Italia: famiglie e imprese “credono” nella ripresa

Migliora ancora a marzo la fiducia sia delle famiglie che delle imprese italiane. Da notare che a partire da questo mese l’Istat ha rivisto le serie in base 2010=100 (da un precedente 2005=100)…...


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente. {loadposition notizie}


Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo


 La fiducia dei consumatori è salita per il terzo mese consecutivo, a 110,9 da 104,4 del mese precedente; peraltro, il livello di marzo coincide con la prima stima di febbraio, ora rivista al ribasso. In ogni caso, si tratta di un massimo dal maggio del 2002. Il dato è risultato in linea con le aspettative.

o Anche il dettaglio dell’indagine è confortante, in quanto mostra per il secondo mese consecutivo che il miglioramento è generalizzato e riguarda sia la situazione economica dell’Italia che la condizione personale degli intervistati, sia i giudizi sulla situazione corrente che le attese per il futuro.

o Da notare in particolare che le aspettative delle famiglie sulla disoccupazione sono scese per il quinto mese consecutivo, arrivando in territorio negativo (a -3 da 10). Accanto all’analogo recupero delle intenzioni di assunzione delle imprese e ai segnali visti negli ultimi mesi di ripresa degli occupati, si tratta di una conferma del fatto che il peggio per il mercato del lavoro è alle spalle.

o Gli intervistati segnalano anche un miglioramento della situazione economica delle famiglie, sebbene permanga un ampio gap tra le possibilità attuali e future di risparmio. In aumento anche le opportunità di acquisto di beni durevoli.

o Infine, leggermente meno negativi risultano sia i giudizi che le attese sulla dinamica dei prezzi al consumo. Ciò, in coerenza con i dati di febbraio sul CPI, conferma che i rischi di deflazione sono in diminuzione.

Anche l’indice composito di fiducia delle imprese elaborato dall’Istat è salito in misura significativa per il terzo mese consecutivo a marzo, a 103 da 97,5 (rivisto al rialzo da 94,9 precedente) di febbraio. È il livello più alto dal periodo pre-crisi (dal luglio del 2008). La fiducia è salita in tutti i macro-settori, e particolarmente nei servizi e nelle costruzioni.

o Nel manifatturiero (il settore considerato maggiormente anticipatore dell’attività economica), la fiducia è rimbalzata a 103,7 a marzo da 100,5 (rivisto al rialzo da 99,1 precedente) di febbraio. È un massimo da quasi 4 anni. Il dato ha battuto nettamente le previsioni.

o In miglioramento sia i giudizi che le attese su produzione e ordini (non solo dall’estero ma anche sul mercato domestico). In lieve calo le scorte.

o L’indagine mostra anche un ulteriore recupero per le aspettative sia sull’economia che sull’occupazione.

In sintesi, l’ulteriore miglioramento della fiducia sia delle imprese che delle famiglie conferma che la ripresa dell’economia, sebbene da livelli assai depressi, dovrebbe essere ormai avviata.  Particolarmente confortante l’ulteriore aumento delle attese sull’occupazione, a conferma dei recenti dati sulle nuove assunzioni nei primi mesi dell’anno; sul miglioramento in corso del mercato del lavoro sembrano avere avuto un ruolo decisivo le misure governative. Da notare che a trainare il morale delle imprese non è solo l’industria (che beneficia più direttamente degli shock positivi su prezzo del petrolio e tasso di cambio), ma anche i servizi. Ancor più incoraggiante il rimbalzo della fiducia nelle costruzioni, l’unico comparto che rimaneva su livelli di attività assai depressi.

È vero che nel recente passato il recupero degli indici di fiducia non sempre si è riflesso sui dati reali, fornendo in alcuni casi dei “falsi segnali” circa la ripartenza del ciclo. Tuttavia, questa non appare come l’ennesima “falsa partenza” per l’economia italiana, in quanto sono in miglioramento i “fondamentali” che guidano la domanda: non solo il reddito disponibile delle famiglie (grazie ai tagli fiscali e al risparmio sulla bolletta energetica), ma anche la situazione dal lato delle imprese (risparmi sull’energia, maggiore competitività sui mercati esteri, condizioni finanziarie e di credito più favorevoli, meno vincoli e più incentivi sulle assunzioni).

In sintesi, le indagini confermano rischi verso l’alto sullo scenario di crescita nel 2015. Il PIL, dopo un inizio d’anno probabilmente ancora non brillante, dovrebbe accelerare a 0,3-0,4% t/t nel trimestre primaverile. Si tratterebbe del ritmo di crescita più alto da oltre 4 anni.

Fonte : BondWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.