliardi (media 4 settimane: 9 miliardi).
– Negli Stati Uniti, oggi l’attenzione sarà di nuovo sulla Fed, con i discorsi di Powell, Daly, Mester e Bullard. Il messaggio della banca centrale dovrebbe rimanere inequivocabilmente hawkish. Le vendite di case nuove di febbraio sono attese in rialzo a 815 mila da 801 mila di gennaio. Il settore immobiliare residenziale nei prossimi mesi sarà frenato non solo dai prezzi elevati e dall’eccesso di domanda, ma anche dai rialzi dei tassi sui mutui, già raddoppiati rispetto a un anno fa. agli effetti degli aumenti dei tassi ufficiali, si sommerà l’impatto della riduzione del portafoglio di MBS detenuto dalla Fed quando inizierà la svolta sul bilancio, probabilmente a maggio o giugno.
Ieri, gli USA e il Regno Unito hanno siglato un accordo per rimuovere i dazi USA su acciaio e alluminio inglese e quelli inglesi su alcuni prodotti americani. Dalla Fed, Bullard (St Louis Fed) ha ripetuto la sua opinione a favore di rialzi “aggressivi” dei tassi e di un raggiungimento rapido almeno del livello neutrale. A suo avviso, la Fed non può attendere la risoluzione dei rischi geopolitici e, in questo scenario, rialzi di 50 pb sarebbero chiaramente parte del sentiero dei tassi. Mester (Cleveland Fed) ha affermato che l’inflazione è la sfida principale per l’economia e che la Fed abbia molti rialzi da fare. A suo avviso, i Fed Funds a fine anno dovrebbero raggiungere il livello di più lungo termine (2,5%) e salire ulteriormente nel 2023. Secondo Mester, l’obiettivo della politica monetaria deve essere ridurre la domanda e in questa fase i rischi sull’inflazione causati dalla guerra in Ucraina dominano su quelli di riduzione della crescita. La Dallas Fed ha pubblicato un’analisi secondo cui, in caso di blocco delle esportazioni di petrolio e gas dalla Russia, l’economia globale entrerebbe in una recessione più duratura di quella del 1991 a causa di aumenti significativi e prolungati del prezzo del petrolio, necessari a ridurre l’eccesso di domanda di greggio.
Fonte: BondWorld.it
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