19-10-2011_1

Italiani più ottimisti secondo l’indagine di Schroders

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Primi risultati dell’edizione 2014 della ricerca Schroders Global Investment Trends Report [1], diffusa oggi a livello mondiale, che ha coinvolto 15.749 investitori[2] in 23 Paesi (più di 1000 in Italia)…


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Schroders Global Investment Trends Report 2014


 Massimo Tosato, Executive Vice Chairman di Schroders


con le seguenti evidenze:

Risultati mondo

A livello globale il 70% degli intervistati intende investire in azioni nel 2014 e più del 40% dichiara di voler aumentare le somme destinate a investimenti e risparmio. Dati che riflettono un outlook economico  di lungo periodo positivo, nonostante la recente volatilità dei mercati. Riguardo alle altre asset class, l’indagine rivela che solo il 18% punterà sul reddito fisso e l’8% sulla liquidità.

La ricerca di Schroders evidenzia inoltre l’interesse a livello mondiale per le economie sviluppate, ritenute in grado di offrire rendimenti potenziali più stabili e migliori opportunità di crescita. In effetti, la fiducia nei confronti di Paesi come USA ed Europa occidentale è notevolmente cresciuta rispetto a quanto emerso dalla ricerca 2013.

Quest’anno infatti il 31% degli intervistati punta sull’America settentrionale (Stati Uniti e Canada) – rispetto al 18% nel 2013 – e il 27% sull’Europa occidentale – rispetto al 10% nel 2013. Con il 39% delle preferenze, l’Asia Pacifico mantiene tuttavia il primato come regione dalla quale ci si aspetta il maggior potenziale di rendimento nel corso dell’anno.

Massimo Tosato, Executive Vice Chairman di Schroders, ha così commentato: “Dalla ricerca emergono segnali incoraggianti di rinnovata fiducia nell’azionario, alimentata in parte dal miglioramento dei dati economici e di mercato nei Paesi sviluppati. Nel quarto trimestre 2013 l’economia degli Stati Uniti è cresciuta di circa il 3%, nonostante lo shutdown del Governo Federale in ottobre. In Europa, la Germania e il Regno Unito hanno registrato buone performance e il Giappone ha messo a segno risultati migliori di qualsiasi altro Paese dopo le politiche dell’Abenomics, ridando speranza agli investitori in tutto il mondo”.

“Nel 2014 questo trend di maggiore propensione verso l’azionario deve tuttavia affrontare alcune sfide” ha proseguito Massimo Tosato aggiungendo che “nonostante notizie positive in alcuni Paesi, la crescita del PIL globale resta inferiore alle attese, se comparata ai tassi di ripresa all’indomani delle precedenti recessioni. Tale crescita non sarà uniforme in tutti i settori, economie e regioni. Questo per la significativa debolezza che permane in alcuni Paesi dell’Eurozona, così come nei mercati emergenti, dove l’uscita dal quantitative easing sta fortemente pesando sui listini azionari. Siamo ancora in una fase di transizione per l’economia globale e per gli investitori continua a essere fondamentale affidarsi a un approccio attivo”.

Italiani più ottimisti secondo l’indagine di Schroders

Il 47% degli intervistati italiani nell’ambito della ricerca Schroders Global Investment Trends Report 2014[3], è più ottimista sulle opportunità d’investimento per il  2014 rispetto allo scorso anno a fronte del 54% in Europa e del 56% del campione globale.

Circa la propensione per le diverse asset class, analogamente al campione globale, la maggioranza degli italiani intervistati (67%) pensa di investire nel comparto azionario, ritenendo quest’ultimo il mercato in grado di offrire le migliori opportunità di crescita per il 2014.

È interessante notare che, mentre a livello globale la percentuale che intende puntare sui propri listini nazionali è del 41%, solo il 21% del campione italiano dichiara questa propensione. Ciò malgrado, nella “classifica” delle preferenze indicate dagli italiani per l’investimento azionario, la Borsa locale figura al primo posto, seguita dai listini di Paesi Emergenti (13% del campione) e BRIC (13%).

Guardando alle altre asset class, e mettendo a confronto le risposte degli italiani con quelle del campione internazionale, emerge dalla ricerca di Schroders che in Italia il 34% degli intervistati punterà sul reddito fisso, rispetto al 18% del dato globale.

Sebbene l’Asia Pacifico abbia il primato come regione dalla quale ci si aspetta il maggior potenziale di rendimento nel 2014 (secondo il 30% del campione italiano e il 39% di quello globale), gli investitori appaiono fiduciosi nei confronti delle economie sviluppate.

Il 29% degli intervistati in Italia (a fronte di una media globale del 27%) ritiene l’Europa occidentale l’area più promettente e il 20% punta sull’America settentrionale ovvero Stati Uniti e Canada (a fronte di una media globale del 31%).


[1] Schroders ha commissionato a Research Plus Ltd un sondaggio indipendente su 15.749 individui di 23 Paesi intenzionati a investire almeno € 10.000 (o l’equivalente in altra valuta) nei prossimi 12 mesi. La ricerca è stata condotta online tra il 2 e il 24 gennaio 2014 e le risposte degli intervistati rappresentano l’opinione degli investitori in ognuno dei Paesi coinvolti nell’indagine.

[2]Nell’ambito del progetto, abbiamo definito “investitore” chi prevede di investire almeno € 10.000 (o l’equivalente in altra valuta) nei prossimi 12 mesi.

[3] Schroders ha commissionato a Research Plus Ltd un sondaggio indipendente su 15.749 individui di 23 Paesi intenzionati a investire almeno € 10.000 (o l’equivalente in altra valuta) nei prossimi 12 mesi. La ricerca è stata condotta online tra il 2 e il 24 gennaio 2014 e le risposte degli intervistati rappresentano l’opinione degli investitori in ognuno dei Paesi coinvolti nell’indagine.

Fonte: AdvisorWorld.it


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