Dopo il netto miglioramento dei mesi scorsi, è calata ad aprile la fiducia sia delle famiglie che delleimprese italiane…..
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
La fiducia dei consumatori, dopo essere salita a marzo ai massimi da quasi 13 anni, è calata più del previsto ad aprile, a 108,2 da 110,7 precedente (rivisto al ribasso di due decimi). È il primo calo dopo tre mesi di deciso aumento. Ci aspettavamo una diminuzione, che tuttavia è stata più marcata del previsto.
Il dettaglio mostra che il calo è diffuso, ma riguarda più sia la situazione economica dell’Italia che la condizione personale degli intervistati, più le attese per il futuro che i giudizi sulla situazione corrente. In pratica, a correggere sono le componenti più volatili e che erano aumentate maggiormente in precedenza.
Da notare in particolare il rimbalzo (a +22) delle aspettative delle famiglie sulla disoccupazione, che erano scese nei cinque mesi precedenti sino ad arrivare in territorio negativo a marzo (a -1, rivisto da una lettura iniziale di -3; solo una volta, negli oltre trent’anni di rilevazione della serie, le famiglie erano state più ottimiste sull’occupazione, nel giugno del 2001).
Gli intervistati segnalano anche un lieve peggioramento della situazione economica delle famiglie, ma viceversa un miglioramento del bilancio famigliare (ai massimi da 3 anni); per quanto riguarda le possibilità di risparmio, peggiorano quelle attuali ma migliorano le attese per il futuro (ai massimi da 2 anni). In lieve calo anche le opportunità di acquisto di beni durevoli.
Infine, risultano decisamente meno negativi sia i giudizi che le attese sulla dinamica dei prezzi al consumo. Ciò conferma che i rischi di deflazione sono in diminuzione, e che permane l’usuale correlazione (negativa) tra inflazione percepita/attesa e morale delle famiglie.
Anche l’indice composito di fiducia delle imprese elaborato dall’Istat è sceso ad aprile, a 102,1 da 103 di marzo. È il primo calo dopo 4 mesi di aumento. Il morale delle imprese è diminuito nei servizi e nelle costruzioni, mentre è salito ancora nel manifatturiero e nel commercio al dettaglio.
Nel manifatturiero (il settore considerato maggiormente anticipatore dell’attività economica), la fiducia è salita ulteriormente a 104,1 da 103,7 di marzo. È l’ottavo mese consecutivo di aumento, che porta l’indice ai massimi da quasi 4 anni. Il dato ha sorpreso il consenso, che si attendeva un lieve calo (la nostra stima era per una stabilità).
In miglioramento risultano i giudizi sia sulla produzione che sugli ordini (dall’estero, mentre quelli interni restano invariati); stabili le attese sia sull’output che sulle commesse, oltre che le scorte.
Poco variate anche le aspettative sia sull’economia che sull’occupazione (che avevano mostrato un deciso recupero nei mesi precedenti).
In sintesi:
1) il calo della fiducia sia dei consumatori che delle imprese dei servizi non appare preoccupante in quanto si tratta di una correzione “fisiologica” dopo il deciso miglioramento dei mesi precedenti: il trend a nostro avviso resta in ripresa (anche perché il dettaglio delle indagini non è uniformemente negativo ma in chiaroscuro);
2) l’ulteriore aumento della fiducia delle imprese nel settore manifatturiero è confortante circa il fatto che i recenti shock (in particolare il deprezzamento del tasso di cambio) stiano cominciando ad avere un effetto tangibile sull’attività economica in primis nell’industria (e, di riflesso e presumibilmente con ritardo, sull’intera economia).
Fonte : BondWorld.it
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