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IPC debole nell’Eurozona

Economia brasiliana impantanata…..


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Analisi di : Swissquote

Stando al sondaggio economico settimanale più recente della BCB (nelle ultime settimane, le previsioni medie erano rimaste piuttosto stabili), nel 2015 l’economia brasiliana si dovrebbe essere contratta del 3,71%. Tuttavia, la crescita del PIL per il 2016 continua a essere rivista sistematicamente al ribasso, settimana dopo settimana, con il paese paralizzato dal processo per impeachment e dal fallimento del governo nel far approvare le tanto necessarie misure d’austerità.

Il fondo dell’economia brasiliana è stato rivisto al ribasso per tutto il 2015, anno in cui il caos politico ha toccato proporzioni inaspettate, raggiungendo il culmine con l’avvio del processo per impeachment e le dimissioni di Joachim Levy. Crediamo che la situazione continuerà a essere fonte di preoccupazione nella prima metà del 2016, perché ci vorrà del tempo per sbrogliare la situazione. Ieri a San Paolo la coppia USD/BRL ha chiuso sopra il livello a 4,00, nonostante l’inaspettato crollo delle importazioni registrato a dicembre. Le importazioni sono ammontate a 10,5 mld di USD rispetto agli 11,2 mld previsti e ai 12,6 mld di novembre, e anche le esportazioni sono risultate lievemente inferiori alle attese, pari a 17,3 miliardi di USD a fronte dei 16,8 mld delle previsioni medie. Nel complesso, il surplus commerciale è ammontato a 6,24 mld di USD rispetto ai 6 miliardi previsti, in rialzo di 1,2 miliardi di USD a novembre. La pressione sul real dovrebbe rimanere elevata finché persisterà l’incertezza, esacerbata dalla crisi politica.

Delude l’IPC dell’Eurozona (di Yann Quelenn)

Draghi ha annunciato che farà “tutto il possibile” per far salire l’inflazione dell’Eurozona verso l’obiettivo prefissato. Per il 2016, la BCE prevede che l’inflazione media raggiungerà l’1%, e l’1,6% nel 2017. All’ultima riunione del 3 dicembre, si è deciso di abbassare il tasso sui depositi di 10 punti base, portandolo al -0,3%, nel tentativo di indebolire la moneta unica per stimolare attraverso le esportazioni la crescita economica complessiva. Inoltre, la banca centrale ha dichiarato che i prezzi bassi delle materie prime continueranno a sostenere il reddito disponibile delle famiglie e a spingere i consumi privati. Riteniamo, però, che la BCE sia troppo ottimista, l’IPC core (esclusi i prezzi dell’energia) di dicembre pubblicato stamattina ha, infatti, deluso le attese, attestandosi allo 0,9% a/a, cifra molto inferiore all’obiettivo perseguito dalla banca. Se ci fosse un aumento dei prezzi del petrolio, rimarremmo comunque poco convinti della validità di questa teoria; ecco perché, a nostro avviso, quest’anno ci sarà un ulteriore aumento della portata del QE. In un’ottica di medio termine, rimaniamo ribassisti sulla moneta unica.

Fonte: BONDWorld.it


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