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Italia: a marzo in calo la fiducia delle imprese ma sale il morale delle famiglie

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A marzo, la fiducia delle imprese è calata dopo l’aumento di febbraio, mentre il morale dei consumatori è salito dopo il marginale incremento del mese scorso….…

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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


Il calo della fiducia delle imprese appare “fisiologico” dopo i massimi decennali registrati di recente, ed è in linea con quanto registrato nello stesso mese negli altri principali Paesi dell’eurozona. Più sorprendente il miglioramento della fiducia delle famiglie. Ad oggi, è difficile dire quanto l’esito elettorale abbia influito sulle indagini di marzo; tuttavia, la salita registrata dal morale delle famiglie in qualche modo smentisce almeno per ora i timori di un effetto negativo sulla fiducia degli operatori economici. A nostro avviso, i dati non cambiano in misura rilevante le prospettive per il ciclo. Continuiamo a ritenere che l’espansione dell’attività economica possa continuare nella prima metà del 2018, a ritmi di 0,30,4% ovvero in linea con quelli del secondo semestre 2017. Per l’intero 2018, confermiamo la nostra stima di una espansione pari all’1,3% in media d’anno; su tale stima non sembrano sussistere a nostro avviso particolari rischi al ribasso. Tuttavia, permane maggiore incertezza sull’evoluzione del ciclo in prospettiva 2019, che dipenderà in misura cruciale dagli sviluppi politici.

– A marzo, la fiducia delle imprese è calata dopo l’aumento di febbraio, mentre il morale dei consumatori è salito dopo il marginale incremento del mese scorso.

– L’indice composito di fiducia delle imprese diffuso dall’Istat è calato a 106 a marzo dopo il 108,5 di febbraio. In pratica, l’indice è tornato in prossimità dei livelli di gennaio dopo il recupero registrato il mese scorso.

– Il morale delle aziende è diminuito sia nei servizi che nell’industria, mentre è rimasto stabile nel commercio al dettaglio (dopo il calo dei primi due mesi dell’anno). Nelle costruzioni, la fiducia delle imprese è salita a 132,6 da 132 precedente, raggiungendo un nuovo massimo da quasi 10 anni.

– Nel settore manifatturiero il clima di fiducia è tornato a calare (dopo il rimbalzo di febbraio), a 109,1 da 110,4. Il peggioramento è dovuto alle valutazioni correnti delle imprese sia sulla produzione che sugli ordini (soprattutto sul mercato interno); peraltro, tali indici avevano toccato nel mese di febbraio dei massimi pluriennali. Le attese sono rimaste invariate per quanto riguarda le commesse e sono risultate solo lievemente meno ottimistiche del mese scorso per ciò che concerne l’output. Le aspettative delle imprese sull’economia sono tornate a calare dopo il rimbalzo temporaneo di febbraio (ai minimi dallo scorso agosto, anche se il livello resta più che espansivo). Le intenzioni di assunzione sono invariate (su livelli record).

– La fiducia dei consumatori secondo l’indagine Istat è salita a marzo, a 117,5 dopo il marginale incremento a 115,7 visto il mese prima.

  1. Il dettaglio dell’indagine è uniformemente positivo in quanto mostra un miglioramento sia della condizione personale degli intervistati che del clima economico nazionale, e sia delle aspettative per il futuro che della situazione corrente delle famiglie.
  2. Le preoccupazioni delle famiglie sulla disoccupazione sono tornate a diminuire dopo l’aumento registrato nei primi due mesi dell’anno.
  3. Gli intervistati sono più ottimisti sulla situazione economica corrente e attesa della famiglia, sui bilanci famigliari e sulle opportunità sia correnti che attese di risparmio. Per il secondo mese, migliorano i giudizi, ma peggiorano (lievemente) le attese, sulla situazione economica dell’Italia.
  4. Infine, è calata per il secondo mese l’inflazione sia percepita che attesa dalle famiglie (rispettivamente da 0,3 a -4,4 e da -1,9 a -8,9).

– In sintesi, i dati sulla fiducia di imprese e famiglie a marzo sono risultati misti. Il calo del morale delle imprese appare in qualche modo “fisiologico” dopo i massimi decennali registrati di recente, e risulta in linea con quanto registrato nello stesso mese negli altri principali Paesi dell’eurozona. Più sorprendente il miglioramento della fiducia delle famiglie. Ad oggi, è difficile dire quanto l’esito elettorale abbia influito sulle indagini di marzo; tuttavia, la salita registrata dal morale delle famiglie in qualche modo smentisce almeno per ora i timori di un effetto negativo sulla fiducia degli operatori economici.

– A nostro avviso, i dati non cambiano in misura rilevante le prospettive per il ciclo. Continuiamo a ritenere che l’espansione dell’attività economica possa continuare nella prima metà del 2018, a ritmi di 0,3-0,4% ovvero in linea con quelli del secondo semestre 2017. 

– Per l’intero 2018, confermiamo la nostra stima di una espansione pari all’1,3% in media d’anno; su tale stima non sembrano sussistere a nostro avviso particolari rischi al ribasso. Tuttavia, permane maggiore incertezza sull’evoluzione del ciclo in prospettiva 2019: il nostro scenario di base vede una crescita del PIL dell’1,2%, ma il risultato dipenderà in misura cruciale dagli sviluppi politici, con le conseguenze che ne deriveranno sulle scelte di politica fiscale.

Fonte : BondWorld.it


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