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Italia – Disoccupazione in deciso calo a febbraio, ma tra luci e ombre

– Il tasso di disoccupazione è calato all’11,5% a febbraio, da 11,8% di gennaio (rivisto al ribasso di un decimo rispetto alla stima di un mese fa)……


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo


Si tratta di un minimo dallo scorso mese di agosto (il picco era stato il 13% toccato a novembre del 2014). Ci aspettavamo una discesa, mentre il consenso si attendeva un tasso di disoccupazione invariato.

– Nel mese, il calo dei senza-lavoro non è dovuto a un aumento degli occupati (cresciuti di appena 8 mila unità dopo le 24 mila di gennaio) ma alla risalita degli inattivi (+51 mila unità dopo le -23 mila di gennaio); peraltro, l’aumento del tasso di inattività (a 34,8%) non è che un rimbalzo dal minimo storico di 34,6% toccato il mese precedente.

– Da notare che il calo dei disoccupati è avvenuto all’incirca in egual misura tra uomini e donne, ma tra i primi è stato dovuto alla crescita degli inattivi (in presenza di una flessione degli occupati), mentre tra le donne gli occupati sono saliti e gli inattivi sono scesi.

– Anche più marcato il calo del tasso di disoccupazione tra i giovani (15-24 anni), a 35,2% da 36,9% (rivisto al ribasso di un punto rispetto alla stima del mese scorso). È un minimo da agosto del 2012 (il massimo era stato raggiunto al 44% tre anni fa). Tuttavia, il calo è dovuto interamente all’aumento degli inattivi (in presenza di occupati stabili), che proprio tra i giovani fanno registrare la crescita più marcata tra le varie classi di età (+38 mila unità).

– In effetti lo spaccato per età non è particolarmente confortante, in quanto mostra che ancora una volta l’occupazione cresce solo tra gli ultracinquantenni (+60 mila unità), mentre cala nelle classi di età centrali (-19 mila tra 25 e 34 anni e -33 mila tra 35 e 49 anni). Anche su base annua l’occupazione è in crescita solo sopra i 50 anni (+4,9%), in presenza di una stabilità tra i giovani e di un calo nei gruppi di età intermedi (-1,1%), anche se tale divergenza si attenua al netto delle variabili demografiche (+3% oltre i 50 anni, +1% tra i 25 e i 49 anni, +0,8% tra i più giovani).

– Al contrario che il mese scorso, a febbraio si registra una flessione dei dipendenti permanenti (-17 mila unità) a fronte di un aumento dei dipendenti a termine (+23 mila unità). Poco variati i lavoratori indipendenti (+2 mila).

– Su base annua, l’occupazione mantiene un trend positivo, accelerando anzi a +294 mila unità (da +232 mila unità a gennaio) ovvero a +1,3% da +1% precedente (tornando dunque a crescere ad una velocità superiore a quella del PIL). Il tasso di occupazione, al 57,5%, è rimasto al massimo storico da quanto sono disponibili le serie..

– In sintesi, il dato sintetico sulla disoccupazione è risultato significativamente migliore del previsto, anche se il dettaglio presenta alcune criticità: 1) come detto il calo dei disoccupati è dovuto all’aumento degli inattivi, soprattutto tra i giovani, che segnala un possibile ritorno dell’effetto-scoraggiamento dopo la risalita della disoccupazione vista nella parte finale del 2016; 2) l’aumento degli occupati continua a riguardare quasi esclusivamente gli ultracinquantenni (il che sembra essere più l’effetto del graduale aumento dell’età pensionabile che non del ciclo economico); 3) nel mese si è verificata una ricomposizione dell’occupazione a vantaggio di quella temporanea e a discapito dei posti di lavoro permanenti.

– Peraltro, un fattore positivo in chiave prospettica è l’aumento delle intenzioni di assunzione, in particolare nell’industria, registrato di recente dalle indagini di fiducia delle imprese (secondo l’indagine Istat, ai massimi da almeno 15 anni a marzo).

– In prospettiva, considerando sia le criticità che gli elementi positivi di cui sopra, stimiamo un tasso di disoccupazione medio nel 2017 all’11,5% ovvero in linea con il livello registrato a febbraio. S tratterebbe di un calo solo lieve rispetto alll’11,7% del 2016 e all’11,9% del 2015.

Fonte : BondWorld.it


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