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Italia: tornano a calare disoccupazione e inflazione

Sia la disoccupazione che l’inflazione sono tornate a calare dopo gli aumenti registrati in precedenza. I dati non ci sorprendono in quanto sottolineavamo come gli incrementi visti un mese fa fossero di natura temporanea….…


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


Particolarmente positivo il dato sulla disoccupazione, che cala ai minimi da 4 anni e mezzo (11,1%); il calo non è dovuto tanto a un aumento degli inattivi (che pure rimbalzano) ma soprattutto a un “genuino” incremento degli occupati; l’unica criticità viene dal fatto che esso è ancora una volta concentrato tra gli ultracinquantenni. In ogni caso, pensiamo che la disoccupazione possa mantenere un trend al ribasso nei prossimi mesi, anche se le variazioni congiunturali continueranno ad essere molto volatili; rivediamo anzi al ribasso la nostra previsione sul tasso di disoccupazione italiano nel 2017, a 11,3% da un precedente 11,5%. Anche l’inflazione è tornata a calare (a 1,4% a maggio da 1,9% precedente sull’indice nazionale): il calo non sorprende visto che un mese fa evidenziavamo come i rincari di aprile fossero dovuti pressoché interamente alla distorsione creata dalle festività. In maggio, la diminuzione è spiegata interamente dai trasporti. In prospettiva, vediamo l’inflazione muoversi in un range piuttosto ristretto nei restanti mesi del 2017 (1,4-1,7% sul NIC): confermiamo perciò la nostra stima di 1,5% sull’indice nazionale (1,6% sull’armonizzato) in media d’anno; non vediamo inoltre particolari pressioni sull’inflazione core, che stimiamo a 0,9% in media nel 2017.

La disoccupazione è scesa più del previsto ad aprile dopo l’aumento a sorpresa di marzo. Il tasso dei senza-lavoro è calato all’11,1% dall’11,5% del mese precedente (rivisto al ribasso di due decimi rispetto alla precedente stima). Si tratta di un minimo dal settembre del 2012.

– Il calo non ci sorprende: il mese scorso sottolineavamo come il dato di marzo (che aveva visto in prima lettura un balzo all’11,7%) fosse meno negativo di quel che appariva a prima vista. In ogni caso, la discesa di aprile è stata più pronunciata rispetto alle nostre attese.

– Il calo della disoccupazione non è dovuto principalmente all’aumento degli inattivi (che pure rimbalzano di 24 mila unità, poco di più rispetto al calo registrato a marzo), ma a un “genuino” aumento degli occupati (+94 mila unità ovvero +0,4% m/m, il quarto aumento consecutivo e il più marcato da agosto del 2015, quando erano in vigore in forma piena gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato).

– Non è calata invece la disoccupazione giovanile (ferma al 34%), che peraltro era scesa significativamente nei mesi precedenti (di otto decimi a marzo, in controtendenza con l’indice generale). Si tratta in ogni caso di un minimo da oltre 5 anni ovvero da febbraio del 2012.

– L’aumento degli occupati è diffuso sia per sesso (anche se più marcato per gli uomini: +81 mila unità) che per tipologia di contratto (+39 mila i dipendenti permanenti, +34 mila i dipendenti a termine, +21 mila i lavoratori indipendenti). Lo spaccato per età però (a differenza che il mese scorso) è meno confortante, in quanto, come spesso accaduto negli ultimi anni, i progressi occupazionali sono concentrati tra gli ultracinquantenni (+101 mila unità).

– In prospettiva, pensiamo che la disoccupazione possa mantenere un trend al ribasso, anche se le variazioni congiunturali continueranno ad essere molto volatili. La ragione di ciò sta nel fatto che la ripresa del ciclo economico continua (anzi è destinata a nostro avviso a guadagnare velocità nei prossimi trimestri), e le intenzioni di assunzione segnalate dalle imprese nelle indagini di fiducia, sia pure in lieve calo a maggio, restano su livelli vicini ai massimi storici.

– Dopo il dato di aprile, rivediamo al ribasso la nostra previsione sul tasso di disoccupazione italiano nel 2017, a 11,3% da un precedente 11,5%. Sarebbe un minimo dal 2012 (il picco è stato toccato a 12,6% nel 2014).  

I prezzi al consumo sono scesi di due decimi a maggio, per un’inflazione annua in calo a 1,4% da un precedente 1,9% in base all’indice nazionale e a 1,5% da 2% sull’armonizzato.

– I dati sono risultati esattamente in linea con le nostre attese. In effetti, mettevamo in evidenza un mese fa come l’incremento dei prezzi di aprile fosse temporaneo in quanto spiegato interamente dai rincari di natura stagionale dei trasporti e dei servizi ricettivi e di ristorazione, per via della distribuzione delle festività (Pasqua caduta ad aprile, seguita a breve distanza dal ponte della Liberazione).

– Il calo di due decimi dei prezzi nel mese è spiegato interamente dal contributo dei trasporti (-1,4% dopo il +1,7% m/m di aprile). Infatti, oltre alla correzione dei servizi di trasporto dopo balzo del mese precedente dovuto alle festività, si è registrata una significativa diminuzione dei prezzi dei carburanti. I listini sono scesi anche nelle comunicazioni (-0,6% m/m), mentre i servizi ricettivi e di ristorazione hanno fatto segnare un po’ a sorpresa un ulteriore aumento dopo il balzo di aprile (+0,7% da +2% m/m). Poco variate le altre componenti.

– Anche l’inflazione di fondo è tornata a calare a maggio dopo l’aumento di aprile, a 0,8% da 1,1% (i prezzi core sono diminuiti di un decimo nel mese). Nel mese però non sono scesi i prezzi né dei beni ad alta frequenza di acquisto né del cosiddetto “carrello della spesa” (beni alimentari, per la cura della casa e della persona), entrambi in aumento di un decimo (su base annua, entrambi gli indici rallentano ma solo moderatamente, a 1,6% e 1,8% rispettivamente).

– In prospettiva, vediamo l’inflazione muoversi in un range piuttosto ristretto nei restanti mesi del 2017 (1,4-1,7% sul NIC). Confermiamo perciò la nostra stima di 1,5% sull’indice nazionale (1,6% sull’armonizzato) in media d’anno. Non vediamo inoltre particolari pressioni sull’inflazione core, che stimiamo a 0,9% in media nel 2017.

Fonte : BondWorld.it


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