Italia – PMI manifatturiero ai massimi dal 2011, in controtendenza rispetto al resto dell’Eurozona

Il PMI manifatturiero è salito in luglio da 54,1 a 55,3, che rappresenta il livello più alto dall’aprile 2011. Il progresso è sostenuto dall’andamento degli ordinativi, sia esteri (56,7) sia domestici, e dalla crescita più..


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Commento di Luca Mezzomo, responsabile analisi Macroeconomica della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo


diffusa della produzione (57,8 da 55,6). L’indice relativo all’occupazione arretra rispetto a giugno, ma a 54,0 segnala che la tendenza all’aumento prosegue.

L’andamento è in contrasto con l’indice di fiducia per l’industria, che nello stesso mese era sceso da 103,9 a 103,6, risentendo forse più del PMI delle preoccupazioni per la crisi greca, ma sembra coerente con i segnali complessivi di rafforzamento della ripresa produttiva che emergono da più fronti.

La dinamica è in controtendenza con quella che si riscontra in Germania, dove il PMI è sceso marginalmente da 51,9 a 51,8, e in Francia (49,6, da 50,7). In Spagna, dove la ripresa è più matura, il PMI è su livelli analoghi a quelli italiani fin dal novembre 2014 e in luglio si è registrato un netto arretramento da 54,5 a 53,6, il secondo consecutivo. Per l’Eurozona nel suo complesso, il PMI manifatturiero è calato da 52,5 a 52,4, frenato dalla dinamica più fiacca rispetto a giugno degli ordini domestici ed esteri. In futuro, la relativa  debolezza dell’attività industriale in altri paesi dell’Eurozona potrebbe rappresentare una minaccia per la ripresa italiana, ma per il momento è compensata dal cambio debole, che sostiene l’export extra-eurozona, e da qualche primo segnale di ripresa della domanda interna.

Il livello del PMI è coerente con una crescita del PIL italiano di 0,3% t/t nel terzo trimestre 2015, come già previsto.

L’interpretazione dei dati relativi al periodo luglio-settembre richiederà molta cautela a causa dei forti fattori stagionali, che potrebbero rappresentare una causa aggiuntiva di volatilità. Inoltre, i dati di
produzione industriale di luglio saranno probabilmente gonfiati dal clima molto più caldo rispetto alla norma stagionale, che dovrebbe aver fatto crescere in modo transitorio la domanda di energia elettrica.

Fonte : BondWorld.it


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