– A marzo, i prezzi al consumo sono saliti di due decimi su base mensile secondo l’indice nazionale (dopo essere calati di altrettanto il mese precedente)………
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente. {loadposition notizie}
Commento di Paolo Mameli, Senior Economist – Macroeconomics and Fixed Income Research Department di Intesa Sanpaolo
e del 2% m/m in base all’armonizzato Ue (dopo il -0,4% m/m di febbraio). L’ampia differenza tra i due indicatori si spiega col fatto che l’armonizzato tiene conto delle variazioni temporanee di prezzo ovvero in questo caso del “rientro” dei saldi invernali (i listini di abbigliamento e calzature sono saliti di quasi il 30% m/m).
– L’inflazione annua è rimasta in territorio negativo, salendo lievemente sul NIC (a -0,2% da -0,3% di febbraio) e calando marginalmente secondo l’IPCA (a -0,3% da -0,2%). I dati sono risultati di poco superiori alle attese per quanto concerne l’indice nazionale e marginalmente al di sotto delle aspettative per ciò che riguarda l’armonizzato.
– L’aumento nel mese (sull’indice NIC) è dovuto per metà al rimbalzo dei listini nei trasporti dopo sei mesi consecutivi di flessione, sulla scia sia dei carburanti (gasolio per mezzi di trasporto +2,5%, per riscaldamento +1% m/m) che dei servizi di trasporto aereo (+11,6% m/m, per via delle festività pasquali).
Il resto si spiega con i rincari dei servizi ricettivi e di ristorazione (+0,3% m/m, probabilmente anch’esso connesso alle festività), dell’abbigliamento (+0,2% m/m) e degli altri beni e servizi (+0,1% m/m).
– Viceversa, sono diminuiti i prezzi delle spese per tempo libero e cultura (-0,4% m/m), alimentari (-0,2% m/m, da notare il -2,8% dei vegetali freschi) e comunicazioni (-0,1% m/m, sulla flessione dei prezzi dei servizi di telefonia mobile).
– Il numero dei capitoli di spesa che mostrano una tendenza deflattiva su base annua aumenta da 4 a 5 (su un totale di 12): i trasporti (-3,1% da -2,7% a/a di febbraio), le spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,7% da -0,5% a/a), gli alimentari (-0,4% a/a, invariato rispetto al mese precedente), le comunicazioni (-0,1% da -0,6%) e le bevande alcoliche e tabacchi (-0,1% dopo la stabilità registrata a febbraio). Il numero delle componenti che mostrano rincari almeno pari all’1% è stabile (a 3): istruzione (+1,3% a/a, invariato rispetto al mese precedente), tempo libero e cultura (+1,2% da +1% a/a di febbraio) e alberghi e ristoranti (+1%, stabile).
– L’inflazione “di fondo” (al netto di energetici e alimentari freschi) è salita di un decimo nel mese e a 0,6% da 0,5% a/a. Tuttavia, l’inflazione sui beni a più alta frequenza di acquisto (importante per le sue conseguenze sulla percezione e le aspettative delle famiglie), pur salendo anch’essa di un decimo su base congiunturale, è scesa in territorio ancor più negativo su base annua, a -1,1% da -0,8% del mese precedente.
– In sintesi, il dato non modifica in misura sostanziale lo scenario inflattivo, giacché i prezzi al consumo sono risultati circa in linea con le aspettative nel mese di marzo. Peraltro, il rimbalzo dei prezzi su base congiunturale è in parte dovuto alle festività pasquali.
– In prospettiva, il CPI è destinato a nostro avviso a rimanere in territorio marginalmente negativo per tutti i mesi centrali dell’anno, probabilmente sino a fine estate. Solo negli ultimi mesi del 2016 si potrebbe vedere una risalita, che tuttavia lascerà la media annua solo di poco al di sopra dello zero (per il terzo anno consecutivo).
Fonte : BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


