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Invesco : Fed più prudente, Europa e Giappone rafforzano il quadro ciclico

Invesco : Il rapporto mensile sullo stato del mercato del lavoro americano ha descritto una fase piuttosto stagnante in cui il numero di nuovi posti di lavoro risulta minore delle attese degli economisti, mentre il tasso di disoccupazione rimane stabile a causa principalmente di una restrizione nella partecipazione al mercato.

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A cura di Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco


La crescita di 57 mila unità e la revisione al ribasso dei mesi precedenti, ha ridotto la probabilità di un possibile surriscaldamento dell’economia. Il numero medio di ore lavorate a settimane è diminuito, anticipando condizioni stabili su pressioni salariali ed inflazione core.

Al simposio di Sintra i commenti del presidente Warsh hanno sottolineato un approccio meno restrittivo rispetto a quanto il mercato aveva percepito alla prima riunione Fed da lui presieduta. Il riferimento all’obiettivo di piena occupazione è stato più marcato, bilanciando un messaggio che era stato fortemente incentrato alla stabilità dei prezzi. Le prospettive di rialzo dei tassi Fed a settembre sono state dimezzate dal mercato, tornando a scontare un atteggiamento attendista nella politica monetaria americana.

La presidentessa Lagarde ha difeso il recente rialzo dei tassi definendolo come un passo strategico piuttosto che un taglio preventivo. I dati preliminari di inflazione nella Zona Euro hanno sorpreso al ribasso, mostrando già un’inversione di tendenza nell’impulso dei costi energetici. Elementi di tensione sui prezzi rimangono comunque da monitorare, con l’inflazione core al 2.5% headline vicina al 3% ed un miglioramento nella spinta ciclica, soprattutto in Germania, un ulteriore aumento dei tassi BCE a settembre rimane plausibile anche se prende quota l’ipotesi che il taglio di giugno possa rimanere isolato.

I tassi a breve termine sono scesi e le curve dei tassi si sono irripidite, accompagnate da un continuo ribasso nel prezzo del petrolio. Le dinamiche sul mercato valutario legate ad un aggiustamento dei termini di scambio si sono quindi invertite rispetto al momento di tensione geopolitica in Iran. La valutazione del dollaro americano, supportata prima dall’essere un esportatore netto di petrolio, è tornata sotto pressione e la cosiddetta “debasement trade” è tornata in focus. Una configurazione maggiormente incerta sul trend del dollaro crea un supporto fondamentale alle quotazioni di oro e valute dei paesi emergenti. Sia sul fronte dei mercati azionari che delle obbligazioni in valuta locale, i mercati emergenti tornano a beneficiare di un flusso d’investimenti positivo.

Le condizioni cicliche in Europa continuano a migliorare sia sul fronte della fiducia dei consumatori che del sentiment di imprese ed investitori. I recenti dati economici tendono a sorprendere in positivo il consenso di mercato e la nuova legge di bilancio in Germania conferma la credibilità della politica fiscale espansiva del cancelliere Mertz. Allo stesso modo in Giappone, una strategia attendista della BOJ, un netto miglioramento nella fiducia delle imprese ed una politica fiscale espansiva, creano condizioni cicliche molto supportive nella capacità delle aziende di aumentare i margini di profitto. I mercati azionari di Europa e Giappone si confermano alternative altamente competitive sui mercati globali, soprattutto in una fase segnata da rischi di concentrazione e debolezza del fattore momentum negli Stati Uniti.

Fonte: InvestmentWorld.it


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