J.P. Morgan AM Bond Bulletin : Dopo essersi mosso in prossimità dei minimi triennali, nelle ultime settimane l’Euro si è apprezzato nei confronti del Dollaro statunitense.
A cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management
Il Bond Bulletin di questa settimana esamina le cause del mutato clima di fiducia verso il cambio EUR/USD e le probabilità di durata del nuovo trend.
Fondamentali
I recenti sviluppi di mercato hanno modificato il clima di fiducia nei confronti dell’Europa e dato il via a un’attenuazione dei maggiori rischi geopolitici. I mercati stanno sempre di più ignorando due importanti fonti di incertezza che hanno pesato sugli attivi europei: le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea e la guerra in Ucraina, tuttora in corso. Finora, le reazioni più significative sono state registrate nelle valute minori dei Paesi periferici quali la Corona svedese e il Fiorino ungherese. Tuttavia, se il rally si espandesse, la moneta unica potrebbe presto seguire le stesse orme. Sul fronte del commercio internazionale, i primi segnali che giungono da Washington fanno pensare che l’approccio ai dazi sarà più misurato di quanto non si temesse in precedenza. Benché permanga l’incertezza sull’effettiva portata delle future politiche commerciali, i mercati sono sempre più convinti che un aumento su larga scala dei dazi – che penalizzi in particolare i principali settori economici europei – potrebbe non concretizzarsi pienamente. Di conseguenza, il premio al rischio che era stato incorporato nell’Euro comincia a ridursi. Permane, tuttavia, il rischio che Trump aumenti i dazi sulle importazioni europee, eventualità che potrebbe far slittare il tasso di cambio Euro/Dollaro. Nel frattempo, sono aumentati gli sforzi diplomatici per risolvere la crisi russo-ucraina. Sebbene non si intraveda ancora una soluzione, i mercati hanno cominciato a scontare una minore probabilità di un’ulteriore l’escalation. Ciò ha inciso positivamente sulle aspettative degli investitori europei, riducendo lo sconto applicato agli attivi dell’Eurozona. Inoltre, un’attenuazione delle tensioni potrebbe far migliorare notevolmente le condizioni di sicurezza energetica del Vecchio Continente e aumentarne la resilienza economica grazie alla riduzione dei prezzi del gas naturale e a una maggiore diversificazione delle catene di fornitura. Intanto, il contesto macroeconomico generale sta cambiando a favore dell’Euro. Negli ultimi mesi, le aspettative di crescita dell’Eurozona sono state riviste al rialzo, spinte dalla domanda interna e dalla previsione di un aumento delle spese per la difesa. Viceversa, comincia a ridimensionarsi la narrazione dell’eccezionalismo dell’economia statunitense che ha rafforzato il biglietto verde per gran parte del 2023 e 2024. Questi i fattori, unitamente ai maggiori afflussi di capitale verso gli attivi europei, che hanno sostenuto il recupero dell’Euro e potrebbero continuare a favorirne un ulteriore apprezzamento.
Valutazioni quantitative
Malgrado la recente rimonta, il cambio EUR/USD continua a essere sottovalutato rispetto ai modelli di parità del potere d’acquisto (PPP) di lungo termine. Sebbene la moneta unica si sia apprezzata rispetto ai minimi registrati dopo la pandemia, il suo valore equo basato sul tasso di cambio corretto per l’inflazione continua a essere al di sopra degli attuali livelli spot. Nel tempo, le dinamiche strutturali dei flussi di capitale potrebbero contribuire a colmare questo divario tra le valutazioni. Via via che si riaccende l’interesse per gli attivi europei, si rafforza la tesi di un ulteriore apprezzamento dell’Euro. Sebbene la volatilità a breve termine continui a essere un fattore rilevante, il contesto macroeconomico generale indica che l’Euro potrebbe continuare ad apprezzarsi, seppur gradualmente, nei confronti del Dollaro.
Fattori tecnici
I riposizionamenti hanno rafforzato l’ultimo rialzo del cambio Euro/Dollaro mentre, contestualmente, si indeboliva la fiducia nei confronti del biglietto verde. Nei mercati delle opzioni, le posizioni lunghe in USD sono state progressivamente liquidate, a testimonianza del fatto che le aspettative sulla forza del Dollaro si stanno ampiamente ridimensionando. Un fattore tecnico determinante è stata la rotazione dei f lussi azionari globali. Al momento, le azioni europee stanno sovraperformando le omologhe statunitensi, invertendo una tendenza pluriennale. Il miglioramento dei fondamentali economici dell’Eurozona, unitamente a prospettive di maggiore stabilità politica, ha contribuito a riaccendere l’interesse degli investitori per gli attivi rischiosi europei. Il risultato è stato un incremento dei flussi transfrontalieri, con uno spostamento dei capitali dai mercati statunitensi verso quelli europei. Il cambio EUR/USD sta quasi per superare i livelli di resistenza principale, mentre gli indicatori tecnici segnalano che vi sono margini per ulteriori rialzi qualora questa dinamica positiva dovesse persistere.
Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
Grazie all’attenuarsi dei premi al rischio geopolitico, ai riposizionamenti tecnici e alle valutazioni ancora convenienti, le prospettive a medio termine per la moneta unica europea sono diventate più favorevoli. Una permanenza prolungata del cambio EUR/USD al di sopra dei recenti livelli di resistenza potrebbe gettare le basi per ulteriori apprezzamenti, soprattutto se in futuro i dati continuano a suffragare la tesi di una crescita europea più vigorosa di quella degli Stati Uniti. Tuttavia, i rischi associati ai dazi non vanno ignorati e qualora si delineasse uno scenario di guerra commerciale per l’Europa gli investitori dovrebbero scommettere con prudenza sul cambio EUR/USD. Pertanto, nei portafogli di valute a gestione attiva manteniamo un posizionamento corto sul Dollaro statunitense e lungo su un paniere ampio e diversificato di divise sottovalutate, Euro compreso, che potrebbero trarre vantaggio dall’attenuazione del rischio di mercato.
Fonte: InvestmentWorld.it
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