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Italia: produzione industriale ancora in crescita a marzo

La produzione industriale è salita lievemente più del previsto a marzo, di +0,4% m/m (dopo il +1% m/m di febbraio), accelerando su base annua (a +2,8% da +2%)……


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


Al netto dell’energia, la crescita sarebbe stata doppia (+0.8% m/m). Inoltre, la ripresa appare più diffusa tra i vari settori. La produzione è risultata comunque in calo nel trimestre (-0,3% t/t), per via del crollo registrato a gennaio (viziato da problemi legati alla distribuzione delle festività). Ciò segnala un possibile rallentamento del PIL a inizio 2017 rispetto a fine 2016. Tuttavia, gli indicatori anticipatori segnalano una riaccelerazione sia per la produzione industriale che per il PIL già dal trimestre in corso (a 0,7% e 0,3% t/t, rispettivamente).

La produzione industriale è cresciuta per il secondo mese a marzo, di +0,4% m/m dopo il +1% m/m di febbraio. Il dato è stato di un decimo superiore alla nostra previsione.

Su base annua (corretta per gli effetti di calendario), l’output è accelerato a +2,8% da +2% del mese precedente. Anche in questo caso il dato è risultato superiore alla nostra aspettativa (e a quella di consenso).

Come ci attendevamo, anche nel mese di marzo l’energia ha fatto da freno (-5,2% dopo il -6,6% m/m di febbraio). Pertanto, al netto dell’energia la crescita della produzione su base congiunturale sarebbe stata doppia rispetto a quella effettivamente registrata (+0,8% m/m). Tutti gli altri raggruppamenti principali di industrie hanno fatto segnare un aumento, trainato sia da beni strumentali che da quelli di consumo (+2,4% e +2,3% m/m, rispettivamente).

Il dettaglio per settore di attività economica mostra una crescita decisa del comparto farmaceutico (+7,5% m/m), ma si tratta di un rimbalzo dopo l’aumento superiore al 10% registrato il mese precedente. Pertanto, al netto dell’energia e dell’assai volatile settore farmaceutico la produzione sarebbe aumentata di +0,6% m/m. Solo uno dei tredici comparti manifatturieri resta in calo su base annua corretta per gli effetti di calendario (erano ben otto il mese scorso): si tratta di legno carta e stampa (-1,9%); al di fuori del manifatturiero, si registra il segno meno anche per la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (4,1%). I settori più brillanti (sempre su base tendenziale) sono ancora una volta (come accade da circa due anni) i mezzi di trasporto e il farmaceutico (+9,5% entrambi), seguiti dal comparto metallurgico (+7,3%).

Nonostante la crescita di febbraio e marzo, la produzione industriale è calata di -0,3% t/t nell’insieme del 1° trimestre dell’anno (dopo essere salita di +1,1% t/t a fine 2016). La flessione è principalmente spiegata dal crollo registrato a gennaio (-2,3% m/m), che era in parte dovuto alla distribuzione delle festività a cavallo d’anno. In ogni caso, come ci aspettavamo l’industria dovrebbe aver dato un contributo lievemente negativo al valore aggiunto nel trimestre invernale (dopo essere stata il principale motore di crescita nei mesi autunnali ed estivi). Ciò fa sì che difficilmente il PIL potrà evitare un rallentamento a inizio 2017 rispetto a fine 2016 (la nostra stima è per un’attività economica in rallentamento a 0,1% dopo lo 0,2% t/t precedente).

Tuttavia, al di là della volatilità registrata dalla produzione soprattutto a cavallo d’anno, che spiegherebbe il rallentamento del PIL a inizio 2017, il trend per l’attività economica in generale e per l’industria in particolare resta positivo. Infatti le indagini di fiducia delle imprese nel settore manifatturiero hanno dato negli ultimi mesi segnali concordemente rassicuranti: ad aprile, l’indice Istat di fiducia delle imprese manifatturiere ha toccato un nuovo record da fine 2007 e l’indagine PMI Markit sempre relativa al settore manifatturiero ha mostrato un morale delle imprese ai massimi da 6 anni.

Tali indicazioni sono coerenti con una riaccelerazione sia per la produzione industriale che per il PIL a partire già dal trimestre in corso: stimiamo una crescita di 0,7% e 0,3% t/t rispettivamente nel 2° trimestre.

Fonte : BondWorld.it


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