BUSSOLA

Investment Update gennaio 2011

Ridotto il rischio legato alla durata residua delle obbligazioni, invariato il sovrappeso della quota azionaria…

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Investment Update gennaio 2011 Swisscanto

Il trend ribassista dei tassi di interesse dovrebbe essersi per il momento esaurito. Nei titoli di Stato tripla A a lunga scadenza si cela il rischio di bassi rendimenti reali e di flessioni dei prezzi nel medio termine. Le azioni sono ancora sottovalute e vengono mantenute in sovrappeso.

Dopo anni di continui movimenti al ribasso il trend dei tassi di interesse dei titoli di Stato ad alto rating dovrebbe essere giunto ad una svolta. Per questo implementiamo nei portafogli obbligazionari una duration leggermente inferiore alla media rispetto ai benchmark e contemporaneamente riduciamo in maniera marginale la quota degli investimenti nell’asset allocation. Sul segmento a più lungo termine della curva i tassi potranno muoversi al rialzo non solo per effetto di un miglioramento (delle previsioni) della congiuntura, bensì anche in considerazione del fatto che il rischio di credito dei migliori emittenti stessi è destinato ad aumentare nel caso in cui gli Stati meno meritevoli di credito debbano attingere a quote sempre più elevate di aiuti finanziari. A ciò si aggiunge negli Stati Uniti il bilancio gonfiato della banca centrale – una situazione pericolosa nel lungo termine. L’America è l’unico paese al mondo che continua a premere sull’acceleratore della politica monetaria e fiscale. Un dollaro USA debole e tassi d’inflazione in crescita nel lungo termine vengono accettati come “danni collaterali”. Gli investimenti in titoli di Stato tripla A costituiscono attualmente impieghi ad alto rischio se si considerano i rendimenti futuri corretti per l’inflazione. Ciò vale in particolar modo anche per i titoli obbligazionari dei paesi che versano in situazioni critiche in Europa, relativamente ai quali ci manteniamo per il momento fortemente sottopesati.

Continuiamo invece a guardare con fiducia alle obbligazioni aziendali, e tra queste anche a quelle appartenenti al segmento high yield.

Dalle stime di consenso emerge attualmente un forte scetticismo nei confronti dei paesi periferici d’Europa, mentre è evidente una preferenza verso gli investimenti nei paesi emergenti, che mostrano attualmente una situazione fiscale nel complesso sostanzialmente migliore di quella che caratterizza i paesi industrializzati. Preoccupa tuttavia che non “approfittino dell’occasione” per generare avanzi primari e rafforzare le riserve. Con il prossimo rallentamento della dinamica la situazione fiscale dei paesi emergenti andrà pertanto incontro a un significativo deterioramento. Non è quindi tutto così fantastico come sembra. Per questo nel 2011 gli investitori – presi dall’euforia per i mercati emergenti – non dovrebbero dimenticare le quotazioni favorevoli dei titoli azionari europei.

I recenti apprezzamenti delle quotazioni hanno ulteriormente incrementato una quota azionaria già in sovrappeso, che adegueremo ai movimenti del mercato. Tenuto conto delle previsioni di utile, le azioni sono sottovalutate rispetto ai titoli di Stato. A fine novembre il mercato azionario mondiale MSCI presentava sulla base degli utili tendenziali una sottovalutazione del 18%.

Dopo l’attuale fase di slancio dei mercati azionari un moderato rialzo dei tassi di interesse non comprometterebbe ancora, a nostro avviso, la situazione. Il nodo finora irrisolto della crisi in Eurolandia ci trattiene dal rafforzare ulteriormente il sovrappeso della componente azionaria.

Oltre che nel mercato azionario europeo ravvisiamo buone opportunità in Giappone e negli USA. Stando alla valutazione di mercato, alla qualità dei bilanci e alle previsioni di utile, ci aspettiamo ulteriori acquisizioni societarie, riacquisti di azioni e un incremento dei dividendi. Privilegiamo sempre i comparti ciclici a scapito delle imprese più difensive e favoriamo le società a piccola capitalizzazione rispetto alla grande capitalizzazione in tutti i mercati. Sul piano settoriale privilegiamo l’industria dei beni di investimento rispetto a quella dei beni di consumo e le banche rispetto alle assicurazioni. Riduciamo l’esposizione sul settore farmaceutico, ma non il peso relativo dei titoli biotecnologici e rafforziamo le posizioni nel comparto dei semiconduttori.

Sul fronte delle valute manteniamo sottopesati franco svizzero, euro e yen a vantaggio delle due commodity currency CAD e AUD oltre che della corona svedese (SEK). La sterlina è nettamente sottovalutata.

Fonte: BONDWorld.it


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