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Italia: PIL rivisto al ribasso, ma il dettaglio è incoraggiante

La crescita del PIL nel 3° trimestre è stata rivista verso il basso di un decimo, il che implica anche una minore crescita acquisita per l’anno in corso.……..…


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


Tuttavia, il dettaglio delle componenti è incoraggiante in quanto la crescita sarebbe stata assai più robusta al netto del volatile contributo dei magazzini, e sembra finalmente avviato un ciclo degli investimenti in macchinari (che hanno fatto segnare nel trimestre la crescita congiunturale più elevata da almeno vent’anni). Inoltre, l’export non sembra risentire del cambio forte. In sintesi, il dato introduce rischi al ribasso sulla nostra stima sul PIL 2017 (1,6%), ma al rialzo sulla previsione 2018 (1,3%).

– La seconda lettura del dato sul PIL relativo al 3° trimestre 2017 ha evidenziato una revisione verso il basso di un decimo di punto percentuale: l’attività economica è ora stimata essere cresciuta di 0,4% t/t (da 0,5% t/t della prima lettura), e la tendenza annua è stata rivista a 1,7% da una precedente stima di 1,8% (si tratta comunque di un massimo da 6 anni e mezzo). In ogni caso, sia il dato congiunturale che quello tendenziale si mantengono in accelerazione rispetto al trimestre precedente (0,3% t/t, 1,5% a/a).

– In ogni caso, nonostante la revisione al ribasso del dato sintetico, il dettaglio delle componenti di domanda è più incoraggiante del previsto, in quanto mostra una crescita robusta sia della domanda interna che del commercio estero, mentre il principale freno è venuto dal ridimensionamento delle scorte. Nel dettaglio:

1) I consumi delle famiglie sono aumentati di 0,3% t/t, in accelerazione da 0,2% precedente (per una tendenza annua stabile a 1,5%), sostenuti in particolar modo dai beni durevoli (+2,3% t/t, massimo da oltre 2 anni, dopo il -0,5% t/t precedente);

2) Gli investimenti sono stati il principale motore di crescita, facendo segnare un +3% t/t (da +1,1% t/t precedente); in particolare, la spesa delle aziende in macchinari e attrezzature ha fatto registrare un balzo di +6% t/t: si tratta di un record da quando sono disponibili le serie storiche (ovvero da almeno vent’anni); un contributo è venuto comunque anche dagli investimenti in mezzi di trasporto (+1,9% t/t, pur in decelerazione rispetto al +9,8% precedente) e dalle costruzioni (+0,3% dopo il -0,3% t/t precedente);

3) Come atteso, il commercio con l’estero è tornato a contribuire alla crescita (+0,2% da -0,4% precedente), in forza di una accelerazione dell’export (+1,6% da +0,1% t/t) a fronte di una decelerazione dell’import (+1,2% da +1,6% t/t);

4) Specularmente, le scorte hanno sottratto ben mezzo punto al PIL su base congiunturale, dopo aver aggiunto +0,4% t/t nei tre mesi precedenti: si tratta di un record da circa tre anni;

5) Infine, la spesa pubblica è aumentata lievemente, di un decimo dopo il +0,2% t/t precedente.

– Nel trimestre, come atteso il principale contributo alla crescita del valore aggiunto è venuto dall’industria in senso stretto (in accelerazione a +1,6% t/t); anche le costruzioni hanno contribuito con un +0,4% t/t; mentre non è una sorpresa la contrazione del valore aggiunto nell’agricoltura (-3,6% t/t), il comparto dei servizi hanno registrato una crescita inferiore alle attese, di appena un decimo. 

– In sintesi, nonostante la revisione al ribasso, il dettaglio del dato appare molto rassicurante per diversi motivi: 1) la crescita sarebbe stata assai più robusta al netto del volatile contributo dei magazzini; 2) sembra finalmente avviato un ciclo degli investimenti in macchinari, che, dopo i dati deludenti di inizio anno, hanno decisamente cambiato passo nel corso dell’anno; 3) l’export non sembra almeno sinora aver risentito del cambio forte; 4) in questo quadro, i consumi domestici, pur non accelerando, mantengono la velocità di crociera di 1,5% registrata in media negli ultimi due anni.

– La revisione del dato sintetico sul PIL implica una minore crescita acquisita nel 2017, a 1,4% dall’1,5% stimato nella prima lettura. Occorre a questo punto una accelerazione a 0,45% t/t nella parte finale dell’anno per portare l’incremento annuo a 1,6% (nostra stima più recente). 

– Tuttavia, le informazioni giunte dal dettaglio dei conti economici trimestrali sono incoraggianti in prospettiva, in particolare in merito alla ripartenza del ciclo degli investimenti (la componente di domanda più falcidiata dalla crisi, che resta inferiore del 24% rispetto ai massimi). In sintesi, il dato introduce rischi al ribasso sulla nostra stima sul PIL 2017 (1,6%), ma al rialzo sulla previsione 2018 (1,3%).

Fonte : BondWorld.it


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