Investment World : Nel corso del mese di marzo il quadro macroeconomico generale non ha subito dei cambiamenti sostanziali. L’economia americana ha confermato la sua forza, con le vendite al dettaglio che hanno registrato un incremento dello 0,7% m/m (contro alle attese a +0,4%).
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La spesa dei consumatori nel 1° trimestre è rimasta pertanto consistente, mentre il mercato del lavoro non ha fornito alcun segnale di cedimento. Anche i dati dell’inflazione USA si sono rivelati superiori alle attese.
A marzo, infatti, il CPI è aumentato dello 0,4% m/m e del 3,5% a/a. Le attese erano per una crescita dello 0,3% e del 3,4%. Anche il dato core è salito più del previsto: dello 0,4% m/m e del 3,8% a/a (le stime si attestavano rispettivamente allo 0,3% e 3,7%). In virtù di questi dati è probabile che la Fed mantenga i tassi elevati più a lungo del previsto.
Dai verbali dell’ultimo meeting della Fed è infatti emerso che diversi banchieri centrali hanno sostenuto la necessità di mantenere i tassi sui livelli attuali fino a quando il livello di inflazione non scenderà in modo consistente. Secondo il CME FedWatch Tool, il mercato assegna solo una probabilità del 20% di un taglio dei tassi nel mese di Giugno e del 45% a Luglio.
BTP FUTURE
Il Btp future ha subito una rapida correzione ed è sceso verso i 116,60 punti. La situazione tecnica di breve periodo rimane quindi precaria, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione ribassista. Solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target a quota 116,20-116,15 punti) e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà infatti necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un rimbalzo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo in area 119-119,05 e una seconda barriera a ridosso dei 119,50 punti.
BUND FUTURE
Anche il quadro tecnico del Bund future si è indebolito: il cedimento del sostegno posto a quota 131 potrebbe innescare un’ulteriore flessione, con un primo obiettivo in area 130,20-130,15.
T-bond FUTURE
Segnali negativi sono arrivati anche dal T-bond future che ha arrestato la sua discesa soltanto a quota 113,10 punti (facendo in questo modo registrare i minimi degli ultimi 4 mesi): la tendenza di breve termine è quindi ribassista ed è difficile per adesso ipotizzare il ritorno al di sopra della solida barriera grafica posta in area 118,30-118,50 punti. La discesa delle quotazioni ha spinto i rendimenti dell’obbligazionario Usa a 10 anni oltre il 4,65%.

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Fonte: Investment World
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