– Hanno sorpreso al rialzo i dati preliminari sull’inflazione relativi al mese di agosto: i prezzi al consumo sono aumentati di +0,2% m/m secondo l’indice nazionale e sono rimasti stabili in base all’armonizzato Ue….
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
L’inflazione annua è invariata a +0,2% secondo il NIC ed è salita a +0,5% da +0,3% in base all’IAPC (si tratta in questo caso di un massimo da quasi un anno e mezzo).
o La salita dei prezzi nel mese (sul NIC) è dovuta ai rincari, quasi interamente di natura stagionale, nei trasporti (+0,9% m/m, per un contributo all’indice totale di +0,12%; si tratta del settimo aumento consecutivo, dovuto ai rincari dei servizi di trasporto aereo e marittimo e nonostante la rilevante discesa dei prezzi dei carburanti) e nelle spese per il tempo libero (+0,4% m/m, per un contributo di +0,03%; anche in questo caso la componente stagionale è preponderante, come visibile dai rincari dei pacchettivacanza).
Inoltre, si è registrato un rimbalzo “anomalo” (il primo da gennaio e il più marcato da due anni e mezzo: +1,9% m/m, per un contributo di +0,05%) dei prezzi delle comunicazioni, dovuto principalmente ai servizi di telefonia mobile.
o Viceversa, sono calati i prezzi dei servizi ricettivi e di ristorazione (-0,5% m/m), delle spese per l’abitazione (-0,1% m/m) e di mobili, articoli e servizi per la casa (-0,1% m/m).
o Le divisioni di spesa che mostrano una tendenza deflazionistica su base annua si confermano i trasporti (- 2,9% a/a), le comunicazioni (-0,5% a/a) e le spese per l’abitazione (-0,3% a/a). Si tratta delle componenti più legate all’offerta, la cui tendenza è spiegata in gran parte da variabili esogene come le quotazioni internazionali delle materie prime (o il progresso tecnologico nel caso delle comunicazioni); per tutte queste componenti, in ogni caso, l’andamento recente segnala un netto attenuarsi delle spinte deflattive.
o L’inflazione “di fondo” (al netto di energetici e alimentari) è scesa a 0,7% da 0,8% a/a di luglio. Anche l’inflazione sui beni a più alta frequenza di acquisto (importante per le sue conseguenze su inflazione percepita e attesa dalle famiglie) è calata, a -0,3% (minimo da gennaio) dopo il -0,1% a/a di luglio.
o In sintesi, i dati sull’inflazione sono risultati superiori alle attese, tuttavia il dettaglio mostra che gli aumenti non sono generalizzati ma limitati alle componenti più stagionali e più volatili.
Confermiamo la nostra idea che l’inflazione possa risultare poco variata (in un intorno dello zero) nei prossimi mesi.
– A giugno, le vendite al dettaglio sono diminuite più del previsto su base congiunturale (-0,3% dopo il – 0,2% m/m di maggio), ma sono risalite in termini tendenziali (da +0,1% a +1,7% a/a: si tratta di un massimo da aprile 2014).
o Il recupero su base annua appare diffuso: le vendite sono in crescita, nel confronto rispetto allo stesso mese dello scorso anno, per tutte le tipologie di esercizio con l’eccezione degli ipermercati (-1,2% a/a; brillano i discount di alimentari: +4,5% a/a) e per tutti i gruppi di prodotti eccezion fatta per elettrodomestici, radio, tv e registratori (-1,1% a/a) e dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia (-0,9% a/a); in particolare, fanno segnare un aumento superiore al 3% foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali; giochi, giocattoli, sport e campeggio; altri prodotti (tra cui gioiellerie e orologerie).
o In sintesi, al di là della volatilità su base mensile, il trend per le vendite al dettaglio appare in sia pur lento miglioramento: nel 2° trimestre, le vendite in termini destagionalizzati sono aumentate dello 0,4%
Fonte : BondWorld.it
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