– La fiducia dei consumatori è salita a sorpresa a marzo, a 115, dopo il deciso calo a 114,5 del mese precedente………
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente. {loadposition notizie}
Commento di Paolo Mameli, Senior Economist – Macroeconomics and Fixed Income Research Department di Intesa Sanpaolo
(che peraltro veniva dopo che a gennaio era stato toccato un massimo storico della serie, a 118,6). Il livello della fiducia è decisamente superiore alla media degli ultimi 5 o 10 anni (97,3 e 98,3, rispettivamente).
• Il rimbalzo è dovuto al maggiore ottimismo circa il clima economico generale (a 142,9 da 141,8 precedente), mentre la situazione personale degli intervistati risulta poco variata (a 105,7 da 105,8 di febbraio).
• In miglioramento sia i giudizi che le attese sulla situazione economica dell’Italia. Stabili invece le aspettative sulla disoccupazione (a 12, un livello superiore a quello degli ultimi 6 mesi ma decisamente inferiore rispetto alla media storica), a conferma del fatto che il mercato del lavoro, dopo il sensibile miglioramento del 2015, si sia in qualche modo “stabilizzato”.
• La situazione economica corrente delle famiglie è peggiorata (ma si tratta di una correzione “fisiologica” dopo che a febbraio era stato toccato un massimo da agosto del 2002), così come i giudizi sul bilancio familiare (anche in questo caso dopo che il mese precedente era stato toccato un massimo pluriennale ovvero da gennaio del 2011). Al contrario, sono migliorate le opportunità attuali sia di risparmio che di acquisto di beni durevoli.
• L’inflazione percepita dalle famiglie (nell’ultimo anno) ha toccato un nuovo minimo storico (a -36 da -26). In netta diminuzione anche l’inflazione attesa per i successivi 12 mesi (a -30 da 20). In altri termini, ancora una volta un calo dell’inflazione percepita/attesa si è accompagnato a un miglioramento del morale delle famiglie, a conferma del fatto che la bassa inflazione non è percepita come un problema ma anzi un sostegno al potere d’acquisto.
– L’indice composito di fiducia delle imprese è tornato a calare a marzo, a 100,1, dopo essere salito a 103,2 il mese precedente. Anche in questo caso il livello dell’indice è comunque superiore alla media storica degli ultimi 5 o 10 anni (91,4 e 95,6, rispettivamente) • Specularmente rispetto al mese scorso, il morale delle imprese è salito nel settore manifatturiero (a 102,2 da 102) ma è calato nei servizi (a 103,2 da 106,5), nel commercio al dettaglio (a 104,9 da 106,8) e nelle costruzioni (a 118,4 da 119,3). • Nel manifatturiero, il recupero è trainato dall’aumento degli ordini correnti (sia dall’estero che dal mercato interno) e delle scorte. In miglioramento le aspettative delle imprese sia sulla situazione economica generale che sull’occupazione. La produzione corrente è invece lievemente calata. • Secondo le consuete domande trimestrali rivolte alle imprese manifatturiere esportatrici, nel 1° trimestre sono peggiorati sia i giudizi che le attese sul fatturato, ed è salita (al 30% dal 29%) la quota di imprese che lamenta la presenza di ostacoli all’attività di esportazione (tra i quali è aumentata l’importanza dei freni derivanti da burocrazia e qualità dei prodotti mentre è scesa quella relativa i costi). Inoltre, non stupisce che sia diminuita l’incidenza dei Paesi extra-Ue tra le destinazioni delle esportazioni.
– In sintesi, il rimbalzo della fiducia delle famiglie indica che i consumi domestici restano il principale motore di crescita dato lo shock positivo al reddito disponibile reale. Peraltro, se il mese scorso sottolineavamo come il dettaglio delle componenti fosse più positivo rispetto al dato sintetico, questa volta è vero il contrario pertanto non è da escludere una correzione ad aprile.
– Meno positive le indicazioni dal lato delle imprese. Si è infatti registrato un arretramento del morale in particolare nei servizi, che ha portato l’indice ai minimi da oltre un anno. Inoltre, era lecito aspettarsi un recupero di maggiore entità (in linea con quello visto in altri Paesi) per la fiducia delle imprese manifatturiere.
– Infine, c’è da sottolineare che le indagini non incorporano gli effetti degli attacchi terroristici a Bruxelles dello scorso 22 marzo (l’indagine sulle famiglie è stata condotta dal 1° al 16 del mese, quella sulla imprese dal 1° al 21), pertanto non è da escludere un impatto negativo sulla survey di aprile (specie sulla fiducia dei consumatori).
Fonte : BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


