Italia: torna a salire la fiducia di imprese e famiglie a giugno La fiducia delle imprese e soprattutto quella delle famiglie sono tornate a salire a giugno….
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
L’indice composito di morale delle aziende diffuso dall’Istat è aumentato dopo tre mesi di calo, trainato dai servizi e dal commercio; nelle costruzioni l’indice è sceso, ma resta vicino ai recenti massimi decennali; nel manifatturiero, il clima è calato (come peraltro da attese), ai minimi da febbraio 2017, trascinato da valutazioni correnti meno positive sulla produzione. La fiducia dei consumatori è rimbalzata a sorpresa a giugno, recuperando quasi interamente la flessione del mese precedente. Il rimbalzo è dovuto alle componenti che spiegavano il calo di maggio e cioè il clima economico nazionale e le aspettative per il futuro; in netto calo le preoccupazioni sulla disoccupazione e in risalita decisa le attese sulla situazione economica dell’Italia. In sintesi, le indagini suggeriscono che gli agenti economici abbiano assorbito positivamente il succedersi di capovolgimenti sul fronte politico e sui mercati finanziari visto tra fine maggio e inizio giugno. Tuttavia, la situazione resta fluida, e i rischi sullo scenario appaiono oggi verso il basso (anche se pensiamo siano di entità contenuta sulla crescita 2018).
– La fiducia delle imprese e soprattutto quella delle famiglie sono tornate a salire a giugno dopo il calo dei mesi precedenti.
– L’indice composito sul morale delle aziende diffuso dall’Istat è aumentato a giugno dopo tre mesi di calo, a 105,4 da 104.6 a maggio.
– La fiducia delle imprese è migliorato nei servizi (da 106 a 107,8, primo aumento in quattro mesi) e nel commercio (da 100,1 a 103,9, secondo recupero consecutivo dopo quattro mesi di calo, che avevano portato l’indice ad aprile a un minimo dal 2014).
– La fiducia è calata per il secondo mese nelle costruzioni (da 134,1 a 132,9), ma si tratta di una correzione fisiologica dopo che l’indice era salito in ciascuno dei primi quattro mesi dell’anno fino a raggiungere un massimo da oltre 10 anni ad aprile.
– Nel settore manifatturiero, il clima di fiducia è calato (come peraltro da attese), a 106,9 dopo essere rimasto stabile a 107,7 il mese precedente. È il valore più basso da febbraio 2017. La flessione è dovuta principalmente alle valutazioni correnti delle aziende sulla produzione, che sono scese da +1 a -2: le imprese hanno ridimensionato l’attività produttiva per la prima volta da agosto dello scorso anno. Le aspettative sull’output e gli ordini correnti sono risultate invece lievemente meno ottimistiche rispetto al mese scorso. Le aspettative sull’economia e sull’occupazione sono risultate poco variate rispetto al mese prima (le prime in lieve recupero dopo il calo vistoso di maggio, le seconde in ulteriore marginale rallentamento).
– La fiducia dei consumatori è rimbalzata a sorpresa a giugno dopo il calo di maggio, a 116,2 da 113,9 (in pratica, l’indice ha recuperato quasi interamente la flessione del mese precedente). Il dettaglio dell’indagine è piuttosto incoraggiante:
- Il recupero è dovuto alle componenti che spiegavano il calo di maggio e cioè il clima economico nazionale (142,9 da 133,4) e le aspettative per il futuro (122,4 da 116,7): entrambe hanno più che recuperato la flessione del mese precedente. Viceversa, sia la situazione personale degli intervistati che le condizioni correnti hanno continuato a frenare, a 107,1 da 107,7 e a 111,8 da 112,4 rispettivamente (in entrambi i casi, si tratta di un minimo nell’anno).
- Le preoccupazioni delle famiglie sulla disoccupazione sono diminuite in misura decisa, a 9 da 26 precedente, toccando un minimo da gennaio 2016.
- Le attese dei consumatori sulla situazione economica dell’Italia sono risalite fortemente, da -22 a +2 (il livello è un record da maggio del 2016 e la variazione rispetto al mese scorso da febbraio del 2015). Sia pure in minor misura, gli intervistati sono anche meno preoccupati sulla situazione economica corrente e attesa della famiglia.
– In sintesi, le aspettative di famiglie e imprese sulla situazione economica del Paese, che erano peggiorate decisamente a maggio, hanno mostrato un recupero a giugno. Ciò suggerisce che gli agenti economici abbiano assorbito positivamente il succedersi di capovolgimenti sul fronte politico e sui mercati finanziari visto tra fine maggio e inizio giugno. Tuttavia, la situazione resta fluida, e non si può escludere il rischio che la fiducia degli operatori possa essere intaccata dai timori sul rischio-Paese Italia nelle prossime settimane.
– In generale, i rischi sullo scenario di crescita, che fino a qualche mese fa valutavamo verso l’alto e poi bilanciati, appaiono oggi verso il basso. Pensiamo che le incognite sulla politica economica possano pesare relativamente poco sulla crescita 2018, che vediamo ancora a 1,3% in media d’anno (i rischi su tale stima sono al ribasso, ma appaiono di entità contenuta: uno-due decimi). Tuttavia, le mosse del governo, e in particolare le scelte che verranno fatte in occasione della prossima Legge di Bilancio (con le eventuali conseguenze che potranno derivarne sui mercati finanziari), saranno decisive per quanto concerne le sorti del ciclo oltre un orizzonte di 36 mesi e in particolare per la crescita 2019 (un orientamento eccessivamente espansivo di politica fiscale potrebbe avere conseguenze negative sui mercati finanziari, con effetto netto potenzialmente negativo sulla crescita).
Fonte : BondWorld.it
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