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Italia: a novembre lieve calo per la fiducia sia dei consumatori che delle imprese

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– La fiducia dei consumatori, dopo il trend di calo costante evidenziato per tutto il 2016, è risultata poco variata a novembre, a 107,9 da 108 di ottobre………


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Commento di Paolo Mameli, Senior Economist – Macroeconomics and Fixed Income Research Department di Intesa Sanpaolo 


Si tratta di un minimo degli ultimi 16 mesi ma il livello dell’indice resta significativamente superiore alla media storica sia degli ultimi 5 o 10 anni (99,1 e 98,9 rispettivamente) che di lungo termine (102,1).

– Al contrario che a ottobre, si nota un recupero delle valutazioni delle famiglie sulla propria situazione economica (a 101,3 da 100,5 precedente) e dei giudizi correnti (a 103,7 da 102,8). Il clima economico generale è risultato poco variato (a 127,2, dopo essere rimbalzato significativamente a 127,3 il mese scorso). Le aspettative per il futuro sono tornate a calare (dopo essere migliorate nei due mesi precedenti), a 113,7 da 114,3 di ottobre.

– Sono migliorate, sia pure in misura contenuta, le aspettative sulla disoccupazione (a 28 da 31 precedente; è il dato migliore dallo scorso maggio).

– Le famiglie riportano (come già il mese scorso) un miglioramento della situazione economica personale sia corrente che attesa, ma un lieve deterioramento del bilancio famigliare (ma il dato di ottobre era un massimo da quasi 8 anni). Le opportunità attuali di risparmio rimbalzano a 103 dopo essere crollate a 96 il mese scorso (si trattava di un minimo da oltre 11 anni); viceversa, le possibilità attese di risparmiare in futuro sono tornate a calare a -38 da -35 precedente. Le opportunità attuali legate all’acquisto di beni durevoli sono salite marginalmente da -55 a -54.

– Sia l’inflazione percepita dalle famiglie nell’ultimo anno che quella attesa per i prossimi 12 mesi sono calate per il secondo mese (a -34 da -30 e a -28 da -25, rispettivamente).

– L’indice composito di fiducia delle imprese diffuso dall’Istat è calato marginalmente a 101,4 a novembre dopo essere salito nei due mesi precedenti (il dato di ottobre è stato rivisto al ribasso a 101,7 da 102,4 della prima lettura).

– Specularmente rispetto al mese precedente, il calo è diffuso a tutte le componenti con l’eccezione del commercio (il relativo indice sale da 101,6 a 106,5, toccando un massimo nell’anno). Nelle costruzioni il morale delle imprese ha corretto a 124,2 da 125,8, ma rimane su livelli ben superiori alla media storica. La fiducia è calata anche nei servizi (a 105,2 da 106,6 precedente) e nel manifatturiero (a 102 da 102,9). In ogni caso, in tutti i principali settori il livello del morale delle imprese è superiore alla media degli ultimi 5 o 10 anni (particolarmente nelle costruzioni).

– Nel manifatturiero, la correzione è dovuta alle valutazioni correnti su produzione (a -9 da -7 di ottobre) e ordini (a -14 da -11; la flessione è più pronunciata per le commesse dall’estero che non per quelle dall’interno, che restano vicine al massimo da 8 anni e mezzo toccato a ottobre). Viceversa, le aspettative per il futuro sono più ottimistiche in merito sia all’output (a 10 da 9) che agli ordinativi (a 12 da 11). Le scorte restano invariate su livelli giudicati “superiori alla norma” (per trovare un valore più elevato del relativo indice occorre risalire a maggio 2012), il che ceteris paribus è un segnale negativo per la produzione futura. Da notare che le aziende tornano ad aspettarsi un deterioramento del clima economico generale (a -1, dopo il massimo da 7 mesi a +2 toccato il mese scorso) ma mantengono intenzioni di espandere gli organici (su massimi pluriennali); ciò potrebbe essere un segnale del fatto che le imprese intendono sfruttare

gli ultimi mesi dell’anno per approfittare del taglio contributivo generalizzato sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato in scadenza a fine 2016. Infine, ancora specularmente rispetto a quanto accaduto a ottobre, si nota un peggioramento della fiducia delle imprese manifatturiere che producono beni strumentali e intermedi (a 107 da 109,9 e a 99,5 da 100,1, rispettivamente), mentre le aziende operanti nel settore dei beni di consumo registrano un rimbalzo del morale dopo tre mesi di calo (a 100,1 da 99,3, che rappresentava un minimo da gennaio 2015). Da notare anche che la fiducia risulta poco variata nel Nord Ovest e nel Centro Italia mentre peggiora sensibilmente nel Nord Est e nel Sud (dove tocca un minimo da 2 anni e mezzo).

– In sintesi, i dati sono risultati lievemente inferiori alle aspettative ma non cambiano di molto il quadro congiunturale. Per la fiducia delle imprese si tratta di una (modesta) correzione dopo due mesi di aumento: la business confidence si è mossa lateralmente quest’anno e pare alla ricerca di un trend; l’impatto delle misure contenute nella Legge di Bilancio, che sembrava aver avuto un ruolo nel miglioramento del morale delle imprese registrato a ottobre, non sembra essere stato persistente. D’altro canto, si nota qualche segnale più confortante dal lato dei consumatori (dopo il trend negativo visto per quasi tutto l’anno): la fiducia delle famiglie risulta poco variata e si registra un rimbalzo del morale delle imprese operanti nel settore del commercio (e tra le aziende manifatturiere che producono beni di consumo).

– In prospettiva, i dati sono coerenti con la nostra stima di un PIL ancora in crescita a fine anno, sia pure su ritmi più blandi (0,1% t/t) dopo l’incoraggiante 0,3% t/t visto in estate. Ciò è in linea con la nostra previsione di un PIL 2016 in aumento di 0,8% (anzi i rischi sembrano verso l’alto).

Fonte : BondWorld.it


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